Le bufale più famose della storia (Foto)

1 di 38
    continua
    http://www.nanopress.it/cultura/foto/le-bufale-piu-famose-della-storia_2059.html
    Le bufale più famose della storia
    Le bufale più famose della storia. Quali sono le bufale più famose della storia? Miti, credenze, leggende popolari: tante sono le bugie storiche che, nonostante siano state ampiamente smentite da tempo, continuano a resistere nell'immaginario collettivo. A ciò si aggiunge lo straordinario potere delle nuove tecnologie, in primis la rete che irrompono nella vita quotidiana, dando valore alle fandonie che si moltiplicano e si diffondono sempre di più. Dalle piramidi di Giza, alla caccia alle streghe, ecco una breve carrellata delle bufale più celebri di sempre, iniziando da Lady Godiva e la passeggiata nuda a cavallo. La leggenda, nata nel Medioevo, racconta che Lady Godiva, moglie di Leofric, signore di Coventry, in Gran Bretagna, tentò di convincere il marito a ridurre le tasse che, troppo esorbitanti, stavano opprimendo il popolo. Leofric accettò, a patto che la moglie percorresse nuda a cavallo le strade di Coventry. La donna lo fece, ricoperta solo dai suoi lunghi capelli, e le tasse sparirono, tranne quelle sui cavalli. Secondo gli storici è tutto inventato, o quasi: la diceria, infatti, deriverebbe da alcuni riti sulla fertilità diffusi in Gran Bretagna, che consistevano nell'accompagnare una donna nuda su un asino.

    Le bufale più famose della storia

    Quali sono le bufale più famose della storia? Miti, credenze, leggende popolari: tante sono le bugie storiche che, nonostante siano state ampiamente smentite da tempo, continuano a resistere nell'immaginario collettivo. A ciò si aggiunge lo straordinario potere delle nuove tecnologie, in primis la rete che irrompono nella vita quotidiana, dando valore alle fandonie che si moltiplicano e si diffondono sempre di più. Dalle piramidi di Giza, alla caccia alle streghe, ecco una breve carrellata delle bufale più celebri di sempre, iniziando da Lady Godiva e la passeggiata nuda a cavallo. La leggenda, nata nel Medioevo, racconta che Lady Godiva, moglie di Leofric, signore di Coventry, in Gran Bretagna, tentò di convincere il marito a ridurre le tasse che, troppo esorbitanti, stavano opprimendo il popolo. Leofric accettò, a patto che la moglie percorresse nuda a cavallo le strade di Coventry. La donna lo fece, ricoperta solo dai suoi lunghi capelli, e le tasse sparirono, tranne quelle sui cavalli. Secondo gli storici è tutto inventato, o quasi: la diceria, infatti, deriverebbe da alcuni riti sulla fertilità diffusi in Gran Bretagna, che consistevano nell'accompagnare una donna nuda su un asino.

    Le cinture di castità

    Le cinture di castità

    Che i cavalieri medievali imponessero alle loro mogli di indossare le famose cinture è in realtà una bufala: questi strani aggeggi, realizzati, oltretutto, molto dopo il Medioevo, pare servissero per trastulli di natura erotica.

    Disegno di una cintura di castità

    Disegno di una cintura di castità

    Le piramidi di Giza

    Le piramidi di Giza

    Gli scavi archelogici condotti nella piana di Giza hanno riportato alla luce le tombe di oltre 4 mila manovali che parteciparono alla imponente costruzione: ciò dimostra il fatto che le piramidi non furono costruite dagli schiavi, ma da operai veri e propri, con tanto di salario e di vitto.

    La caccia alle streghe

    La caccia alle streghe

    Da sempre considerata un'orrenda pratica medievale, iniziò, in realtà, intorno al 1430, raggiungendo il culmine solo in pieno Rinascimento.

