Superstizioni nel mondo e cose che portano sfortuna, vediamole tutte

Superstizioni nel mondo e cose che portano sfortuna, vediamole tutte
da in Curiosità
Ultimo aggiornamento: Martedì 22/11/2016 07:17

    Vi sembrerà strano, ma in giro c’è ancora tanta gente che crede alle superstizioni. Strane credenze continuano a circolare nel mondo, nonostante l’essere superstiziosi non sia più di moda. C’è ancora qualcuno che si ostina a credere a leggende inverosimili e strane storie che nulla hanno a che vedere con l’essere razionale. Dai gatti neri che portano jella, agli ombrelli da aprire solo fuori dalle mura domestiche, ecco una carrellata di credenze popolari che hanno a che fare con la sfortuna e i gesti scaramantici più comuni.

    Un gatto nero che attraversa la strada è un evento sfortunatissimo che impone di stare immobili e non incrociare il percorso del felino per non incorrere in qualche maleficio orribile. Inutile dire che è una credenza senza fondamento, e in nome di tale pretesto ci sono molti sadici in giro che uccidono incolpevoli gatti neri randagi.

    Se non volete attirarvi addosso la sfortuna, non passate sotto a una scala. Quante volte avete sentito dire qualcosa del genere? Tale credenza giunge a noi dall’antico Egitto, dove la figura del triangolo era sacra. Proprio oltrepassare questa figura (formata dalla scala) significa mettersi contro gli dei.

    Se vedere una coccinella porta fortuna, uccidere una coccinella, più o meno accidentalmente, è considerato di malaugurio. Infatti questi insetti sono molto apprezzati dagli agricoltori, visto che svolgono azione di controllo per i parassiti delle piante.

    Dove nasce la credenza che il numero 17 porti sfortuna? Le ipotesi sono molte, tutte suggestive. Ma ricordiamo che il 17 non è un numero sfortunato, e nemmeno il venerdì è un giorno sfigato. Se pensiamo che la sfortuna del 17 è presente solo nella cultura italiana, si capisce che la sventura attribuita a questa data è molto relativa e non ha un valore universale.

    In vari paesi, soprattutto di tradizione anglosassone, si dice che porti sfortuna il giorno 13 del mese, in relazione al fatto che all’ultima cena sedevano 12 apostoli e un tredicesimo invitato che finì poi crocefisso. Il venerdì presso alcune popolazioni porta sfortuna proprio perché il giorno della crocefissione fu un venerdì. Il 17 porta tradizionalmente sfortuna perché in numeri romani veniva scritto VIXI, cioè “ho vissuto e ora sono morto”.

    Far male a un albatros, o mancargli di rispetto, porta sfortuna, sventura e maledizioni. Ciò deriva dal fatto che questi maestosi uccelli che sorvolano il mare sono molto preziosi per i naviganti: indicano le zone dove c’è il pesce, le condizioni meteo (volano con il becco al vento), la posizione della terra ferma.

    Si dice che rompere uno specchio porti sette anni di disgrazie. Oltre all’elemento magico simboleggiato dalla superficie riflettente, essendo lo specchio un oggetto molto prezioso, in passato, la sua rottura avrebbe comportato una grande spesa per poterlo sostituire. Ecco la necessità di fare attenzione nel maneggiarlo.

    Incrociare una suora alla guida di un automobile, per molti, è una situazione che porta sfortuna. Questo deriva dal fatto che – pare – le suore siano un po’ negligenti e non si comportino da buone automobiliste. Insomma, il rischio di incidente potrebbe aumentare.

    Porta molta sfortuna incontrare per la strada un carro funebre senza la bara. Perchè? Perchè potreste essere voi a riempirlo.

    Far cadere il sale o il recipiente che lo contiene, porta male pure se non si sparge sul tavolo o per terra. Questo perché in antichità il sale era una merce rara e preziosa e sprecarlo gettandolo per terra era considerato di cattivo auspicio. Niente pericolo, è previsto un antidoto, infatti la sfortuna si combatte prontamente gettando un pizzico di sale dietro le spalle.

    Festeggiare il proprio compleanno prima del giorno effettivo in cui si compiono gli anni, secondo la superstizione, porta molto male, perchè non è detto che si arrivi a vivere tale ricorrenza.

    Il numero quattro è considerato sfortunato in Cina, perchè la sua pronuncia è uguale all’ideogramma utilizzato per indicare la morte. A nulla serve il fatto che si scriva diversamente. Anche in Giappone, la pronuncia ON del numero quattro ha lo stesso effetto.

    Il colore viola è considerato tabù per molti artisti, perché, nel medioevo, nel periodo della Quaresima, erano vietati gli spettacoli teatrali. Questo significava una forzata inattività che gravava le condizioni di attori e saltimbanchi. Ancora oggi, nel mondo dello spettacolo, il viola viene volutamente evitato.

    Aprire un ombrello in casa è considerato un cattivo presagio, perchè simboleggia la necessità di ripararsi dalla pioggia che passa attraverso il tetto, quindi è diventato il simbolo di una casa in miseria, in cui piove dentro.

    Poggiare sul letto il proprio cappello porta male perchè questo gesto veniva fatto dal medico che visitata il paziente gravemente malato, o dal prete che ne officiava l’estrema unzione. Quindi un cappello sul letto è presagio di lutto in famiglia.

    Incrociare la stretta di mano quando quattro persone si salutano si ritiene di cattivo auspicio, perché facendo così si verrà a creare la forma di una croce con le braccia.

    Anno bisesto, anno funesto, recita il noto proverbio. Gli anni bisestili sono infatti considerati come periodo molto sfortunati.

    Augurare ‘buona fortuna’ o addirittura ‘auguri’ a qualcuno, prima di un evento importante, porta sicuramente male, per via della credenza scaramantica per cui se si parla di un evento questo non accadrà. Similmente è considerato di brutto augurio dire ‘buona caccia’ a un cacciatore o ‘buona pesca’ a un pescatore. In genere, in questi casi, molti esprimono l’augurio dicendo semplicemente ‘in bocca al lupo’.

    Nella tradizione popolare uno jettatore (o iettatore) è una persona alla quale si attribuisce il potere nefasto di arrecare più o meno volontariamente sventura al prossimo.

    1784

    PIÙ POPOLARI