Latitanti catturati grazie a piccoli dettagli: dai tatuaggi ai documenti falsi

Latitanti catturati grazie a piccoli dettagli: dai tatuaggi ai documenti falsi
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Ultimo aggiornamento: Domenica 21/02/2016 11:48

    Oltre a quelli catturati grazie a Facebook e altri social, sono sempre più numerosi i casi di latitanti arrestati grazie a piccoli dettagli, a casi fortuiti – o addirittura per sbaglio – dalle forze dell’ordine impegnate a contrastare la criminalità sul nostro territorio, sebbene gli esempi del genere non manchino anche all’estero. Scopriamo le storie di alcuni latitanti italiani catturati in modo strano. Dopo aver visto i casi di ladri stupidi che si sono fatti beccare per un soffio, è arrivato il momento dei latitanti, boss o criminali comuni catturati grazie a dettagli quasi insignificanti. Ecco nelle seguenti pagine i casi più recenti.

    Pasquale Sibillo, boss della camorra, è stato arrestato il 4 novembre 2015 a Terni dalla polizia, durante un controllo alla sua vettura. Nonostante fossero in possesso delle foto segnaletiche, gli investigatori non erano certi della sua identità, perché il ricercato aveva fornito loro dei documenti falsi. E’ stato tradito dal tatuaggio (delle carte da gioco), che un agente ha messo alla luce spostando leggermente la maglia di Sibillo, con la scusa di perquisirlo.

    Ottobre 2015. Gli uomini del Gico di Bologna e dell’Interpol di Roma che da tempo lo avevano individuato a Udine, hanno attirato il noto dj Fexter (all’anagrafe Ramirez Melendez Fernsterbein Fernando) con una scusa per arrestarlo: una telefonata. Hanno finto di essere clienti interessati a ingaggiarlo per una festa di matrimonio. Il latitante, capo di una banda criminale colombiana, è accusato dal suo Paese di associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, banda armata, tentato omicidio aggravato plurimo, sequestri di persona a scopo di estorsione, possesso illegale di armi da fuoco, sicariato.

    Empoli, 15 settembre 2015 – E’ stato arrestato dal nucleo operativo dei carabinieri della compagnia di Empoli un latitante dal 2012, condannato dal tribunale di Tivoli (Roma) per tentato furto aggravato in abitazione in concorso avvenuto a Castelnuovo Di Porto (Roma). L’uomo, un 25enne della Georgia, clandestino in Italia, è stato fermato e controllato perché trovato in possesso di un quantitativo di hashish a uso personale. Il ricercato è stato condotto nel penitenziario di Sollicciano.

    Il 25 luglio 2015 le cronache riportavano l’esito di una rocambolesca operazione in cui i carabinieri di Lizzano, dipendenti dalla compagnia di Manduria, hanno portato all’arresto di un latitante in località Marina di Lizzano: l’uomo si trovava tranquillamente su una scogliera a prendere il sole, quando è stato avvinato dagli uomini dell’Arma. Alessandro De Gennaro, classe ’75, di origine tarantina, era ospite in affidamento della comunità terapeutica di Martina Franca, dalla quale si era allontanato lo scorso 7 giugno. Rintracciato dagli agenti, ha provato a fuggire correndo sulla spiaggia e tuffandosi in mare, ma è stato poi recuperato a largo dalla guardia costiera.

    Giugno 2015. Da 8 anni viveva nascosto in una casa anonima nella zona est di Napoli, evitando controlli alla circolazione stradale e restando lontano dai telefoni, dalle vecchie conoscenze e dai luoghi frequentati in passato. I carabinieri del nucleo investigativo di Napoli sono riusciti ad arrestare lo stesso un 71enne latitante dal 2007, ricercato per una condanna per associazione per delinquere finalizzata ai furti, rapine, sequestro di persona, ricettazione, detenzione e porto abusivo di armi. L’amore verso il figlio lo ha tradito. Lo hanno infatti trovato sotto alla sua casa.

    Marzo 2015.Cesare Battisti è stato arrestato sulla spiaggia di Rio de Janeiro dopo che una sua telefonata era stata intercettata dall’Interpol. Battisti si era ritrovato senza soldi, in attesa di un bonifico dalla Francia che tardava ad arrivare. Così fece una telefonata a un contatto per chiedere la consegna del denaro a mano, ma non aveva calcolato il lavoro degli investigatori.

    Gennaio 2015. Condannato in via definitiva ma latitante, è stato intercettato per caso durante un controllo della polizia a Pietrasanta. I carabinieri di Viareggio hanno poi proceduto all’arresto di Nicolae Faina, cittadino originario della Romania ma residente a Roma e domiciliato a Torre del Lago. L’uomo, dipendente per una ditta idraulica della zona, era stato fermato da una pattuglia del commissariato di Forte dei Marmi mentre si trovava a bordo di un furgone insieme ad altri due colleghi italiani. Durante il controllo dei documenti è venuto alla luce il passato dell’operaio romeno, condannato nel 2014 in via definitiva per omicidio preterintenzionale per un episodio accaduto a Roma nel 2012.

    Gennaio 2015. Antonio Rotolo di Mondovì (Cuneo) era latitante, ricercato per traffico di stupefacenti. E’ stato catturato ”per sbaglio” perché i carabinieri di Settimo Torinese erano sulle tracce di un altro indagato, un trentenne del luogo sospettato di trafficare merce rubata. Quando si sono presentati in casa per una perquisizione, nella cantina ci hanno trovato Rotolo che dormiva. Le manette sono scattate per entrambi.

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