Dal caffè alla cena sospesa: da Napoli dilaga la moda di pagare per i più poveri

Dal caffè alla cena sospesa: da Napoli dilaga la moda di pagare per i più poveri
da in Curiosità
Ultimo aggiornamento: Martedì 22/11/2016 16:18

    Nella tradizione napoletana rientra l’abitudine del caffè sospeso. Nei bar della città partenopea veniva offerta la consumazione di una tazzina di caffè espresso, che andava a beneficio di uno sconosciuto. In pratica un cliente pagava due caffè, pur ricevendone uno solo. Quando una persona bisognosa entrava nel bar, per chiedere se c’era un caffè sospeso, in caso affermativo riceveva la consumazione di una tazzina di caffè in offerta. Una tradizione molto viva nella società napoletana soprattutto in passato, che ha cominciato poi a vedere un vero e proprio declino. Secondo lo scrittore Riccardo Pazzaglia, la tradizione avrebbe origine dalle diatribe che sorgevano nel momento in cui, tra gruppi di amici o conoscenti, si doveva pagare il caffè. Ma, nei tempi attuali, quali sono i residui di questa tradizione? Scorri le altre pagine per scoprirlo. Photo credit: OiMax

    A Giugliano nella gelateria Gelé in corso Campano per la prima volta si è aderito all’iniziativa dell’associazione Salvamamme. Il progetto ha il titolo “lascia pagato a un bimbo un gelato”. E’ la stessa tradizione del caffè sospeso, in questo caso, però, si tratta di un gelato, “un gelato sospeso”. Non tutte le famiglie possono rispondere alle esigenze di soddisfare anche una piccola richiesta. Le gelaterie che aderiscono all’iniziativa predispongono un vaso trasparente, dentro il quale chi vuole può mettere un’offerta per i gelati sospesi. Photo credit: St0rmz

    A Napoli arriva anche l’iniziativa della pizza sospesa. Il progetto si è svolto in occasione dell’1 maggio, quando cento margherite sono state distribuite ai senzatetto. L’appuntamento è stato al chiostro di Sant’Egidio al Carmine, in piazza del Carmine, per offrire un pranzo a chi è senza fissa dimora. E’ stata una forma di solidarietà che in molti hanno lodato. Photo credit: ginnerobot

    La tradizione ha raggiunto anche la città di Milano. Tutto è partito dalla diocesi del capoluogo lombardo, dalla Caritas, dal Comune, insieme a Confcommercio, alla Fipe e alla Epam. Si tratta di lasciare un’offerta in uno dei 28 ristoranti che aderiscono all’iniziativa. L’offerta verrà trasformata in ticket, che possono essere spesi in 4.000 esercizi commerciali, tra bar e negozi di gastronomia. Il progetto partirà ad agosto e durerà fino a tutto novembre. Saranno i ristoranti stessi ad esporre ai tavoli degli avvisi, che vogliono spiegare che cos’è la cena sospesa. Photo credit: Infomastern

    L’iniziativa è partita da una pizzeria di Philadelphia. Il locale si chiama “Rosa’s Fresh Pizza” ed è stato aperto da Mason Wartman, un banchiere che, al culmine del suo successo, ha deciso di ritornare nella sua città natale. Nel marzo del 2014 un cliente ha chiesto al gestore se poteva pagare un dollaro in più per comprare un pezzo di pizza da offrire ad uno sconosciuto non in grado di pagarlo. Da qui è partito tutto e oggi nel locale entrano ogni giorno molti poveri, che richiedono la pizza sospesa. Basta prendere uno dei numerosi post-it, che indicano il conto in sospeso, e dirigersi verso la cassa. Negli ultimi tempi, secondo quanto ha dichiarato il gestore, i clienti hanno acquistato più di 4.000 pezzi di pizza per i più bisognosi. Photo credit: Jenn Durfey

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