Nazi chic, quando l’abbigliamento diventa apologia del nazismo

Nazi chic, quando l’abbigliamento diventa apologia del nazismo
da in Abbigliamento, Adolf Hitler, Curiosità, Nazismo, Social Network, Twitter
Ultimo aggiornamento: Giovedì 26/01/2017 18:12

    Negli ultimi anni assistiamo al fenomeno chiamato nazi chic, che non risparmia i più noti marchi della moda mainstream, che in tutta fretta, dopo lo scoppio di una qualche polemica, si affrettano a togliere dal mercato i capi incriminati. Che succede quando l’abbigliamento diventa apologia del nazismo? Siamo davanti a un mix imbarazzante: da un lato ci sono due tipi di clienti, gli amanti del Terzo Reich e gli ignoranti che non hanno idea di cosa stanno comprando, e dall’altro ci sono rivenditori affamati di profitto e notorietà, che pur di guadagnare sono pronti a banalizzare la simbologia legata a Hitler e alla Germania nazista. Montano così le polemiche quando in commercio vengono posti capi di abbigliamento che presentano stampe con simbologie naziste, con conseguente accuse di antisemitismo all’azienda in questione. Di seguito abbiamo raccolto casi recenti più eclatanti.

    stivali che lasciano impronta di svastica nazista

    Polar Fox ha tolto dal mercato un paio di stivali da uomo che lasciano, come impronte, piccole svastiche. Grazie ad un utente Reddit che ha mostrato questa foto, diventata virale e visualizzata oltre 2 milioni di volte, l’azienda ha cercato di porre rimedio alla pioggia di critiche ricevute, eliminando gli stivali da Amazon, e rilasciando una dichiarazione di pubbliche scuse ai clienti e non, specificando si tratta di un errore di stampa del tutto non intenzionale: “è stato un errore evidente da parte dei nostri produttori in Cina”, si legge al termine del comunicato, “Noi non avremmo mai creato, su un nostro prodotto, un disegno per promuovere l’odio. La nostra azienda non promuove l’odio”.

    Il noto marchio Mango ha messo in vendita una camicetta bianca decorata con il simbolo delle SS, lo squadrone nazista di Hitler. Se ne sono accorti degli internauti, utenti di Twitter, che hanno notato come i segni neri a zig zag fossero del tutto uguali al simbolo della Vittoria, Siegrune o Sig Rune, che dir si voglia. Mango ha chiesto scusa parlando di una sfortunata somiglianza, ma le critiche restano.

    H&M è spesso al centro delle polemiche, ma la nota multinazionale dell’abbigliamento sembra approfittare di tale pubblicità. Recentemente è stata costretta a ritirare dalla vendita una canotta con la stampa di un un teschio che è posto al centro di una Stella di Davide. Il mondo ebraico è andato su tutte le furie di fronte a quello che a loro è sembrato un implicito, ma chiaro, messaggio antisemita.

    Anche Zara è un marchio avvezzo alle critiche di antisemitismo. I casi sono tanti, nel 2007 fu la borsa sulla quale compariva una piccola svastica, iscritta in un sole, ritirata dopo l’accesa protesta della comunità ebraica internazionale.

    Ad agosto 2004 Zara è stata costretta a ritirare dal mercato una maglietta per bambini a righe orizzontali blu con una grande stella gialla a sei punte sul petto. Anche in questo caso le prime critiche sono cominciate a circolare su Twitter: ‘La maglietta ha una grande stella a sei punte in alto a sinistra, nello stesso posto dove i nazisti obbligavano gli ebrei a portare la Stella di David‘.

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