5 motivi per essere atei (e pentirsene sul letto di morte)

5 motivi per essere atei (e pentirsene sul letto di morte)
da in Curiosità, Religione

    ateismo

    L’essere atei sembra (a volte) la scelta più logica. Credere in una forza superiore che ha creato ogni cosa che possiamo vedere e toccare, sembra impossibile. Un po’ come credere alle fatine o ai trolls: una stupidaggine, insomma. Forse però questa difficoltà è dettata da “imposizioni” che ci perseguitano fin da bambini, come la messa domenicale o il catechismo. Ah, il catechismo… Certo, è difficile credere in ciò che non si vede e non è tangibile. Salvo poi ritrovarci sul letto di morte a maledire il giorno in cui non siamo andati al ritiro spirituale o non abbiamo fatto quella preghiera che tanto ci aveva consigliato il frate. Vediamo di seguito quali sono i (cinque) motivi più comuni legati alla scelta dell’essere atei.

    Cristo Compagnone

    Non ci sarebbe neppure il bisogno di spiegare il perché di questo motivo: la messa della domenica. E se avete dei dubbi, provate uscire il sabato sera, fare i “fighi” in giro per i migliori locali, bere come spugne e poi alzarvi (alle 8:00) la mattina successiva per andare a messa. Fatelo e poi ne riparliamo.

    Gesu e Diavolo

    Croce per molti bambini (e delizia delle mamme che hanno un’ora per loro stesse e lo spritz). Il catechismo ha afflitto ognuno di noi, costringendoci ad estenuanti sedute dopo la scuola e a preghiere in latino.

    Preghiera

    Oltre il catechismo, come se non bastasse, c’erano anche i ritiri spirituali di più giorni, da frequentare. Sì, è vero che ci si divertiva molto (spesso si facevamo continui scherzi agli accompagnatori), ma è altrettanto vero che le preghiere alle 7 del mattino hanno lasciato i segni.

    Croce croce

    Questo è sicuramente uno dei motivi per cui molti giovani “scelgono” di essere atei. La Chiesa, infatti, tende ad irrigidire le cose e quasi a travisare le parole scritte nel Vangelo. Sì, è vero che come tutte le scritture, anche i vangeli necessitano di un’interpretazione, ma non credete che la Chiesa si sia presa una (enorme) licenza poetica?

    Non vedo scimmia

    E’ forse la spiegazione più diffusa e più logica di chi è ateo. Certo, non si può dare torto a questo ragionamento (in fondo è nella natura dell’uomo credere a ciò che è tangibile), ma a questo proposito, è bene ricordare le parole di un saggio: “Non siamo forse certi dell’esistenza del Sole anche quando esso è coperto dalle nuvole e non possiamo vederlo?”

    inferno nanopress

    I credenti sanno bene che ciò che si fa in vita, si ripercuoterà nell’eternità. Se ci si comporta male, si finisce all’inferno; se si riga dritto si godrà del paradiso. Gli atei, dal canto loro, possono fare ciò che preferiscono. Sesso, dolci e rock’n roll, per esempio.

    peccati nanopress

    Vale anche qui lo stesso discorso fatto per l’inferno. Non esistendo peccati, ognuno può concedersi ciò che vuole senza rimorsi di coscienza o timori di essere inforcati da un essere con la coda. Via quindi al cioccolato, agli acquisti compulsivi e alla libertà sessuale.

    libertà nanopress

    Se è vero che i credenti possiedono il libero arbitrio, è altrettanto vero che esiste un percorso ben delineato per godere poi del paradiso. Ovviamente questo non vale per gli atei. Nessun peccato: nessuna pena; nessuna imposizione: tanta libertà. Libertà di fare ciò che si desidera, quando lo si desidera. Tanto l’inferno non esiste.

    Credere in Dio, o negli alieni, o in qualsiasi altre entità che ci protegge/guida è una scelta personale. La religione è una scelta assolutamente intima nella quale nessuno (e dico nessuno, care signore che citofonate a casa nella speranza di farci convertire al vostro credo!) dovrebbe mettere bocca. Quanto appena descritto è tutto vero. Però, ammettiamolo, quando ne abbiamo bisogno, quando tutto sembra crollarci addosso e abbiamo bisogno di un appiglio, allora ci rivolgiamo a Dio (o a chi per lui) e gli chiediamo favori/miracoli. A chi non è capitato? E possiamo solo immaginare ciò che succederà sul letto di morte. Tipo gli atei più convinti che alla vista delle due porte (inferno/paradiso) iniziano a pregare con tutte le loro forze, chiedendo perdono per tutte le volte che hanno finto malori mortali per non andare a messa.


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