Cerca notizie del padre su Facebook e scopre di avere oltre cento fratelli

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    Cerca notizie del padre su Facebook e scopre di avere oltre cento fratelli

    Pensava di essere figlia unica Carmen Bjornald, quando si è messa alla ricerca di notizie riguardo suo padre. Grazie a Facebook ha scoperto di essere sorella a un centinaio di altre persone sparse nei quattro continenti. ”E per come si stanno mettendo le cose, non mi stupirei di averne anche di più, perché la ricerca è in continuo divenire”, ha affermato felice.

    Carmen nasce negli anni ’60 a Stoccarda, in Germania, dopo che sua madre ha una relazione con un diplomatico liberiano, Henry Joseph Swaray, in servizio presso il consolato. Dopo il suo rientro in patria, il diplomatico prosegue la sua carriera, e nonostante i due ex fidanzati si mantengano in contatto tramite lettera, dopo la nascita di Carmen la mamma si risposa con un vedovo e si trasferiscono in Svezia.

    Carmen studia e nell’81, dopo Francia e Spagna, arriva in Italia. ”Giunsi a Sanremo in treno e lì rimasi qualche settimana, poi mi trasferii a Carpi, nel modenese, ed infine a Milano dove iniziai a fare la modella per uno stilista, lavoro che ho fatto per 11 anni”, racconta. Poi si è sposata e ha trovato un nuovo lavoro disegnando gioielli e accessori e specializzandosi nei materiali di riciclo e nella carta, creando il marchio CeeBee.

    Ad un certo punto della sua vita sente il bisogno di cercare suo padre, finché un pomeriggio ha deciso di farlo sui social tramite il computer. Navigando in rete ha trovato un gruppo Facebook dal nome ”I ricordi di Liberia, non solo guerra, né politica”, si è unita al gruppo, ha lanciato l’appello chiedendo notizie del padre a chiunque sapesse qualcosa, ed è stata subito contattata da una donna che poi si è rivelata essere una delle sue sorelle. In molti sapevano di avere una sorella in Germania. Carmen ha scoperto così che il padre, morto nel 2003, era a conoscenza della nascita di tutti i suoi figli, nati da madri diverse e ha sempre cercato di aiutare tutti quelli che l’avevano cercato. E chiude il racconto con una speranza: ”Credo che ci dovremmo incontrare tutti per conoscerci, anche se non sarà facile perché siamo sparsi in 4 continenti”.