Inventori uccisi dalle loro invenzioni

Inventori uccisi dalle loro invenzioni
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    La creatività dell’uomo è alla base del progresso evolutivo della specie, è innegabile che il progresso tecnologico insegue se stesso giungendo a livelli così estremi da permetterci di vivere nella realtà cose che nessuno ha mai visto prima. Durante il secolo scorso inventori e pionieri in vari campi sono riusciti a spingere l’umanità in avanti. Purtroppo, alcune volte, queste missioni sono finite in maniera disastrosa, e gli oggetti creati hanno finito per uccidere il loro stesso creatore. Ecco una carrellata di geniali inventori uccisi dalle loro invenzioni.

    Alexander Bogdanov, politico, filosofo e medico russo nato nel 1873, fu uno dei protagonisti della rivoluzione bolscevica. Oltre che dirigente rivoluzionario, fu un influente intellettuale, romanziere, filosofo esegeta degli scritti di Karl Marx, economista e medico. Si specializzò nella ricerca sulle trasfusioni di sangue come metodo salva-vita, pratica essenziale della medicina clinica dei nostri giorni. Bogdanov sviluppò in particolare un interesse per le tecniche di ringiovanimento, proprio attraverso le trasfusioni di sangue. Con la speranza di riuscire a raggiungere l’eterna giovinezza, come pratica dei suoi esperimenti fece eseguire ben 11 trasfusioni di sangue nel suo corpo. Morì in seguito all’ultima di queste, perchè il giovane studente donatore era affetto da tubercolosi e malaria.

    Il pioniere dell’aviazione rumena, nato nel 1882, tra il 1907 e il 1908 costruì il suo primo aliante che pilotò personalmente nel 1909. In quello stesso anno si trasferì a Bucarest, dove si dedicò alla costruzione dell’aeroplano Vlaicu I. Il pilota si alzò in volo su di esso il 17 giugno 1910. Con il successivo modello, il Vlaicu II del 1911, Aurel Vlaicu vinse nel 1912 diversi premi partecipando ad un concorso aereo ad Aspern, nei pressi di Vienna, al quale parteciparono altri 42 aviatori incluso Roland Garros. Morì a soli 31 anni durante il tentativo di attraversare i Carpazi con il suo “Vlaicu II”.

    Franz Reichelt, sarto austriaco nato nel 1879, fu un pioniere di successo nella costruzione di paracaduti, fama che lo rese popolare all’epoca, almeno fino ha quando testò personalmente il suo “modello indossabile”, buttandosi giù dalla Torre Eiffel, il 4 febbraio 1912. Morì d’infarto prima di sfracellarsi al suolo. La sua epica dimostrazione fu ripresa e fotografata da decine di operatori giunti apposta in piazza per vedere il volo di Reichelt.

    Ismail ibn Hammad al-Jawhari (nato intorno al 1003 – 1010) fu uno studioso musulmano kazako, al quale dobbiamo la diffusione di un importante dizionario arabo. Coltivò a lungo il sogno di poter volare. E infatti morì nel tentativo di spiccare finalmente il volo, indossando due ali di legno legati con una semplice corda annodata, saltando dal tetto di una moschea a Nishapur.

    Jimi Heselden fu un imprenditore inglese e proprietario del Segway. Heselden, nel 2010, a 62 anni, morì in un incidente stradale, poco dopo aver rilevato l’azienda che produce la famosa “biga elettrica”. In effetti il Segway, veicolo rivoluzionario che si si mantiene in equilibrio grazie ad un innovativo sistema giroscopico, fu in realtà inventato da Dean Kamen, ma Heselden aveva rilevato l’azienda con l’intento di rilanciare il prodotto. L’incidente accadde nei pressi di Wetherby, nel West Yorkshire. Il corpo senza vita di Heselden ed il suo Segway modello fuoristrada furono trovati nel fiume in fondo al dirupo. Da una prima ricostruzione pare che l’imprenditore abbia perso il controllo del mezzo e sia precipitato.

    Marie Curie (Maria Skłodowska), fisico e scienziata polacca, fu la prima donna ricercatrice alla quale sono stati assegnati ben due premi Nobel – nel 1903 per la fisica e nel 1911 per la chimica – in seguito ai suoi studi sulla radioattività, e la coperta di Radio e Polonio.

    La scienziata morì nel 1934 a causa di un un’anemia aplastica quasi certamente dovuta alle massicce esposizioni alla radiazioni, che rappresentavano il suo lavoro quotidiano, ma di cui all’epoca si ignorava la reale pericolosità. Ancora oggi tutti i suoi appunti di laboratorio successivi al 1890, persino i suoi ricettari di cucina, sono considerati pericolosi a causa del loro contatto con sostanze radioattive.

    Otto Lilienthal, conosciuto anche come Glider King (Re degli alianti), fu un pioniere dell’aviazione tedesca. Lilienthal effettuò la sua ricerca di base studiando il volo degli uccelli, e costruì uno dei primi alianti (‘aquiloni volanti’). Il 9 agosto 1896, mentre era impegnato in una esibizione, cadde rovinosamente a terra da 17 metri d’altezza, a causa di un colpo di vento che gli ruppe un’ala. Si spezzò la spina dorsale e morì il giorno dopo.


    Thomas Midgley
    , Jr. (1889-1944) fu un ingegnere americano e chimico, inventore e sviluppatore della benzina al piombo e dei clorofluorocarburi. Per l’esposizione a questi agenti contrasse la poliomielite all’età di 51 anni, e rimase gravemente disabile. Ideò un elaborato sistema di corde e carrucole per aiutarsi a sollevare il proprio corpo dal letto. Questo sistema però fu la causa della sua morte. Rimase accidentalmente impigliato nelle corde di questo dispositivo e morì di strangolamento all’età di 55.

    Valerian Abakovsky fu un inventore russo nato nel 1895, che morì quando la sua invenzione, l’Aerowagon, deragliò durante una corsa di prova. Si trattava di un vagone ferroviario ad alta velocità sperimentale, munito di un motore aero ed elica di trazione. Originariamente eradestinato a portare funzionari sovietici in viaggio. Il 24 luglio 1921, un gruppo guidato da Fyodor Sergeyev condusse l’Aerowagon da Mosca alle miniere di carbone di Tula per testarlo. Sulla via del ritorno l’Aerowagon deragliò a causa dell’alta velocità, uccidendo tutti a bordo, compreso Abakovsky, allora 25enne.

    William Bullock nacque nel 1813 e morì nel 1867, fu un inventore americano che perfezionò la rotativa di stampa di Richard March Hoe e rivoluzionò in tal modo il settore grazie alla velocità ed efficienza della sua invenzione, la Bullock press. Pochi anni dopo, rimase impigliato nell’ingranaggio della macchina e morì stritolato dalla sua stessa creazione.

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