Annoiato sul lavoro, fa causa all’azienda: ‘Mi hanno pagato per non fare nulla’

Annoiato sul lavoro, fa causa all’azienda: ‘Mi hanno pagato per non fare nulla’

Un manager francese ha chiesto un risarcimento di 360mila euro

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    Annoiato sul lavoro, fa causa all’azienda: ‘Mi hanno pagato per non fare nulla’

    Quello che per molti è il sogno di una vita, essere pagati per non fare nulla, per qualcuno è diventato un incubo. La storia di Frédéric Desnard, ex manager di una ditta di profumi francese, sembra surreale e invece è pura realtà. Desnard ha portato in causa la sua vecchia azienda, la Interparfum, accusandola di averlo declassato a umili lavori e di essersi per questo “terribilmente annoiato” fino ad arrivare alla depressione. Per questo ha chiesto un risarcimento da 360mila euro, perché troppo annoiato dal lavoro. “Mi vergognavo di essere pagato per non fare nulla”, ha spiegato l’ex manager. A suo dire, sarebbe stato “ostracizzato” in modo da essere licenziato senza ricevere alcun risarcimento.

    La vicenda è finita davanti al Tribunale del Lavoro di Parigi. La società ha respinto ogni accusa. Desnard è stato licenziato nel settembre 2014 per assenza prolungata e per aver compromesso il funzionamento della stessa azienda: secondo i datori di lavoro, non si era presentato per sette mesi.

    L’ex manager ha spiegato il suo comportamento. Per otto anni ha svolto mansioni importanti come responsabile dei servizi; dal 2010 al 2014, anno del licenziamento, la situazione è cambiata. Niente più lavori di prestigio, solo mansioni umili, di poco valore: una sorta di mobbing che lo ha portato ad annoiarsi così tanto da ammalarsi di depressione.

    Un incubo, una vera discesa all’inferno”, ha spiegato Desnard.

    Andare al lavoro era diventato sempre più pesante, la depressione era dietro l’angolo finché un giorno ha avuto una crisi epilettica mentre era in auto: a causarla sarebbe stata lo stress e la mancanza di stimoli sul lavoro. Da qui la decisione di portare l’azienda davanti al giudice del lavoro con una richiesta di risarcimento più che importante: 150mila euro di danni e 200mila per nullità del licenziamento, più altre voci per un totale di 360mila euro. Ora la parola spetta ai giudici.

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