    Adamo ed Eva ed il frutto proibito

    Adamo ed Eva ed il frutto proibito

    La tradizione considera la mela come il frutto proibito che Eva offrì ad Adamo contravvenendo, così, al divieto di Dio di mangiare dell'albero della Conoscenza. In realtà la Bibbia non parla di mele: molto probabilmente questo frutto si è imposto nella tradizione a causa di un'assonanza linguistica, visto che il termine latino 'malum' può facilmente essere confuso con 'male' e con 'mela'. L'albero della Conoscenza del bene e del male può essere diventato, quindi, per un errore di traduzione, un melo.

    Lo champagne è nato in Francia?

    Lo champagne è nato in Francia?

    La tradizione vuole che sia stato il benedettino francese Pierre Pérignon, tra il Seicento ed il Settecento, ad inventare il celebre vino frizzante. In realtà copiò la tecnica della doppia fermentazione messa a punto da Christopher Merret, un mercante inglese specializzato nel rendere frizzanti i vini fermi, aggiungendovi zucchero e melassa. Il vino con le bollicine, dunque, ebbe successo prima in Gran Bretagna e dopo in Francia.

    Buddha non era grasso

    Buddha non era grasso

    Nell'immaginario collettivo sono prevalenti le immagini 'pasciute' di Buddha: ma il 'Buddha grasso', noto anche come 'Buddha felice', è in realtà una variante popolare cinese, ispirata a Budai, eccentrico monaco vissuto forse nel X secolo d. C., che sembra abbia condotto una vita da gaudente per poi darsi alla vita ascetica fino a raggiungere l'illuminazione, meritandosi così l'appellativo di Buddha.

    Siddharta Gautama

    Siddharta Gautama

    Siddharta Gautama, detto 'il Buddha' nacque nel VI secolo a.C. ai confini tra Nepal ed India. Fin da bambino mostrò un'attitudine contemplativa ben lontana da quella guerriera che distingueva la sua famiglia, tanto che, ancora giovanissimo, fuggì dal palazzo decidendo di rinunciare agli agi e alle ricchezze per darsi ad una vita ascetica. Durante gli anni trascorsi per raggiungere il 'risveglio', Siddharta si sottopose a terribili digiuni, per cui è piuttosto inverosimile che fosse grassottello e panciuto: è molto più probabile che fosse snello, flessuoso e dal portamento regale.

    Alessandro Cruto e l'invenzione della lampadina

    Alessandro Cruto e l'invenzione della lampadina

    In genere alla lampadina si associa il nome di Thomas Alva Edison: in realtà il piemontese Alessandro Cruto, nel marzo del 1880, accese la sua prima lampadina grazie ad un filamento sconosciuto anche allo stesso Edison. Il risultato fu che la lampadina si dimostrò molto più efficiente rispetto a quella messa a punto pochi mesi prima dall'inventore americano: quella di Cruto, infatti, aveva una durata di 500 ore, mentre quella di Edison di 40 soltanto. Questo fu possibile grazie al bulbo di vetro utilizzato dal piemontese che aveva al suo interno filamenti di carbonio purissimo che consentivano non solo una maggiore durata ma anche una luce più chiara.

    Thomas Alva Edison

    Thomas Alva Edison

    Furono i barbari la causa della caduta dell'Impero Romano?

    Furono i barbari la causa della caduta dell'Impero Romano?

    L'Impero Romano era già in crisi ancora prima del 476, anno in cui, con la deposizione di Romolo Augusto da parte di Odoacre, ne viene ufficialmente decretata la fine. La causa reale fu, invece, il calo demografico dovuto alle guerre, alle carestie, alle epidemie e alle lotte intestine, e i barbari, in una situazione del genere, non fecero altro che occupare un potere già vacante. Furono, in realtà, gli storici anglosassoni dell'Ottocento ad assegnare loro il ruolo di personalità corrotte e decadenti che segnarono la fine di uno degli imperi più importanti e grandiosi che la storia abbia mai conosciuto. Nella foto, Attila in un dipinto di Eugène Delacroix.

