Atti di perdono che hanno commosso il mondo

Atti di perdono che hanno commosso il mondo
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Ultimo aggiornamento: Sabato 20/02/2016 09:09

    Non sono soltanto alcune religioni a predicare la bontà del perdono. Perdonare fa bene allo spirito e al corpo perché permette all’essere umano di non rimanere logorato da sentimenti bassi come l’odio, il desiderio di vendetta, il rancore, l’invidia. Purtroppo, e troppo spesso, gli esseri umani cedono alla mediocrità e alla violenza, e forse è proprio questo – il non perdonare – uno dei motivi che sta all’origine degli ancora numerosissimi conflitti che ammorbano il nostro Pianeta. Qui abbiamo raccolto delle storie che riguardano atti di perdono talmente stupefacenti da avere commosso il mondo. Sfogliate le pagine con un clic.

    Siamo in Iran, aprile 2014, durante l’esecuzione di Balal, un giovane 20enne che nel 2007 ha ucciso il diciottenne Abdollah Hosseinzadeh, in una banale rissa di strada. Dopo sei anni i giudici hanno emesso la sentenza di colpevolezza, e seguendo la locale ‘legge del taglione’ (il qisas, è il diritto alla vendetta, riconosciuto alla famiglia della vittima di un omicidio) lo hanno condannato all’impiccagione. Con un gesto che ha stupito tutti, la mamma della vittima, invece che togliere lo sgabello per dare via all’esecuzione dell’assassino, lo ha schiaffeggiato, perdonandolo.

    Eva Mozes Kor è una donna sopravvissuta alla barbarie del campo di concentramento nazista di Auschwitz, nel quale entrò all’età di 10 anni, deportata dalla Romania insieme alla sua gemella. Il dottore Joseph Mengele le usò per i suoi noti esperimenti medici. Eva Mozes Kor decise, una volta liberata, di dedicarsi al perdono dei suoi carnefici: ‘per cessare di essere una vittima’. Nell’estate del 2013 incontrò Rainer Hoss, nipote di Rudolf Hoss, comandante del lager in cui era rinchiusa e a un anno da quell’incontro l’80enne Eva ha chiesto al nipote del suo aguzzino di poterlo adottare. Rainer ha accettato, e ora la donna vorrebbe solo che lui si riconciliasse con la sua famiglia, con la quale ha rotto ‘perché solo così ci possiamo davvero emancipare dal Male di Hitler’.

    Ricky Jackson è un uomo afroamericano accusato di un omicidio nel 1975 sulla base di una falsa testimonianza. Un ragazzo di 12 anni lo aveva inchiodato, ma una volta diventato adulto ha dichiarato di non aver visto nulla del delitto. Probabilmente ossessionato dai suoi sensi di colpa: ‘Sapevano che io non ho visto niente. Tutti sapevano che era una bugia. In tutti questi anni ho tenuto questa vergogna e il senso di colpa dentro’. Quello che era iniziato come un tentativo di compiacere e aiutare le autorità è diventato un castello di bugie che ha rovinato la vita degli uomini coinvolti. Alla fine del 2014, Ricky Jackson e Vernon si sono incontrati faccia a faccia. Jackson lo ha abbracciato e lo ha consolato dicendo: ‘Va tutto bene fratello. Eravamo entrambi vittime dell’uomo. Va tutto bene. Io ti perdono. Volevo dirtelo personalmente’. Jackson ha ammesso che non è stato facile: ‘Per molti anni l’ho davvero odiato per quello che ha fatto. Ma sapevo che dovevo farlo perché ho disperatamente voglia di andare avanti con la mia vita e l’unico modo per è quello di perdonarlo’.

    Nel 1981 Papa Giovanni Paolo II venne raggiunto da tre colpi di pistola sparati da Ali Ağca, che poi fu arrestato dopo pochi minuti, in un maldestro tentativo di fuga. Il terrorista di origini turche fu perdonato da papa Wojtyła pubblicamente. Durante i suoi 19 anni di carcere in Italia, Agca si è convertito al cristianesimo. Il 27 dicembre 2014, in occasione del trentunesimo anniversario del suo colloquio con il Papa nel carcere di Rebibbia, si è recato a visitare la tomba del pontefice, nel frattempo diventato Santo. Agca lo ha definito suo ‘fratello spirituale’.

    Connor Hanifin, un adolescente responsabile della morte del suo migliore amico – avvenuta in un incidente stradale mentre si trovava alla guida di una automobile in stato di ubriachezza – è stato condannato a 3 anni e mezzo di carcere dal tribunale. Ma ha guadagnato il perdono della famiglia del ragazzo morto, Francis Duddy. ‘Tu, Connor, ha la responsabilità di te stesso come noi l’abbiamo delle nostre vite, e senza il nostro perdono, non ce la puoi fare tu e nemmeno noi. A nome di tutta la mia famiglia, noi ti perdoniamo, Connor’ ha detto il padre della vittima, concludendo ’Francis vuole che tu viva, Connor. Noi vogliamo che tu faccia lo stesso’.

    Nel 1990, Debbie Baigrie fu colpita al viso durante un tentativo di rapina, mentre si trovava in un ristorante di Tampa, in Florida. Quando la donna ha appreso l’identità del killer che aveva solo 13 anni, si è chiesta perché un ragazzino abbia commesso un crimine così violento, e ha voluto conoscere la storia di Ian Manuel. Ha così scoperto che la madre era una tossicodipendente che lasciava sempre solo il bambino. Dopo di allora si sono scritti, e lei si è battuta per fargli avere la condizionale (dato che nella sparatoria non ci furono morti e lui era minorenne al momento del crimine). Ian Manuel è stato condannato a 65 anni e Baigrie spera che un giorno lui riesca a sperimentare la vita al di fuori del carcere.

    Glendale, Arizona. Ashley Benson ha perdonato il figlio, Isaac William Benson, per aver tentato di ucciderla durante un litigio avvenuto nella loro casa durante il mese gennaio 2015. Benson è stato arrestato dopo aver spinto la madre a terra ed avere tentato di strangolarla. In realtà era svenuta, e quando si è ripresa ha trovato il figlio che aveva tentato il suicidio tagliandosi con un coltello all’interno di una vasca da bagno. Nonostante atre aggressioni subite Sarah insiste nel dire che suo figlio è una brava persona e che i suoi tormenti sono il risultato di una cattiva infanzia e di abusi subiti durante l’infanzia.

    Un panettiere di Grimsby, in Inghilterra ha perdonato la moglie dopo che lei lo ha pugnalato. Julie Ballans, 54enne di Southfield Road, Holton-le-Clay, è stata accusato di aver ferito Dennis Ballans con l’intenzione di provocargli lesioni gravi. Era il 21 ottobre 2014. Dennis Ballans è apparso però davanti al tribunale dicendo che per lui tutto era perdonato, e che voleva soltanto che la moglie Julie tornasse nella sua vita.

    Ady Guzman-DeJesus ha perso sua figlia Lourdes di 13 anni nel 2012, dopo che un compagno di classe le ha sparato accidentalmente mentre mostrava la pistola di suo nonno ai compagni, pur sapendo che aveva i colpi in canna. Davanti ai giudici che stavano decidendo della sorte del ragazzo, la mamma della vittima ha abbracciato e perdonato il killer di sua figlia, riconoscendo la sincerità del suo pentimento.

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