Gente che ha mollato tutto e ha cambiato vita, storie vere di italiani che ce l’hanno fatta

Gente che ha mollato tutto e ha cambiato vita, storie vere di italiani che ce l’hanno fatta
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Ultimo aggiornamento: Martedì 15/03/2016 18:55

    Gente che ha mollato tutto e ha cambiato vita, ovvero storie di persone che hanno detto basta al grigio delle città asfaltate, che hanno venduto tutto e si sono trasferiti all’estero, ricominciando da capo una vita altrimenti persa nella monotonia e nello stress di un lavoro insoddisfacente. Non solo cervelli in fuga spinti dalla necessità di migliorare la propria condizione, ma anche persone che hanno deciso di seguire l’istinto di staccare dal tran-tran della frenetica vita moderna. Ecco le storie di persone coraggiose che hanno deciso di dire basta e sono andati incontro all’avventura, cambiando letteralmente vita.

    Gennaio 2015. Paolo Castellari (41) e sua moglie Sara (40) hanno venduto tutto quello che avevano a Milano per trasferirsi in Indonesia insieme ai due figli e alla mamma di lei, per la precisione a Bali. Nonostante entrambi lavorassero, non erano felici. ‘Non ha senso passare tutto il tempo tra palazzi, cemento, pioggia e freddo. Io e mia moglie uscivamo di casa alle 8.30 di mattina e rientravamo alle 8 di sera, totalmente assorbiti dal lavoro, vedevamo i bambini per sbaglio, giusto per dire di no alle mille richieste che ci facevano. Poi loro a letto, noi un film e la giornata finiva‘. E Sara: ‘Ci siamo accorti che eravamo noi stessi solo durante i viaggi. Ne abbiamo fatti tanti. L’ultimo nell’estate 2013, tra Stati Uniti, Canada e Hawaii. Un giro che ci ha aperto gli occhi una volta per tutte e ci ha dato il coraggio di staccare la spina‘. Il 26 gennaio 2015 sono partiti per un viaggio di tre mesi in Nuova Zelanda e Australia, Paolo precisa ‘Poi penseremo a come mantenerci. L’idea è aprire un’agenzia di comunicazione nel settore turismo‘. Sara aggiunge: ‘Mia madre qui con la sua pensione ha un potere d’acquisto tre volte più grande. Farà la gran signora‘.

    Gennaio 2015. Stefano Sola (52), sei mesi fa ha venduto casa e automobile e da Calderino si è trasferito a vivere in una barca a vela da dodici metri e mezzo insieme alla moglie Antonella e la figlia minore Daniela. ‘Molti mi chiedono come ho fatto a mollare tutto. E io penso: e voi come fate ad andare a lavorare ogni giorno? Dove la trovate la forza?‘. Lui lavora da quando ha sedici anni, e si è – diciamo – stancato. ‘Per stare tranquilli abbiamo calcolato un budget di mille euro al mese, e non è che viviamo come eremiti‘, assicura. ‘Una volta azzerate le spese fisse, automobile, riscaldamento, elettricità, il costo della vita crolla drasticamente‘, e infatti sulla barca Cautha, Stefano ha installato dei pannelli fotovoltaici e una pala eolica. ‘Quando avremo finito i soldi cercheremo dei lavoretti. Io penso che una persona collegata con il mondo possa trovare lavoro ovunque vada‘. La loro qualità di vita è migliorata. ‘Prima eravamo legati a tante cose superflue. Mollare tutto è più facile di quanto si creda, basta cogliere le occasioni giuste. Qui viviamo con ritmi completamente diversi, l’impatto con la natura è piuttosto violento, molto appagante. Non è che ti vengono quelle finte voglie, come il cellulare, i vestiti…‘. Chi di voi sa che il sole nel porto di Trapani cala all’incrocio tra il mar Mediterraneo e il mar Tirreno?

    Dicembre 2014. Alessandro (38), Caterina (39) e i loro quattro bimbi, ovvero la famiglia Gangemi sono in giro per il mondo da settembre 2014 grazie a un Round the world ticket. Lui è un ex dirigente di un centro sportivo, lei pedagogista di un asilo nido. La loro qualità di vita era molto peggiorata: ‘La vita scorre velocissima e spesso neppure si riesce a guardarsi in faccia. Le giornate volano via, i bimbi crescono sballottati tra un corso e l’altro‘. Era ora di dire basta: ‘Ci siamo rivolti a un’agenzia canadese – Bootsnall – per organizzare il nostro Round the world ticket, ossia un biglietto aereo particolare che ti permette di girare letteralmente il mondo a costi molto inferiori. Costa in tutto 12-13mila euro, circa duemila a testa per i voli aerei‘. Per l’intero viaggio contano di spendere in totale tra i 35 e i 40mila euro (compresi spostamenti, pernottamenti, cibo e altre spese). Il budget che ‘stimiamo è comunque inferiore rispetto a quello necessario negli ultimi anni per sopravvivere a Bologna‘, assicurano. Torneranno in Italia alla fine di luglio del 2015.

    Novembre 2014. Simone Ceccarelli (44), originario di Carrara, gestiva l’impresa commerciale di famiglia, responsabile degli acquisti ed export, e trascorreva la maggior parte del tempo lavorativo chiuso in un ufficio. Dopo la classica vacanza per ‘provare’, è ripartito, prima sostando a Mal Pais e dopo stabilendosi a Tamarindo, piccola cittadina sull’omonima baia che offre buoni servizi ed una natura unica. ‘Ovunque si respira un clima di libertà e tranquillità, tutti lavorano in armonia senza pressioni e con il sorriso e la qualità di vita è alta, senza inquinamento e completamente immersi in una flora e fauna unica al mondo con 12 differenti zone climatiche in un paesaggio che varia per ogni luogo. Lati negativi difficili da trovare, anche perché negli ultimi anni, grazie all’importazione é reperibile qualsiasi cosa e la tecnologia è arrivata ovunque‘.

    Roberta e Aldo sono una coppia di origine friulane, vivevano a Gemona del Friuli. Hanno scelto la Repubblica Dominicana e più precisamente Sosua, come meta per ricominciare un nuova vita. Lui era agente di commercio, lei faceva la parrucchiera in proprio e vivevano in una villa con tutti gli agi. Ora hanno un’agenzia immobiliare e aiutano altri italiani che vogliono trasferirsi in quelle zone. ‘Ci sentivamo soffocare da un sistema che ci privava degli spazi vitali e senza accorgerti non ridi più, sei sempre arrabbiato e corri come un pazzo dalla mattina alla sera, guai ammalarsi, tutto viene prima di noi e della vita personale. Siamo sempre stati convinti che questa non era la strada del progresso umano ma l’autostrada che conduce ad un baratro, oggi ne vediamo le conseguenze. Il nostro sogno era di rallentare, togliere tutti questi schemi mentali e falsi bisogni che la società ci ha insegnato, che per mantenerli in cambio dai la tua vita, e quando te ne rendi conto è troppo tardi‘.

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