Scontrini della vergogna: prezzi pazzi in giro per il mondo

Scontrini della vergogna: prezzi pazzi in giro per il mondo
da in Codacons, Curiosità, Fabio Volo, Facebook, Internet, Mobile, Social Network, Twitter
Ultimo aggiornamento: Giovedì 06/08/2015 14:25

    Di scontrini della vergogna, scontrini pazzi, insomma di scontrini con prezzi assurdi e esorbitanti, o con voci strane elencate per spillare soldi ai clienti (quasi sempre turisti), se ne sentono sempre di più in giro, complice soprattutto la diffusione di smartphone e il grande utilizzo degli amati/odiati social network, che permettono di condividere in tempo reale le proprie esperienze. Ed ecco che le pagine di cronaca si riempiono di casi di questo tipo, con turisti/clienti/celebrità che indignati denunciano all’opinione pubblica di essere stati ”spennati”. Ecco di seguito i casi più eclatanti degli ultimi tempi.

    Alla Festa Valverde del Partito Democratico che si è tenuta nell’hinterland bresciano, un cliente seduto a uno dei tanti stand ha ordinato due pizze capricciosa chiedendo una aggiunta di origano. Sui social network è stato poi diffuso lo scontrino in cui si vede la cifra sborsata per la spezia: due euro per un ingrediente solitamente incluso nel prezzo, ma che, anche a pagamento, in genere non costa più di 0,50 centesimi di euro.

    Luglio 2015. Il popolo di Facebook insorge quando legge questa notizia: in un bar di Treviso viene fatta pagare anche l’acqua per il cane. La cifra viene riportata sullo scontrino, che diventa subito virale. Passata la baraonda iniziale però i gestori del locale chiariscono che non è l’acqua a costare 30 centesimi, ma la ciotola usa e getta fornita al cliente. E qualora un cliente dovesse presentarsi con una ciotola di sua proprietà, l’acqua per il cane non verrebbe registrata nello scontrino. Caso chiuso.

    Scontrino salato per sei delegati di Capo Verde a pranzo domenica 3 maggio 2015 nel ristorante ”Al Presidente”, vicino a Fontana di Trevi. I sei si sono visti recapitare un conto pari a 540 euro. Per questo motivo la stessa ambasciata ha deciso di denunciare l’accaduto al Codacons. Si è poi capito che nell’ordinazione c’era un piatto di pesce aveva superato 140 euro, 4 antipasti a 80 euro, 2 bistecche fiorentine da 140 euro e la tassa del 10% per un totale di 42 euro’. Dopo le proteste il direttore del ristorante ha riportato lo scontrino al valore di 459 euro.

    Dicembre 2014, Campania, Caserta, ristorante di un centro commerciale. Padre, madre e neonato di sette mesi decidono di fermarsi a mangiare. I genitori ordinano e la mamma, che aveva già pronta la pastina per il piccolo, chiede se può essere scaldata. Sì, ma poi appare come voce nel conto finale dello scontrino. In questo ristorante, invece, hanno chiesto 50 centesimi per scaldare un biberon.

    Lugano, Svizzera, settembre 2014. Il proprietario del locale ha fatto pagare l’operazione di tagliare la pizza in due e appare sullo scontrino postato su Twitter dal giornalista Canetta, direttore della RSI (Radiotelevisione svizzera). Il commento sarcastico è stato: ”Se una tagliata in due costa 2 franchi, quanto costa una tagliata in 4? A Lugano un turista per amico, senza limiti”.

    Novembre 2013: all’Antico Caffè Santamaria all’Esquilino Nancy Brilli ordina al tavolo due cappuccini, due cornetti ed una bottiglia di acqua. Totale: 21,50 euro. Lei si lamenta ma il web le fa notare di non essere poi tra quelli che possono definirsi ‘indigenti’.

    Un altro vip, sempre nel novembre 2013, ha postato uno scontrino dopo essersi concesso una sosta al bar. Un caffè e due bibite: venti euro. Fabio Volo ha voluto condividere con i suoi seguaci su Twitter lo scontrino della sua consumazione.

    Agosto 2013: in piazza San Marco a Venezia bere caffè e amari mentre suona l’orchestrina può costare davvero caro. Quattro caffè e tre amari sono costati 100 euro a sette turisti romani serviti ai tavoli. ”Ai clienti viene dato il listino nel quale sono indicati tutti i prezzi, compreso il supplemento per la musica”, si è giustificato il proprietario del locale.

    Un’insalata mista, una granita e un litro di acqua minerale, costano 29 euro di cui solo 9 per la bottiglia di acqua. Succede a Positano.

    Al Phi Beach di Baja Sardinia, nell’agosto 2013 un succo di frutta costava 20 euro, tanto che un turista ha pagato 80 euro, perché di succhi al gusto ace e all’ananas ne ha ordinato addirittura quattro. E altri 20 euro ciascuno sono costati due bicchieri di vino, per uno scontrino totale da 120 euro.

    Luglio 2013: in un bar di Piazza del Popolo a Roma, due caffè e una bottiglietta d’acqua sono elencati nello scontrino virale su Facebook per un totale di 17,55 euro. ”I prezzi sono esposti” si è difeso il proprietario del locale in questione. LEGGI ANCHE Frasi e messaggi su scontrini: i più strani, divertenti e controversi di sempre

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