Bello Figo, il rapper nero che vota sì al referendum costituzionale

Bello Figo, il rapper nero che vota sì al referendum costituzionale

Politica e luoghi comuni razzisti si accavallano nell'ultimo video dell'artista

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    Bello Figo, il rapper nero che vota sì al referendum costituzionale

    Stanchi dei soliti spot politici che promettono tutto e non dicono niente? Referendum Costituzionale, la nuova hit di Bello Figo, vi farà cambiare idea. Il video, caricato il 21 novembre, ha già raggiunto oltre 300mila visualizzazioni su Youtube ed è diventato virale sui social, da Facebook a Instagram, scatenando una mole di reazioni che non si vedeva da tempo, tra chi inneggia al nuovo capolavoro del rapper trash e chi tira fuori le peggiori offese. Tale è stata l’accoglienza del video da parte del “popolo del web” che anche i media più tradizionali hanno iniziato a occuparsene, con tanto di passaggi in radio e articoli già online. Impossibile non notarlo: un rapper nero, di chiara origine africana, che vota PD e dice sì al referendum costituzionale non può passare inosservato.

    La prima domanda che uno si fa nell’ascoltare il pezzo è: ma fa sul serio? Sì, Bello Figo fa sul serio. Lo fa con il suo stile appariscente, chiassoso, cafone all’inverosimile, ma le sue hit sono un inno contro il razzismo e la stupidità del web come poche in circolazione.

    Il giovane, di 21 anni, vive a Parma, è originario del Ghana ed è diventato famoso sul web grazie alle sue canzoni e ai video, girati in maniera più che amatoriale, in cui usa il linguaggio del rap, compreso tutto il carico di parolacce, per ribaltare tutte le bufale che si sentono sugli immigrati (“Non pago l’affitto” è l’esempio più chiaro).

    Le sue sono vere e proprie parodie di tutto: del troll, del web, delle bufale, persino del rap stesso. Referendum Costituzionale, ft Don Capucino e The GyynoZz, è la summa di tutto questo. Bello Figo ha preso le frasi più becere del web contro gli immigrati e le ha usate in una vera e propria parodia della politica urlata che riempie le pagine dei media.

    “Avremo 35 euro al giorno, in albergo a fare festa con le fig** bianche, tutti i miei amici votiamo PD, se ti chiedono il referendum, dì di sì”, recita il pezzo.

    E ancora. “Tutti sanno che noi siamo del PD…. veri negri io e miei amici andiamo in piazza a pisciare … annaffiamo un po’ le piante così crescono un po’ le erbette”.

    Uno dei punti top è il passaggio di Don Capucino: “Veri negri miei amici stiamo a casa a votare. Tutti lo sanno che votiamo PD … Stupido bianco, passami l’MD”.

    Il meglio arriva subito dopo, quando Bello Figo sfodera una vera e propria staffilata. “A dire la verità, nel mio paiese (cit.) non c’è nessuna guerra. Volevo farmi una vacanza“.

    Dite che è troppo? In un paese dove i leader dei due più importanti partiti si insultano a suon di “accozzaglia” e “scrofa ferita”, forse i peggiori sono quelli in giacca e cravatta.

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