    Crociati e Musulmani

    Crociati e Musulmani

    Le crociate non furono condotte tutte contro i musulmani, alcune coinvolsero anche i cristiani stessi: come quella contro gli Albigesi (originari di Albi, una cittadina francese), detti anche Càtari e giudicati eretici dalla Chiesa per la loro vita ascetica e povera, la crociata 'del Nord' contro i pagani baltici, e quella contro gli eretici hussiti in Boemia.

    Einstein andava davvero male a scuola?

    Einstein andava davvero male a scuola?

    Secondo una leggenda metropolitana, tanto radicata quanto paradossale, sì, soprattutto nella materie scientifiche. In realtà Albert Einstein ebbe un rendimento scolastico piuttosto buono anche se, da scolaro, sentiva forte il disagio dovuto all'autoritarismo tipico delle scuole tedesche.

    Maria Antonietta di Francia e le brioche

    Maria Antonietta di Francia e le brioche

    Che fosse impopolare e dedita alle frivolezze è cosa piuttosto nota, ma che rispose, sprezzante, 'Se non hanno pane, che mangino brioche!', a chi le comunicava che il popolo affamato reclamava il pane fu invenzione della storiografia rivoluzionaria, che prese spunto da una frase simile che l'illuminista Jean-Jacques Rousseau attribuì ad una anonima principessa.

    Ferdinando Magellano non fu il primo a compiere il giro del mondo

    Ferdinando Magellano non fu il primo a compiere il giro del mondo

    Magellano partì nel 1519 da Siviglia, a capo di cinque velieri, per raggiungere le Isole delle Spezie nell'arcipelago indonesiano, decidendo di navigare verso ovest anzichè verso est, come si era soliti fare allora. Dopo aver superato lo stretto che porta oggi il suo nome - alla punta meridionale dell'America del Sud - riuscì a raggiungere le Filippine, ma qui perse la vita, nel 1521, scontrandosi con gli indigeni. Il primo a circumnavigare il globo, dunque, non fu Magellano ma il suo vice, il capitano basco Juan Sebastián Elcano che, a capo della spedizione, tornò in patria nel 1522 con i pochi sopravvissuti dell'equipaggio.

    Gabriele D'Annunzio e le costole asportate

    Gabriele D'Annunzio e le costole asportate

    Decisamente fantasiosa, seppur diffusissima, la diceria per cui il 'vate' si fece togliere due ossa del torace per praticare dell'autoerotismo. Questo perchè, da un punto di vista medico, è assolutamente impossibile praticare l'autofellatio asportando due costole e poi perchè nessuna biografia di D'Annunzio riporta un particolare così insolito. Certo è che la diceria ebbe molta fortuna poichè il personaggio in questione era noto non solo per l'intensa attività erotica, quanto per l'esaltazione che fece, nelle sue opere, del piacere sessuale.

    Galileo Galilei: 'eppur si muove!'

    Galileo Galilei: 'eppur si muove!'

    Il grande scienziato toscano nel 1633 fu condannato dall'Inquisizione poichè sosteneva che la Terra ruotasse intorno al Sole. Nella lettera scritta mentre si recava a Roma per il processo all'amico Diodati, si intuisce facilmente quanto Galileo fosse consapevole della gravità della situazione in cui versava e del rischio che correva a causa delle sue affermazioni. Accettò, infatti, di abiurare e non venne perciò condannato a morte, ma la tradizione vuole che, all'atto della sentenza, aggiungesse sottovoce la frase 'eppur si muove' riferita alla Terra. In realtà questa fu un'invenzione del 1757 del giornalista Giuseppe Baretto che, in un'antologia scritta in difesa di Galilei, dipinse lo scienziato molto più audace e temerario di quanto non fosse stato realmente.

    La battaglia del generale Custer a Little Big Horn

    La battaglia del generale Custer a Little Big Horn

    Secondo la tradizione, nell'epica battaglia del 25 giugno 1876 nei pressi del fiume Little Big Horn, il 7° Cavalleggeri guidato dal tenente colonnello George Custer fu letteralmente sterminato dalla coalizione indiana agli ordini di Cavallo Pazzo e Toro Seduto. In realtà dell'esercito di Custer sopravvisse il trombettiere-portaordini John Martini e gran parte degli squadroni agli ordini di Marcus Reno e Frederick Benteen. Nella foto, il generale George Armstrong Custer.

