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15 curiosità sui fuochi d’artificio

15 curiosità sui fuochi d’artificio
da in Cos'è e come si fa, Curiosità
Ultimo aggiornamento: Lunedì 15/05/2017 17:59

    Ogni festa che si rispetti termina con spettacoli pirotecnici, e qui scopriamo insieme alcune curiosità sui fuochi d’artificio, lo show affascinante e suggestivo di luci e colori che viene ammirato guardando all’insù, e che regala tante emozioni a grandi e bambini. Proseguite la lettura, per scoprire i segreti dei fuochi d’artificio non vi resta che sfogliare le pagine seguenti!

    I fuochi d’artificio nascono in Cina. Qui è stata creata la polvere nera (o pirica). Se ne hanno tracce fin dal secolo VIII. In Europa arrivò nel 1292 con i mongoli, e cominciarono a svilupparsi dal 1300. Oggi i cinesi producono ancora circa il 90% dei fuochi d’artificio usati nel mondo.

    L’arte e lo studio della fabbricazione dei fuochi d’artificio si chiama pirotecnica dal greco pyr (fuoco) e tecné (tecnica). La sua storia è poco conosciuta perchè i segreti, nei secoli, si sono tramandati all’interno delle singole fabbriche, e tra gli estimatori.

    Le prime fabbriche di pirotecnica sorsero in Germania (1340-1348) ad Augsburg, a Spandau, a Liegnits.

    Già dal diciassettesimo secolo si sono affermate due scuole in Europa, per la produzione di fuochi artificiali: una italiana, famosa per i fuochi più spettacolari, e una a Norimberga, famosa per la tecnica usata. Verso la metà del XIX secolo i fuochi d’artificio divennero popolari in tutto il mondo, tuttavia i danni associati al loro uso ne hanno scoraggiato un impiego non controllato.

    Successo ebbero la ‘scuola italiana’ dei Ruggeri a Bologna, famosa per la spettacolarità dei fuochi nei quali venivano usati degli scenari trasparenti o variamente colorati, illuminati poi dalla luce degli spari; e la ‘scuola di Norimberga’ dei Clamer, nota per la omonima tecnica di sparo aerea usata.

    In Italia, attualmente la scuola cosiddetta napoletana è l’unica specializzata in tutto il mondo nella realizzazione di fuochi d’artificio con delle granate cilindriche a pluriaperture aventi diametri che arrivano fino a 30 cm.

    Nel 1870 Alfred Nobel scoprì la dinamite, che soppiantò la polvere da sparo negli usi bellici; essa poté allora essere usata anche per lo spettacolo, anche se non immediatemante.

    I fuochi d’artificio sono delle miscele. La polvere pirica base è composta dal 5% di nitrato di potassio (salnitro), dal 15% di carbone in polvere e dal 10% di polvere di zolfo. I colori dei fuochi d’artificio sono ottenuti miscelando un ossidante e un sale che crea i colori.

    Il rosso è ottenuto dallo stronzio, il verde dal bario, il viola dai cloruri di stronzio e di rame, il blu dal cloruro di rame, il bianco dall’antimonio. Inoltre la luce bianca molto intensa è generata dalla combustione del magnesio che arriva alla temperatura di 3000 °C.

    Gli esplosivi si distinguono in fulminanti, destinati cioè alla confezione di tutti i fuochi che producono scoppi violenti accompagnati o no da lampi di luce; di spaccata, cioè per i fuochi che, raggiunta una carica di lancio, si spaccano proiettando una rosa di colori; e esplosivi di lancio, costituiti da polvere nera per cariche di lancio e razzi, per inneschi, micce e spolette.

    Un tempo veniva usato l’acido gallico, dal caratteristico colore giallo-sporco, che determinava i classici ‘fischi‘ dei fuochi d’artificio.

    I fuochi d’artificio si distinguono in da terra, aerei o d’acqua in base al luogo deciso per il loro utilizzo.

    Dopo uno spettacolo pirotecnico l’aria si riempie di polveri sottili.

    Tracchiare nel gergo pirotecnico significa collegare tra loro i fuochi che vengono sparati nel lancio finale, per mezzo dei passafuoco e delle spolette.

    Fuochi d'artificio alla Torre Eiffel per la Festa della Bastiglia

    Il record per il maggior numero di razzi da fuochi d’artificio lanciati in 30 secondi è 125.801. Walt Disney è il più grande consumatore annuale di fuochi d’artificio.

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