5 motivi per essere atei (e pentirsene sul letto di morte)

5 motivi per essere atei (e pentirsene sul letto di morte)
da in Curiosità, Religione
Ultimo aggiornamento: Martedì 22/11/2016 07:17

    ateismo

    L’essere atei sembra (a volte) la scelta più logica. Credere in una forza superiore che ha creato ogni cosa che possiamo vedere e toccare, sembra impossibile. Un po’ come credere alle fatine o ai trolls: una stupidaggine, insomma. Forse però questa difficoltà è dettata da “imposizioni” che ci perseguitano fin da bambini, come la messa domenicale o il catechismo. Ah, il catechismo… Certo, è difficile credere in ciò che non si vede e non è tangibile. Salvo poi ritrovarci sul letto di morte a maledire il giorno in cui non siamo andati al ritiro spirituale o non abbiamo fatto quella preghiera che tanto ci aveva consigliato il frate. Vediamo di seguito quali sono i (cinque) motivi più comuni legati alla scelta dell’essere atei.

    Cristo Compagnone

    Non ci sarebbe neppure il bisogno di spiegare il perché di questo motivo: la messa della domenica. E se avete dei dubbi, provate uscire il sabato sera, fare i “fighi” in giro per i migliori locali, bere come spugne e poi alzarvi (alle 8:00) la mattina successiva per andare a messa. Fatelo e poi ne riparliamo.

    Gesu e Diavolo

    Croce per molti bambini (e delizia delle mamme che hanno un’ora per loro stesse e lo spritz). Il catechismo ha afflitto ognuno di noi, costringendoci ad estenuanti sedute dopo la scuola e a preghiere in latino.

    Preghiera

    Oltre il catechismo, come se non bastasse, c’erano anche i ritiri spirituali di più giorni, da frequentare. Sì, è vero che ci si divertiva molto (spesso si facevamo continui scherzi agli accompagnatori), ma è altrettanto vero che le preghiere alle 7 del mattino hanno lasciato i segni.

    Croce croce

    Questo è sicuramente uno dei motivi per cui molti giovani “scelgono” di essere atei. La Chiesa, infatti, tende ad irrigidire le cose e quasi a travisare le parole scritte nel Vangelo. Sì, è vero che come tutte le scritture, anche i vangeli necessitano di un’interpretazione, ma non credete che la Chiesa si sia presa una (enorme) licenza poetica?

    Non vedo scimmia

    E’ forse la spiegazione più diffusa e più logica di chi è ateo. Certo, non si può dare torto a questo ragionamento (in fondo è nella natura dell’uomo credere a ciò che è tangibile), ma a questo proposito, è bene ricordare le parole di un saggio: “Non siamo forse certi dell’esistenza del Sole anche quando esso è coperto dalle nuvole e non possiamo vederlo?”

    inferno nanopress

    I credenti sanno bene che ciò che si fa in vita, si ripercuoterà nell’eternità. Se ci si comporta male, si finisce all’inferno; se si riga dritto si godrà del paradiso. Gli atei, dal canto loro, possono fare ciò che preferiscono. Sesso, dolci e rock’n roll, per esempio.

    peccati nanopress

    Vale anche qui lo stesso discorso fatto per l’inferno. Non esistendo peccati, ognuno può concedersi ciò che vuole senza rimorsi di coscienza o timori di essere inforcati da un essere con la coda. Via quindi al cioccolato, agli acquisti compulsivi e alla libertà sessuale.

    libertà nanopress

    Se è vero che i credenti possiedono il libero arbitrio, è altrettanto vero che esiste un percorso ben delineato per godere poi del paradiso. Ovviamente questo non vale per gli atei. Nessun peccato: nessuna pena; nessuna imposizione: tanta libertà. Libertà di fare ciò che si desidera, quando lo si desidera. Tanto l’inferno non esiste.

    Credere in Dio, o negli alieni, o in qualsiasi altre entità che ci protegge/guida è una scelta personale. La religione è una scelta assolutamente intima nella quale nessuno (e dico nessuno, care signore che citofonate a casa nella speranza di farci convertire al vostro credo!) dovrebbe mettere bocca. Quanto appena descritto è tutto vero. Però, ammettiamolo, quando ne abbiamo bisogno, quando tutto sembra crollarci addosso e abbiamo bisogno di un appiglio, allora ci rivolgiamo a Dio (o a chi per lui) e gli chiediamo favori/miracoli. A chi non è capitato? E possiamo solo immaginare ciò che succederà sul letto di morte. Tipo gli atei più convinti che alla vista delle due porte (inferno/paradiso) iniziano a pregare con tutte le loro forze, chiedendo perdono per tutte le volte che hanno finto malori mortali per non andare a messa.
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