    La battaglia di Little Big Horn

    La battaglia di Little Big Horn

    Il dipinto, di un artista ignoto, ritrae la battaglia di Big Horn, Montana, del 25 giugno 1876.

    Toro Seduto, condottiero della tribù dei Sioux

    Toro Seduto, condottiero della tribù dei Sioux

    Cavallo Pazzo,  nativo americano della tribù degli Oglala Lakota (Sioux)

    Cavallo Pazzo, nativo americano della tribù degli Oglala Lakota (Sioux)

    Rasputin fu davvero evirato?

    Rasputin fu davvero evirato?

    Grigorij Efimovic Rasputin, eminenza grigia dello zar di Russia Nicola II, fu assassinato il 19 dicembre 1916 in circostanze misteriose. Probabilmente tentarono di avvelenarlo ma non morì; gli spararono allora alla schiena e al petto per gettarlo poi nella Mojka. Dopo aver recuperato il cadavere, l'autopsia stabilì che fu gettato in acqua ancora vivo. Tuttavia, la statura possente e la fama di donnaiolo contribuirono ad alimentare voci sulla sua particolare prestanza sessuale, da cui nacque, ben presto, la leggenda dell'evirazione - come sfregio simbolico al monaco superdotato - attribuita agli stessi assassini.

    I guerrieri vichinghi e le corna sugli elmi

    I guerrieri vichinghi e le corna sugli elmi

    La tradizione iconografica è solita rappresentare i guerrieri vichinghi in battaglia con i classici elmi provvisti di corna: in realtà, erano i guerrieri celti ad utilizzare i copricapi 'cornuti', mentre i vichinghi li usavano solo durante le feste e le cerimonie. L'equivoco nacque nel Seicento quando alcuni pittori cominciarono a dipingere i guerrieri germani in combattimento con elmi provvisti di corna animali. L'iconografia fu ripresa poi durante il Romanticismo, fino alla decisiva consacrazione grazie a Wagner che, nell'opera L'anello del Nibelungo, rappresentò le valchirie, divinità guerriere della mitologia nordica, con le corna di vacca attaccate agli elmi.

    Houdini non morì durante un suo numero

    Houdini non morì durante un suo numero

    La leggenda vuole che il famoso illusionista abbia perso la vita durante uno dei suoi strabilianti numeri: in realtà Houdini morì a causa di uno studente che lo sfidò a colpi di arte marziale. Il ragazzo, infatti, lo colpì senza dargli il tempo di preparare i muscoli addominali. Pur accusando forti dolori, il giorno dopo Houdini andò comunque in scena, ma al calar del sipario stramazzò al suolo in preda ad una febbre violenta: il colpo, infatti, contribuendo a perforare un'appendice probabilmente già infiammata, gli causò una peritonite letale.

    Newton e la mela sulla testa

    Newton e la mela sulla testa

    Secondo la leggenda, diffusissima e ritenuta vera, Isaac Newton cominciò a studiare la legge di gravità dopo che una mela gli cadde sulla testa. Che si tratti solo di un aneddoto, però, è confermato dalla biografia sul fisico inglese di William Stukeley in cui l'autore racconta che fu lo stesso Newton a riferire l'episodio della mela, senza specificare però che, cadendo, questa finisse sulla testa di qualcuno. In definitiva: la mela cadde semplicemente e da questo movimento il fisico cominciò la sua riflessione sulla forza di gravità.

