Apple a Napoli: ma se Steve Jobs fosse stato napoletano?

Apple a Napoli: ma se Steve Jobs fosse stato napoletano?

Spesso il luogo in cui inizi il tuo progetto può fare la differenza

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    Apple a Napoli: ma se Steve Jobs fosse stato napoletano?

    Apple ha annunciato l’apertura a Napoli del primo Centro di sviluppo App iOS d’Europa. I posti di lavoro previsti per i futuri sviluppatori che entreranno nella comunità della mela morsicata sono seicento, come ribadito anche dal premier Matteo Renzi che punta sulla ”grande partita di Napoli” per rilanciare l’economia del Sud. Nel 2016 l’azienda di Cupertino ha deciso dunque di puntare sulla creatività e la professionalità italiana, investendo in Campania, dove è presente un sistema all’avanguardia nel settore della ricerca industriale nel campo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione per lo sviluppo sostenibile. Ma come sarebbero andate, le cose, se Steve Jobs fosse stato italiano e, in quel lontano aprile del 1976, avesse fondato la Apple Computer a Napoli?

    Quello in Campania è un investimento sicuramente importante per lo sviluppo, che il presidente del Consiglio si augura possa portare all’uscita dai ”confini del pessimismo e della lamentazione”, ma del quale non chiarisce alcuni punti. Ad esempio non è noto se l’apertura del Centro Apple di Napoli faccia parte dell’accordo con cui la società californiana chiude il braccio di ferro col fisco italiano (doveva pagare 879 milioni di Euro di tasse in Italia e per chiudere il contenzioso ne ha versati solo 318).

    Ripensando dunque all’investimento attuale, e al ‘mistero’ sull’affaire tasse evase, ci siamo chiesti ”Cosa sarebbe successo se Steve Jobs fosse nato a Napoli?”. Già qualche tempo fa al giovane blogger Antonio Menna era venuta la stessa curiosità, e ci aveva riportato la sua visione, che inevitabilmente torna alla mente, visti gli sviluppi attuali: ”Mettiamo che Steve Jobs sia nato in provincia di Napoli. Si chiama Stefano Lavori. Non va all’università, è uno smanettone. Ha un amico che si chiama Stefano Vozzini, sono due appassionati di tecnologia, qualcuno li chiama ricchioni perchè stanno sempre insieme.

    I due hanno una idea…”, e il racconto prosegue sul blog di Menna con un dettagliato resoconto delle peripezie vissute per realizzare il loro progetto (…dal solito problema con gli istituti di credito: “Chiediamo un prestito”. Vanno in banca. “Mandatemi i vostri genitori, non facciamo credito a chi non ha niente” alla corruzione dilagante”C’è un amico a cui dobbiamo fare un regalo sennò il finanziamento ve lo scordate”. “Ma noi questi soldi non ce li abbiamo”. “Nemmeno qualcosa per la pratica? E dove vi avviate?””…), una narrazione che tra il serio e il faceto, tra la satira e la realtà fotografa i limiti del sistema Italia.

    (Nella foto:murales raffigurante Steve Jobs dello street artist Banksy)

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