Curiosità sui gatti che pochi conoscono

Curiosità sui gatti che pochi conoscono
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    Video di gatti pazzi

    Il mondo dei gatti è pieno di aneddoti e curiosità che, spesso, sono ignorati anche dagli amanti dei felini più appassionati. I nostri mici di casa occupano gli spazi che più gli sono congeniali, senza curarsi troppo dei nostri diktat. E’ forse per questa loro straordinaria attitudine all’indipendenza che sono così amati e venerati, sin dall’Antico Egitto. Che i gatti siano da tempo considerati magici e misteriosi è cosa risaputa. Sono creature credute capaci di cose straordinarie. Dietro ad un semplice ‘Miao’ possono nascondersi mille significati, ed è necessario sapere interpretare correttamente i loro segnali, per capirli fino in fondo. Certo, il gatto resta uno degli animali più affascinanti sulla faccia della Terra, ecco perchè abbiamo raccolto, qui, alcune tra le curiosità più particolari a proposito dei gatti: non vi resta che continuare a leggere e scoprire ciò che ancora non sapete!

    Se il vostro gatto tossisce frequentemente, potrebbe essere proprio vostra, la colpa! Secondo uno studio (non troppo recente, è del 2005) l’asma felina, che colpisce in media un gatto su 200, è in aumento proprio a causa dello stile di vita umano. Dato che i gatti sono sempre più frequentemente tenuti al chiuso delle nostre case, sono più suscettibili di infiammazione delle vie aeree. In genere questo è causato dal fumo di sigaretta, dalla polvere che si deposita in casa, dalla forfora umana, dal polline e da alcuni tipi di lettiere per gatti. In rari casi, gli esseri umani possono anche trasmettere malattie ai loro animali domestici, come l’influenza.

    I gatti non sono poi così golosi di erba gatta. In realtà, la metà dei gatti del mondo non risponde affatto a tale stimolo. La sensibilità alla Nepeta Cataria è ereditaria i gatti con un genitore sensibile all’erba gatta hanno solo una probabilità su due di sviluppare la medesima sensibilità. Se entrambi i genitori hanno la sensibilità, tuttavia, le possibilità possono salire a tre su quattro.

    Dimenticate ciò che Peter Venkman ha detto a proposito di cani e gatti che vivono insieme, e che sono causa di isteria di massa. Uno studio del 2008 svolto da scienziati della Tel Aviv University, ha dimostrato che, se vengono gli animali si fanno conoscere mentre sono ancora giovani (sei mesi per i gatti, e un anno per i cani), la loro convivenza sarà perfetta e andranno d’accordo senza problemi di nessun tipo.

    Alcuni ricercatori hanno suggerito, in questi anni, che i gatti possono diventare ansiosi quando li si accarezza. In realtà siamo davanti a un errore di interpretazione. “È un dato di fatto, alla maggior parte dei gatti piace molto essere accarezzati“, spiega Rupert Palme dell’Istituto di Biochimica Medica presso l’Università di Medicina Veterinaria di Vienna: “Lo stress giunge solo per quegli esemplari di animali a cui in realtà non piace proprio essere accarezzati“. Quindi, coccolate pure i vostri gatti senza alcun limite.

    Pensiamo di conoscere tutto sui gatti domestici perché ci sono familiari, condividiamo la vita con loro e fanno parte delle nostre famiglie“, il professor Alan Wilson di Royal Veterinary College prosegue nello spiegare che in effetti, non ne sappiamo poi tanto a proposito di alcuni aspetti specifici del loro comportamento. A tal proposito, nel 2013, Wilson e un team di altri scienziati hanno piazzato dei localizzatori GPS e delle fotocamere addosso a 50 felini nella contea inglese di Surrey, per uno speciale della BBC. I ricercatori hanno scoperto che i gatti vivono il territorio in multiproprietà per evitare litigi con altri felini.

    Il cervello dei gatti rappresenta appena lo 0,9 per cento della loro massa corporea.

    Ma secondo Psychology Today, “il cervello di gatti ha una superficie incredibile e una struttura che è di circa il 90 per cento simile a quello umano. “La corteccia cerebrale, la parte del cervello che è responsabile delle informazioni cognitive di elaborazione è inoltrepiù complessa nei gatti che nei cani. I gatti hanno circa 300 milioni di neuroni, rispetto ai 160 milioni dei cani. Alcune ricerche suggeriscono che i cani sono un po’ più intelligenti dei gatti, ma i proprietari dei felini potrebbe avere una diversa opinione in merito.

    I dati che possiamo definire come ‘memorie a breve termine’ tipicamente svaniscono in circa un minuto, ma in uno studio pubblicato su Current Biology, nel 2007, gli scienziati dell’Università di Alberta in Canada, hanno determinato che la memoria a breve termine dei gatti, talvolta, può superare i 10 minuti. Mentre la memoria visiva non è altrettanto efficace, con il passare del tempo.

    Uno studio durato due anni, condotto dai ricercatori della University of Illinois ha dimostrato che i gatti selvatici in genere vagano allontanandosi maggiormente rispetto ai gatti di casa che sono liberi di circolare free-roaming. Lo stesso studio ha evidenziato anche che i gatti selvatici sono più attivi dei gatti di casa, che in genere spendono il 97 per cento del loro tempo a dormire o ad essere impegnati in attività di basso livello. I gatti senza padrone devono trovare cibo per sopravvivere, e la loro attività è significativamente maggiore rispetto ai gatti di casa.

    I gatti sono suscettibili di oltre 250 malattie ereditarie, e molti di esse sono simili alle malattie che colpiscono gli esseri umani. Un difetto genetico nel DNA di un gatto può causare la retinite pigmentosa, e il virus dell’Immunodeficienza felina è un parente genetico del virus dell’HIV. Anche i gatti hanno la loro forma di morbo di Alzheimer, e soffrono di patologie legate al sovrappeso e all’obesità.

    Gli scienziati una volta credevano che i gatti fossero stati addomesticati in Egitto circa 4000 anni fa, ma da una nuova ricerca pubblicata nel 2013 è stato dimostrato che una razza di gatti selvatici viveva in prossimità di alcuni insediamenti agricoltori in Cina, circa 5300 anni fa. “I nostri dati suggeriscono che i gatti erano attratti dagli antichi borghi agricoli perchè vi era la presenza di piccoli animali, come i roditori, che vivevano nei perssi del grano conservato dagli agricoltori“, spiega Fiona Marshall , coautore dello studio e professore di archeologia presso la Washington University di St. Louis . “I risultati di questo studio mostrano che il villaggio di Quanhucun era una fonte di cibo per i gatti 5300 anni fa, e il rapporto tra gli esseri umani e gatti era di commensali. Anche se questi gatti non erano ancora stati addomesticati, la nostra prova conferma che vivevano in prossimità degli agricoltori, e che tale rapporto ha generato benefici reciproci“.

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