Alternative alla sepoltura tradizionale: dalla diamantificazione alla resomazione

Negli ultimi anni le proposte alternative al funerale sono diventate interessanti, un vero salto di qualità per il futuro del caro estinto. Vediamo insieme le più gettonate.

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    Esistono alternative alla sepoltura tradizionale anche in Italia, perchè il mercato ha capito che una volta trapassati, non tutti vogliono una normale tumulazione dei propri resti mortali nel cimitero locale. Tumulazione, inumazione o cremazione con relativa dispersione delle ceneri sono ormai pratiche consolidate nel nostro Paese, mentre solo in occasione particolari si ricorre all’imbalsamazione (vedi i papi o altri illustri personaggi storici). Ma negli ultimi anni le proposte alternative al funerale sono diventate interessanti, un vero salto di qualità per il futuro del caro estinto. Vediamo insieme le più gettonate.

    Farsi trasformare in diamante

    La diamantificazione è la trasformazione della cenere in diamanti. Una volta estratto il carbonio dalle ceneri, vengono ricreate le medesime condizioni di temperatura e pressione che in natura portano alla formazione dei diamanti. Ciò che si ottiene sono veri diamanti con le stesse caratteristiche ottiche, fisiche e chimiche dei diamanti naturali. Il costo dell’operazione varia dai ‘3.500 euro iva esclusa per un diamante di un quarto di carato a 13 mila euro per un diamante di un carato, che richiede una lavorazione più lunga. Spese talvolta simili a quelle di sepoltura‘. I laboratori che praticano la diamantificazione sono solo in Svizzera, al momento. L’unico atto burocratico richiesto ai cittadini italiani che desiderano trasformare i propri resti in diamante è il passaporto mortuario emesso dal comune di residenza che consente di trasferire l’urna all’estero ai fini della sepoltura.

    Diventare albero

    Con un’urna cineraria apposita, le proprie ceneri possono ‘resuscitare‘ in albero. L’Urna Bios è nata in Spagna da un’idea del designer Gerard Molinè. Il materiale con cui è composta è totalmente biodegradabile, contiene una capsula superiore con semi e un substrato vegetale per facilitare il germoglio, mentre nella parte inferiore si inseriscono le ceneri. Dopo aver tolto sigilli e imballaggio alla parte superiore, si unisce e si interra il tutto in un luogo fertile, possibilmente in un bosco dove siano già presenti altre piante.

    Farsi seppellire nella foresta

    Soprattuto in Germania si è diffusa la moda di farsi seppellire nei boschi. Chi desidera che la sua dimora post mortem sia in una foresta sceglie un albero, ai cui piedi le sue ceneri poste in urna biodegradabile verranno interrate. Non è possibile lasciare sul posto fiori, candele, pietre tombali, lapidi o altri segni del genere. L’albero stesso è il punto di riferimento della sepoltura; al massimo si tollera che al tronco venga appesa una piccola placca, e questo secondo il desiderio della persona deceduta, o dei familiari.

    Donare il corpo alla scienza

    E’ possibile la donazione del corpo post mortem a fini di studio e di ricerca scientifica. Basta mettersi d’accordo con uno degli istituti che accettano cadaveri ad uso scientifico. Gli studenti di medicina, in genere, hanno a disposizione pochi cadaveri per le dissezioni anatomiche. Se decidete di donare la vostra salma, sappiate che chirurghi in erba faranno pratica prima di procedere con le operazioni vere. E’ dunque da considerare un atto di altruismo verso il prossimo. Basta esprimere la volontà con un testamento olografo. Al decesso, l’istituto con cui ci si è messi d’accordo procederà al trasporto della salma, e al suo congelamento. Nei mesi seguenti il cadavere verrà utilizzato per gli esperimenti, poi verrà ricomposto, trasportato al cimitero e seppellito, solitamente a spese dell’istituzione a cui è stato donato.

    Farsi seppellire nello Spazio

    Se non soffrite di vertigini potreste farvi seppellire nello spazio, anche se i resti, in orbita bassa intorno alla Terra, sono destinati prima o poi a ricadere. Attualmente sono circa 150 le persone morte che sono state lanciate nello Spazio, ma è una pratica decisamente costosa e rara. Un recente disegno di legge nello Stato americano della Virginia propone però di agevolarle fiscalmente, nel tentativo di sostenere la nascente industria spaziale privata. Celestis e Elysium Space sono due aziende che offrono i funerali nello spazio.

    Farsi liquefare

    La liquefazione è una valida pratica alternativa alla cremazione, con effetti finali del tutto simili ma senza il problema relativo alla combustione. Durante la fase del dissolvimento del corpo il processo è più semplice, più ecologico, meno soggetto a condizioni critiche e a pericoli di rilascio di sostanze inquinanti nell’ambiente.

    Diventare compost scegliendo la Criomazione

    Il metodo della Criomazione si basa su tecniche sperimentate che preparano il corpo a un processo naturale di decomposizione. Il metodo permette di mantenere i corpi in una forma biologica dopo la morte. Entro una settimana e mezzo dopo il decesso il corpo viene portato a una temperatura di -18 gradi e poi immerso nell’azoto liquido fino a -196 gradi. Questo rende il corpo molto fragile e una specifica vibrazione trasforma il corpo in una polvere organica da cui viene fatta evaporare l’acqua residua. La polvere asciutta passa in un separatore che rimuove i metalli, tra cui il mercurio, e viene disinfettato. Ora la polvere organica ottenuta, igienica e inodore, viene messa in un sacco di amido di mais e nel giro di 6-12 mesi diventa compost.

    Scindersi con la Resomazione

    La resomazione non è praticabile in Italia ma è un brevetto di una ditta Inglese che propone l’uso di alcali per scindere il corpo (idrolisi alcalina) in elementi base e consumarlo così come farebbe la cremazione. Per eseguire il processo interamente occorrono circa due o tre ore, al termine delle quali si avrà il corpo defunto scisso in un liquido sterile e in resti polverizzati. Il liquido ritorna nel ciclo dell’acqua, mentre le ceneri vengono consegnate ai familiari come avviene nella cremazione.

    ‘Diventare eterni’ con la Criogenia o Ibernazione

    La criogenia o ibernazione del proprio corpo dopo la morte è una pratica dedicata a chi spera di ritornare a vivere in futuro grazie alle conquiste della scienza. Il corpo viene sottoposto a ibernazione pochissimi istanti dopo che il cuore ha smesso di battere mentre le funzioni periferiche sono ancora mantenute attive. Con il metodo della criogenia, che utilizza temperature molto basse (sotto i -150 °C) in nessun caso si deve avviare il processo di decomposizione.

    Scegliere una bara ecologica

    Per chi ama la natura, infine, ricordiamo che esistono bare e urne cinerarie eco-friendly, organiche e completamente biodegradabili. E’ questo il caso di bare intessute a mano o prodotte con foglie di banano e rami caduti naturalmente dall’albero. Dotate di una fodera di panno, poggiatesta in bambù e sudario in semplice cotone, ognuno di questi esemplari impiega circa da sei mesi a due anni per decomporsi completamente, a differenza dei bauli zincati tradizionali.