10 curiosità sul sushi che (forse) non conoscevi

10 curiosità sul sushi che (forse) non conoscevi
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    Le seguenti dieci curiosità sul sushi che vi proponiamo, vi aiuteranno a capire meglio cosa c’è dietro al piatto giapponese per eccellenza, come si mangia il sushi in maniera corretta, e come fare a riconoscere un sushi perfetto e delizioso da prodotti di scarsa qualità. Bocconcini di tonno, di sgombro, di salmone, rigorosamente crudi. Dilaga la sushi-mania, ma quanto si sa sul sushi? Scopriamo un po’ di più della storia del sushi e alcune delle sue particolari curiosità.

    Sfatiamo un mito: il piatto simbolo del Giappone non ha origini in Giappone. Le origini del sushi sono un po’ avvolte nel mistero, ma si suole farle risalire al quarto secolo. In varie zone del sud est asiatico (Cina, Corea) era diffuso un particolare metodo di conservazione del pesce, che prevedeva, una volta eviscerato e salato, la messa a dimora in un contenitore colmo di riso cotto. La fermentazione del riso provocava l’aumento dell’acidità di tale conserva, che poteva così durare anche vari mesi. Al momento di consumare il pesce, il riso veniva gettato.

    Hanaya Yohei era un gestore di bancarelle di sushi a Tokio, considerato l’inventore del nigiri, ovvero il bocconcino di sushi costituito da un pugnetto di riso sormontato da una fettina di pesce crudo. Siamo intorno alla secondo metà del 1800.

    Negli anni ’80 del novecento il sushi sbarca in Occidente, negli Stati Uniti. Il Giappone è all’apice del boom economico, lanciato alla conquista dei mercati internazionali. Si assiste alla scoperta e alla progressiva diffusione della cultura giapponese in Occidente. Nascono i primi ristoranti giapponesi e sushi bar negli Stati Uniti, poi la cultura e la cucina giapponese si diffonde rapidamente in tutta Europa.

    Il sushi è composto da riso bollito, pesce crudo, uova di pesce, verdure, frutta e alghe. A proposito del pesce, bisogna sapere che la sua carne può essere contaminata da un parassita chiamato Anisakis. Se mangiato, può creare seri problemi di parassitosi al consumatore.

    Occorre fare alcune distinzioni per quanto riguarda il pesce da usare nei sushi. Non va bene usare il pesce fresco, per via di eventuali contaminazioni da parassiti. Non va bene nemmeno congelare il pesce nel freezer di casa, perchè di solito i nostri elettrodomestici non sono molto potenti, e impiegano troppo tempo per far giungere il prodotto a giusta temperatura, lasciandoci, una volta scongelato, un pesce molliccio. L’ideale sarebbe avere a disposizione un abbattitore. Questo elettrodomestico è in grado di portare le temperature interne di un alimento fino a -40°, impiegando solo pochi minuti. Quest’ultimo processo è simile alla surgelazione industriale, ed è il miglior modo di conservazione del pesce.

    La normativa italiana dice che il pesce destinato al consumo a crudo, in salamoia o limone dev’essere sottoposto a trattamento termico.

    Deve essere posto a -20° e tenuto a tale temperatura per 24 ore almeno. In questo modo gli eventuali parassiti presenti vengono uccisi dalla bassa temperatura. Quindi, se acquistate il pesce in pescheria sappiate che è stato preparato per essere consumato previa cottura. Il rivenditore pertanto non è tenuto a seguire la norma antiparassitosi che invece riguarda chi commercia pesce destinato al consumo a crudo.

    Partiamo dal sashimi, che sono filetti di pesce crudo, non accompagnati dal riso. Poi ci sono i nigiri, polpette di riso ovali sormontate da un filetto di pesce. Prelibati sono anche i maki, i sushi arrotolati nell’alga nori. Gli uramaki sono sushi con l’alga interna e riso all’esterno. I temaki sono coni di alga ripieni di riso, pesce o vegetali.

    Il sushi si può condire con salsa di soia e wasabi. Attenzione, però, perchè non bisogna mai versare la salsa sul sushi, ma intingere un angolo di sushi (non dalla parte del riso) nella ciotola con la salsa di soia.

    Il sushi è concepito per essere mangiato in un unico boccone, quindi non prendetelo a morsi! Non è previsto l’uso del coltello. Inoltre è bene sapere che il sushi si può portare alla bocca con le bacchette o con le mani. In genere viene sempre servita una salvietta umida denominata Oshibori, che serve proprio per asciugare e tenere pulite le mani. Non va usata per asciugare la bocca.

    Esiste uno speciale galateo a tavola, quando si mangia il sushi. Ogni boccone di sushi è un piccolo capolavoro. Non si deve mangiare con distacco e sufficienza, ma con attenzione e ammirazione per il lavoro svolto dal sushi chef (itamae). A inizio pasto, in genere si dice ‘Itadakimasu’ per rendere grazie del cibo. Per ringraziare lo chef, invece, potete accomiatarvi dicendo “Gochisousama Deshita”, lo renderà felice.

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