    Pirati, mappe ed isole del tesoro

    Pirati, mappe ed isole del tesoro

    I tesori di cui i pirati facevano incetta durante le loro scorribande nei mari tra il Seicento e il Settecento, venivano in realtà sperperati dagli stessi predoni, a dispetto delle credenze popolari che vogliono i ricchi forzieri sepolti sottoterra su isole misteriose. Tuttavia c'è un'eccezione: il famigerato pirata scozzese William Kidd (ritratto nell'immagine) nascose il bottino delle sue rapine a Gardiners Island, vicino a New York. Ma una volta recuperato, il tesoro costituì una prova schiacciante contro di lui, tanto che nel 1701 venne condannato per atti di pirateria e giustiziato subito dopo.

    I re di Roma furono otto

    I re di Roma furono otto

    Non sette ma otto re di Roma. L'ottavo è Tito Tazio, nato a Cures, l'odierna Fara in Sabina, che regnò per cinque anni probabilmente insieme al primo re, Romolo. A Tito Tazio si deve l'urbanizzazione del Colle per eccellenza, il Quirinale, eppure nessuno lo menziona. Forse perchè ricevette la corona solo dopo il famoso 'ratto delle Sabine', altro celebre 'falso' storico. Secondo la leggenda infatti i Romani, originari di Alba Longa, erano giunti sul colle Palatino senza mogli e per assicurarsi una discendenza rapirono le donne dei Sabini, che vivevano sui colli Campidoglio e Quirinale. Ma che i Romani e i Sabini si siano mischiati è comunque vero, come dimostra anche l'origine sabine di diverse parole latine. Nell'immagine, La morte di Tito Tazio, in un dipinto di Jacques Réattu, presso il Museo di Arles, in Francia.

    La presa della Bastiglia e l'inizio della Rivoluzione Francese

    La presa della Bastiglia e l'inizio della Rivoluzione Francese

    L'assalto alla Bastiglia del 14 luglio 1789 fu solo uno dei tanti episodi legati ad una Rivoluzione che in Francia era già cominciata: la capitale, infatti, era in preda ai tumulti già da qualche giorno, da quando cioè si era insediato un comitato permanente rivoluzionario che si contrapponeva al governatore reale. Mentre l'attacco alla prigione ebbe, all'inizio, solo uno scopo pratico: prendere possesso delle armi e delle polveri da sparo delle guarnigioni. Fu poi la propaganda rivoluzionaria a fare di quell'assalto l'evento scatenante della rivolta, tanto che il 14 luglio è diventato il giorno della festa nazionale francese.

    La Sfinge e Napoleone

    La Sfinge e Napoleone

    Certo non fu Napoleone a rompere il naso della grande Sfinge di Giza, visto che il condottiero invase l'Egitto nel 1798 e vi sono delle immagine dell'imponente costruzione, già senza naso, risalenti al 1737.

    Lo 'ius primae noctis' medievale

    Lo 'ius primae noctis' medievale

    Il dipinto di Vasiliy Polenov del 1874, dal titolo Le droit du Seigneu, illustra molto bene il mito del cosiddetto 'ius primae noctis', il diritto di cui godevano i feudatari di trascorrere con le mogli dei loro servi la prima notte di nozze, costruito durante l'Illuminismo, per screditare il Medioevo. In realtà si trattava solo di una tassa, in denaro, chiesta dal signore in cambio del suo assenso al matrimonio, che durante l'Illuminismo assunse i caratteri di vera e propria pretesa sessuale, atta semplicemente a denigrare l'epoca medievale.

    I 300 delle Termopili

    I 300 delle Termopili

    La tradizione vuole che 300 Spartani nel 480 a.C. fermarono l'avanzata dei Persiani al passo delle Termopili. In realtà l'esercito greco contava fra le 5 e le 7 mila unità, anche se, come documentano le fonti del tempo, gli uomini di Leonida rimasero isolati dal resto della truppa. E' anche vero però che con loro c'erano 700 guerrieri della città di Tespie e 400 di Tebe. Nella foto, Leonida alle Termopili visto dal pittore Jacques-Louis David in un dipinto del 1814.

