L’Isis ha distrutto il suo strumento, ma il pianista di Yarmouk continua a suonare sui tetti

L’Isis ha distrutto il suo strumento, ma il pianista di Yarmouk continua a suonare sui tetti
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    L’Isis ha distrutto il suo strumento, ma il pianista di Yarmouk continua a suonare sui tetti

    Dal campo profughi palestinese di Yarmouk, a Sud di Damasco in Siria arriva la notizia che l’Isis ha distrutto il pianoforte ad Ayham al Ahmad, che suonava per le strade ed era diventato un simbolo della speranza con le sue canzoni. Ora, ”armato” di pianola, lui continua a suonare sui tetti delle case bombardate e distrutte, sfidando i jihadisti ancora una volta.

    Ahmad è un giovane costruttore di pianoforti che ha imparato a suonare all’età di sei anni. Recentemente intervistato, ha spiegato il perché del suo messaggio: ”Volevo fare qualcosa per il campo assieme ai ragazzi – qualcosa di semplice, anche con il pianoforte un po scassato…qualcosa che possa viaggiare dalla nostra umanità alla vostra”. ”Basta ucciderci fra noi”, canta Ahmad in una delle canzoni. In un’altra, un coro di ragazzi con la kefia intona un canto: ”Tornate, voi che fuggiste, il viaggio è durato troppo a lungo. Yarmouk, siamo parte di te e questo non cambierà mai”.

    Ayham originario di Homs, era diventato una sorta di celebrità già nel 2013, grazie al suo canale su Youtube, sul quale aveva postato in Rete dei video di quando suonava per gruppi di bambini, mentre altri passanti lo osservavano incuriositi. Alcuni chiedevano di suonare motivi nazionalistici, altri lo pregavano di intonare stornelli di satira.

    Il pianista di Yarmouk ha preso parte anche ad alcuni documentari prodotti da attivisti siriani e palestinesi per denunciare il silenzio della comunità internazionale proprio su quello che avviene all’interno del campo profughi di Yarmouk.

    Ora che il suo strumento, anche se sgangherato, non può suonare più dopo essere stato distrutto dall’Isis, lui ha trovato il modo di far sentire lo stesso le sue note. Suonando una pianola dal tetto di una casa ridotta in macerie, come vediamo dalla foto.

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