Storie di perseveranza fuori dal comune

Storie di perseveranza fuori dal comune
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    Storie di perseveranza fuori dal comune

    Queste eccezionali storie di perseveranza davvero fuori dal comune possono essere prese come esempio per un insegnamento validissimo da perpetuare alle future generazioni. L’impegno e la costanza, infatti, oltre alla fiducia in se stessi, sono qualità basilari per raggiungere qualsiasi tipo di successo. L’uomo intelligente, durante la sua esistenza, impara ad avere pazienza e a continuare, con calma certosina, a perseguire l’obiettivo da raggiungere. Solo in questo modo si tagliano traguardi anche difficili!

    Nel 1979, quando aveva 16 anni, Jadev Payang fu colpito da ciò che vide sulle rive del fiume Brahmaputra: migliaia di serpenti e altri rettili, dopo un’alluvione, erano andati a morire su un banco di sabbia secco. Jadev, che porta il soprannome Molai, decise quindi di intraprendere una missione per evitare che altri animali potessero morire allo stesso modo. Pur chiedendo aiuto al governo indiano, non ha mai ricevuto nulla, e così, da oltre 30 anni, Molai ha piantato numerosi alberi e ha installato molte colonie di formiche, per creare un ecosistema prospero. Le autorità si sono accorti della straordinaria attività dell’uomo solo nel 2008, quando si sono imbattuti in questa foresta dopo l’inseguimento di un branco di 115 elefanti. Da quel momento la foresta si chiama Molai, in onore di Jadev, ed è sede di decine di specie diverse di animali, tra cui tigri, rinoceronti, cervi, conigli e scimmie.

    Mai Li stava studiando per diventare una ballerina professionista, quando un incidente d’auto ha interrotto i suoi sogni, e ha perso il suo braccio destro. Per molti anni è rimasta sconvolta da questo avvenimento, ma nel 2005 ha incontrato il giovane Zhai Xiaowei, che da bambino aveva perso la gamba sinistra in un incidente con un trattore. Nonostante il giovane non avesse mai ballato, si è fatto coinvolgere dalla ragazza e ogni giorno si sono allenati per due ore. Sono stati la prima coppia di portatori di handicap a partecipare al concorso nazionale di danza CCTV (China TV) e hanno finito per vincere una medaglia d’argento con un punteggio di 99.17, il più alto voto mai dato dal pubblico.

    Ferdinand Cheval di professione faceva il postino, è vissuto in Francia alla fine del 1800. Un giorno, mentre camminava, inciampò su una pietra e cadde rovinosamente. Questo episodio gli fece ricordare un sogno della sua infanzia, nel quale lui si trovava impegnato nella costruzione di un castello. Per i successivi 33 anni, dunque, Cheval raccolse pietre su pietre lungo i tragitti che era solito percorrere per il suo lavoro. In seguito assemblò le pietruzze in quello che lui chiamava Castello Ideale, che si trova ancora oggi in una città chiamata Hauterives. Cheval aveva dichiarato l’intenzione di essere sepolto nel castello, ma visti i divieti della legge francese, fece in tempo a costruire il proprio mausoleo e morì un anno dopo il suo completamento.

    Gary Duschl iniziò il suo hobby l’undici marzo 1965, quando, ancora adolescente, iniziò a intrecciare gli involucri di carta delle gomme da masticare, creando una catena. Tale passatempo erano di moda negli Stati Uniti in quel momento. Ma la particolarità di questa vicenda è che Gary non ha mai smesso di intrecciare gli involucri scartati da quando aveva quattordici anni.

    L’undici marzo 2014 è entrato nel Guinness dei Primati mondiale con la catena di carta lunga ben 78.550 piedi e contenente 1.871.538 incarti. Duschl, originario del Canada, ha raccontato di lavorare alla sua catena mentre sta guardando le partite di calcio, di hockey o di baseball in TV.

    Nel 1984 l’australiano Graham Barker era annoiato e prese a guardarsi l’ombelico. La sua attenzione fu rapita dalla lanugine che ci trovò dentro, e decise di voler rispondere a una delle domande che in molti si continuano a porre: quanta lana può produrre un essere umano? 26 anni più tardi, il signor Barker aveva raccolto 22.1 grammi di lanugine, che ha venduto a un museo per una somma non rivelata. Nel frattempo, il chimico austriaco Georg Steinhauser ha studiato la composizione di tale materiale. Ha preso 503 campioni direttamente dal suo ombelico per un periodo di tre anni e ha scoperto che era composto non solo di fibre di abbigliamento, ma anche di pelle morta, grasso, sudore e polvere.

    Scrocchiare le dita fa male o no? Il dottor Donald Unger si è consegnato alla scienza per stabilire se scrocchiare le dita fa male agli arti, e se questa pratica fa venire, o meno, l’artrite. Per rispondere alla domanda in maniera corretta ha fatto un esperimento, ha incrinato le nocche della mano sinistra due volte al giorno ogni giorno… per ben 50 anni! Ha iniziato la sua ricerca da bambino, quando i suoi familiari gli avevano imposto di non praticare lo scrocchio delle dita. Ora, 36.500 ‘crac’ dopo, ha dimostrato che non c’è alcuna relazione tra questa pratica e la manifestazione dell’artrite. Nel 2009, Unger ha vinto il premio Ig Nobel, che onora esperimenti scientifici insoliti.

    Cha Sa-soon viveva da sola nel piccolo villaggio di montagna di Sinchon in Corea del Sud. Ha sempre voluto imparare a guidare, ma nonostante questo, ha avuto tante difficoltà nel conseguire la patente. Da quando ha provato a superare il primo esame scritto, negli anni sessanta, è stata bocciata 949 volte, visto che non riusciva a rispondere in maniera corretta alle quaranta domande a scelta multipla del quiz. La nonna non riusciva a capire i concetti di molte delle domande, perchè troppo complicati per lei, una semplice donna anziana che ha sempre vissuto in un villaggio. Infine, dopo aver fallito una manciata di volte anche l’esame pratico di guida, ha ottenuto finalmente la licenza. Da quel momento tutta la Corea del Sud la conosce ed è diventata una specie di eroe nazionale.

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