Curiosità sui tatuaggi che forse non sai

Curiosità sui tatuaggi che forse non sai
da in Cos'è e come si fa, Curiosità, Winston Churchill
Ultimo aggiornamento: Martedì 22/11/2016 16:24

    Mostra dei tatuaggi più assurdi ad Amsterdam

    L’abitudine degli uomini di fare segni sulla pelle risale alla notte dei tempi. Per tante persone i tatuaggi non sono soltanto disegni sulla pelle, non sono solo, cioè, un’espressione dell’arte, ma diventano anche dei veri e propri simboli in relazione a traguardi personali raggiunti o situazioni della vita che si vogliono ”rendere immortali” portandoseli addosso e mostrandoli agli altri sulla propria pelle trasformata in una tela. Per gli appassionati che amano i tattoo di ogni genere e che si sentono unici ma ”vicini” a chi condivide questo amore, proponiamo di seguito alcune curiosità sui tatuaggi da scoprire sfogliando tutte le pagine.

    La parola tatuaggio viene dal polinesiano tattaw, che vuol dire incidere, decorare, e indica il rumore (”ta ta ta”) delle bacchette usate dagli indigeni per creare il tatuaggio.

    In occidente l’origine del termine è dovuto a James Cook. Nel 1771, di ritorno da uno dei viaggi nei Mari del Sud, l’esploratore portò un uomo completamente tatuato, e descrisse la pratica che venne introdotta nei dizionari per la prima volta.

    Per effettuare un tatuaggio la pelle viene punta tra le 50 e le 3000 volte al minuto, a seconda che sia fatto a mano o con la macchinetta.

    Secondo le statistiche della società europea di Dermatologia e Venereologia dicono, il 15% degli adulti e il 30% dei più giovani hanno almeno un tatuaggio. Negli Usa le percentuali salgono: 4 adulti su 10 ne hanno almeno uno.

    Per il Guinness dei primati la persona più tatuata al mondo è l’australiano Lucky Diamond Rich, che negli anni si è sottoposto a oltre mille ore di sedute di tatuaggio. Oggi il suo corpo è interamente coperto d’inchiostro.

    Anche l’uomo del Similaun, ovvero la mummia Otzi era tatuata: Gli studiosi però hanno dichiarato che i segni trovati sul suo corpo erano dovuti ad alcune terapie mediche che probabilmente aveva subìto.

    In mancanza di un’occupazione stabile, c’è anche chi usa farsi fare un tatuaggio diventando una sorta di cartellone stradale vivente. Kimberly Smith nel 2005 si è fatta imprimere in fronte il nome di un casinò online per poter pagare la scuola dei figli. Ma non mancano esempi del genere anche in Giappone.

    Tra le leggi meno rispettate d’America c’è sicuramente quella che proibiva i tatuaggi a New York dal 1961 al 1997.

    Da Winston Churchill a Franklyn Delano Roosvelt, fino a George Shultz, potente segretario di stato durante la presidenza Reagan, molti uomini di stato andavano fieri del proprio tatuaggio. Quello di Churchill per esempio era un’ancora.

    Uno studio dell’Università di Regensburg, in Germania ha rivelato che tra i 14 pigmenti di nero più usati ce ne sono alcuni tossici, in grado di danneggiare le cellule.

    I pittori tra la fine del Medioevo e il Rinascimento testimoniarono come il tatuaggio non fosse del tutto dimenticato in quel periodo, benché godesse di una fama ”maledetta”.

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