Messaggi in bottiglia ritrovati dopo anni: i casi più curiosi

Messaggi in bottiglia ritrovati dopo anni: i casi più curiosi
da in Curiosità, Mar Mediterraneo, Mare, Storie pazzesche
Ultimo aggiornamento: Martedì 18/10/2016 18:16

    Chi di noi, passeggiando il riva al mare, non ha sognato di recuperare dai flutti una bottiglia contenente un messaggio misterioso? I messaggi in bottiglia sono affascinanti! E’ innegabile che ci sia qualcosa di profondamente romantico nel lanciare un messaggio nell’oceano e vedere quale destino gli riserveranno le onde e le correnti marine. Storicamente, l’uso dei messaggi in bottiglia era conosciuto addirittura nel 310 a.C.; a quell’epoca, infatti, risalgono alcune delle testimonianze del filosofo greco Teofrasto, che ne spiegava la prassi e il misterioso viaggio quando doveva illustrare la sua teoria che l’Oceano Atlantico si getta nel Mar Mediterraneo. Ma a parte i ricercatori, che studiano anche oggi con lo stesso metodo la circolazione delle correnti oceaniche, ci sono tante altre persone che inviano messaggi in bottiglia, e i motivi di questa scelta sono i più diversi, che siano scritti per richiedere soccorso, per confessare un amore o per dare un triste addio. In fondo è come se attraverso una lettera infilata in una bottiglia si potesse trovare un antidoto alla modalità ad alta velocità cui siamo abituati, a proposito di comunicazione. Tra sms, email, chat e social network, il tempo reale diventa sempre più frenetico anche nella comunicazione, quindi non ci stupisce che qualcuno decida, in controtendenza, di affidare un pensiero scritto e chiuso in bottiglia al mare e alle sue onde. Nel 2015 nelle isole Frisone è stato trovato un messaggio vecchio di 109 anni, ma vediamo di seguito i casi più curiosi di ritrovamenti del genere.

    Andrew e Carol Gracie, una coppia di cinquantenni in vacanza, alla ricerca di tesori nel mare di Cave Cay, un’isola privata delle Bahamas poco battuta dai turisti, hanno trovato a fine marzo 2014 – una bottiglia con un messaggio dell’ora 15enne Connor Corbett-Rice. Connor aveva 12 anni quando lanciò in mare la bottiglia come parte di un compito scolastico. “Mi chiamo Connor – iniziava il messaggio – vivo a Shelter Island, una piccola isola vicina a Long Island, località che dista 100 miglia a est di New York“. Anche gli altri studenti della classe avevano buttato in mare messaggi analoghi, ma quasi tutte le bottiglie erano state trovate subito dagli abitanti di Shelter Island a pochi metri dalla costa. “Sono rimasto veramente sorpreso quando ho saputo che il mio messaggio è arrivato fino alle Bahamas“, ha spiegato il ragazzo, dopo essere entrato in contatto via e-mail con la coppia.

    Nel 1794, un marinaio giapponese di nome Chunosuke Matsuyama e i suoi 43 compagni furono catturati dopo una tempesta e relativo naufragio su un’isola del Sud Pacifico. Senza rifornimenti, il destino di tutto l’equipaggio era segnato, ma Matsuyama scrisse un messaggio eloquente della loro disgrazia, scolpendola su un pezzo di legno di cocco che aveva fatto scivolare in una bottiglia. Nessuno sapeva che fine avesse fatto il gruppo fino a quando la bottiglia fu scoperta 150 anni dopo vicino al villaggio giapponese di Hiraturemura.

    Jeremiah Burke, 19 anni, e sua cugina Nora Hegarty, 18, erano saliti a bordo del Titanic per raggiungere le sorelle che si erano stabilite a Boston qualche anno prima. Prima di salpare, la madre di Burke gli diede una bottiglia di acqua santa. Appena il Titanic iniziò ad affondare, Burke riuscì a scrivere un messaggio che mise nella bottiglietta benedetta: “Dal Titanic, addio tutto, Burke di Glanmire”. La bottiglia fu ritrovata un anno dopo la tragedia e fu conservata dalla famiglia per quasi un secolo, prima di essere donata al Cobh Heritage Centre nel 2011.

    Nel 1914, Thomas Hughes, soldato britannico impegnato nella Seconda Guerra Mondiale, ha scritto una lettera alla moglie, sigillandola poi in una bottiglia di ginger ale. In seguito la gettò nel canale della Manica. Il soldato morì due giorni dopo in occasione di combattimenti in Francia. Nel 1999 un pescatore trovò la bottiglia nel Tamigi. Era troppo tardi per consegnare la lettera a Mrs. Hughes, morta nel 1979, ma è stata recapitata a sua figlia, che all’epoca aveva solo un anno di età e che è stata rintracciata in Nuova Zelanda.

    Nel 1956, un marinaio svedese soprannominato il vichingo scrisse una lettera per cercare la sua anima gemella, e dedicò il suo messaggio in bottiglia a qualche donna “bella e distante”. L’oceano trasportò il suo messaggio fino in Sicilia. Due anni più tardi una donna siciliana di nome Paolina rispose: “Io non sono bella, ma sembra così miracoloso che questa piccola bottiglia abbia viaggiato così lontano e così a lungo per raggiungere me, che devo inviare una risposta!“. I due iniziarono una corrispondenza che si concluse con un matrimonio sulla bella isola italiana.

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