Il maialino Chris P Bacon e altri animaletti a due ruote

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    Chris P Bacon, il maialino con le ruote

    La storia del maialino Chris P Bacon ha commosso migliaia di persone in giro per il mondo, ma non è così raro vedere animali disabili che tenacemente trascorrono la loro esistenza in maniera coraggiosa, nonostante le avversità della vita.

    Chris P Bacon è il buffo nome di un maialino affetto da una malformazione congenita alle zampe posteriori, che però ha superato questo limite grazie all’aiuto e alla pazienza dei suoi amici umani, e grazie a due ruote giocattolo.

    L’animaletto, alla nascita, presentava già i sinomi della malattia congenita che gli impediva di usare le zampe e quindi non poteva muoversi.

    Invece di sopprimerlo, i suoi amici umani hanno deciso di aiutarlo, abituandolo a camminare con l’ausilio di una piccola sedia a rotelle.

    Grazie alle due ruote applicate al corpo di Chris, recuperate da alcuni giocattoli, il simpatico maialino è riuscito in breve tempo a imparare a camminare all’interno della casa, e anche fuori.

    Ora è perfettamente autonomo.

    La prima mini sedia a rotelle giocattolo è stata costruita dal suo proprietario, sullo stesso principio di quella usata per i cani disabili.

    Successivante, Walkin’ Wheels, organizzazione che aiuta animali domestici disabili, ha regalato al porcellino un carrellino super professionale.

    La vita del porcellino più famoso del web è a tutti gli effetti ‘social’

    Chris P Bacon ha una pagina Facebook dedicata, migliaia di fan che seguono i suoi progressi, un blog e un canale YouTube, ma a renderlo un fenomeno del Web ha contribuito una campagna di recupero fondi realizzata per aiutare gli animali nelle sue stesse condizioni.

    Ho avuto una seconda possibilità“, si legge tra un ‘oink‘ e l’altro, sui social del piccolo maialino.

    E ancora: “Le ruote mi aiutano ad andare in giro. alcuni pensano che, non avendo l’uso delle zampe, non potrò mai avere una vita normale. Bene, hanno ragione! Ho una vita meravigliosamente unica, proprio per la mia disabilità. Grazie alle ruote riesco ad andare negli ospedali a far compagnia ai bambini che sono nati con il mio stesso problema“.

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