    Napoleone, il 'piccolo caporale'

    Napoleone, il 'piccolo caporale'

    Napoleone Bonaparte fu definito le 'petit caporal' non perchè fosse basso di statura - misurava, infatti, 1 metro e 69 di altezza, una misura di tutto rispetto per l'epoca - ma molto probabilmente per l'affetto e la simpatia che i soldati nutrivano nei suoi confronti, nonostante la giovane età.

    Le Repubbliche Marinare furono più di 4

    Le Repubbliche Marinare furono più di 4

    Gli storici ritengono che, oltre alle classiche Genova, Pisa, Amalfi e Venezia, furono Repubbliche Marinare anche molte altre signorie italiane dedite al commercio marittimo. L'importante è che avessero questi requisiti: possedere una propria valuta, proprie leggi marittime, una flotta commerciale, dei magazzini e propri rappresentanti diplomatici all'estero. Perciò furono Repubbliche Marinare anche Ancona, Gaeta, Trani, Ragusa, Noli, Sorrento e Capua. L'equivoco delle 4 Repubbliche ebbe origine nella storiografia dell'Ottocento che, in pieno fervore risorgimentale, esaltò queste quattro città (effettivamente molto potenti) come esempi italiani di indipendenza.

    Gutenberg e l'invenzione della stampa

    Gutenberg e l'invenzione della stampa

    La tradizione attribuisce a Johann Gutenberg l'invenzione della stampa, poichè fu il primo a stampare, nel 1455 a Magonza, una Bibbia con un torchio a caratteri mobili. Tuttavia la stessa invenzione si attribuisce anche ad un certo Bi Sheng che la realizzò, però, nel 1040 in Cina. Pare che neppure i caratteri metallici furono invenzione di Gutenberg: gli stessi, infatti, venivano usati in Corea già nel XIII secolo. Coreano è anche il libro stampato più antico del mondo: un'antologia di scritti buddisti, datata 1377. Nella foto, una rappresentazione immaginaria della stamperia di Gutenberg.

    Il san Bernardo e il barilotto di brandy

    Il san Bernardo e il barilotto di brandy

    Fu il pittore inglese Edwin Landseer l'artefice dell'immagine del san Bernardo col barilotto di brandy al collo: nel 1831, infatti, l'artista dipinse il quadro Mastini delle Alpi in cui uno dei due cani che rianimano un viaggiatore in difficoltà, porta al collo un barilotto di brandy. L'immagine fece il giro del mondo imponendosi ben presto nell'immaginario collettivo. In realtà questi cani, noti all'origine col nome di mastini delle Alpi o cani di Barry, non hanno portato mai con sé alcol e sono impiegati soprattutto per il trasporto.

    Le ultime parole di Giulio Cesare

    Le ultime parole di Giulio Cesare

    Sicuramente non furono 'Tu quoque, Brute, fili mi'. Svetonio, infatti, racconta che morendo Cesare pronunciò in greco la frase 'Anche tu figlio', per smentirsi subito dopo affermando che invece non pronunciò parola, ma emise solo un gemito. La frase, tuttavia, ebbe fortuna anche perchè divenne il simbolo universale del dramma del tradimento.

    La spartizione di Yalta

    La spartizione di Yalta

    La Conferenza di Yalta, tenutasi tra il 4 e l'11 febbraio del 1945, è storicamente ricordata come l'occasione in cui i vincitori della Seconda Guerra Mondiale si spartirono il mondo. Molti studiosi però ritengono che questo sia avvenuto in realtà, già nel 1943, durante la Conferenza di Teheran: fu allora, infatti, che Churchill, Roosvelt e Stalin (nella foto) si accordarono sulle modalità dello sbarco in Normandia e sulla decolonizzazione, decidendo anche le zone d'influenza dell'Usa e dell'URSS. Come è nato, dunque, l'equivoco? Alcuni sostengono che sia stato Arthur Conte che nel libro Yalta o la spartizione del mondo definisce la conferenza come l'atto di nascita di un nuovo equilibrio mondiale; altri lo attribuiscono a Charles de Gaulle che, irritato poichè non era stato invitato all'incontro, definì il congresso di Yalta come l'origine di tutte le sventure successive del mondo.