Suburra, significato del termine che dà il nome alla serie TV e al film

Il nome Suburra deriva dal latino Subura ('sotto la città') un termine che indicava, anticamente, una della zone popolari più pericolose della città. Sinonimo di quartiere malfamato, ha dato il titolo, prima ancora che al film e alla serie TV, al romanzo di Giancarlo De Cataldo e Carlo Bonini. Il libro, pubblicato per la prima volta nel 2013, è uno spaccato sulla mafia romana di oggi

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    Suburra, significato del termine che dà il nome alla serie TV e al film

    Suburra: sapete qual è il significato del termine che dà il nome alla serie TV e al film di Stefano Sollima del 2015? L’etimologia del nome Suburra rimanda al latino Subura (da sub, sotto, e urbis, città) un termine che indicava un quartiere popoloso e malfamato, corrispondente all’odierno Quartiere Monti. Era posto a ridosso dei Fori Imperiali e del colle del Quirinale, e con le sue bettole e i suoi bordelli rappresentava il cuore pericoloso della capitale antica. Era la faccia dell’altra Roma, rifugio e dimora quotidiana di ladri, prostitute e fuorilegge.

    Col significato di ‘quartiere malfamato’, Suburra è il termine che ha dato il nome, ancora prima che al film e alla serie TV Netflix, al romanzo firmato De Cataldo-Bonini sulla mafia romana di oggi. Il significato etimologico della parola, che deriva dal latino Subura, è interessante quanto suggestivo: indica infatti un quartiere poco raccomandabile della Roma del III secolo, dove giravano quotidianamente gladiatori e cortigiane, ma anche ladri, assassini e briganti di ogni genere.

    Suburra, un antico quartiere malfamato

    Decisamente contrapposto all’eleganza dei Fori Imperiali, il quartiere della Suburra era tra i più pericolosi della Roma antica: la popolazione era costituita in gran parte da sottoproletari che vivevano in condizioni di miseria e di povertà e le strade, soprattutto dopo il tramonto, erano teatro di risse, aggressioni e omicidi.

    Chi viveva nella Suburra era costretto a muoversi, soprattutto di notte, scortato da uno schiavo armato, mentre i ricchi, per proteggersi dagli incendi che scoppiavano continuamente, fecero costruire un muro intorno al quartiere: questa specie di demarcazione sottolineava ancora più vistosamente le differenze tra la popolazione e la nobiltà romana, contribuendo al significato etimologico di Suburra, intesa come area ‘sotto la città’. Era una zona da tenere a distanza, insomma, ma non solo.

    Una zona ‘a luci rosse’

    Suburra, il cui antico significato è stato ripreso nel titolo del film e della serie TV, era un covo di vizi e di abitudini dissolute: tra bettole e bordelli erano i più reietti coloro che animavano le strade del quartiere, con buona pace dei ricchi romani che proprio qui erano soliti soddisfare la loro lussuria. Stando a quanto ci raccontano Tacito e Svetonio, infatti, la moglie dell’imperatore Claudio, Valeria Messalina, era una vera e propria habitué del quartiere Suburra: travestita da prostituta, sembrava desse sfogo ai suoi istinti più lascivi usando un nome fittizio – Lisisca – e un abbigliamento decisamente azzeccato: trucco pesante e capezzoli dorati. Nerone, invece, pare che vi si recasse travestito da mendicante per sondare gli umori del suo popolo, mentre Giulio Cesare e il poeta Marziale nacquero proprio qui, nel ‘cuore malfamato dell’altra Roma’.

    Il significato legato al termine Suburra (e, di conseguenza, anche al titolo e alla trama del film e della serie TV), dunque, è illuminante per capire come, un tempo, si vivesse in un quartiere del genere. Sorto in prossimità dei Fori Imperiali, e corrispondente all’attuale Rione Monti, era la zona più popolare ed autentica della capitale, la zona per eccellenza delle contraddizioni e delle rivolte sociali, ‘patria’ chiassosa e malfamata delle famiglie plebee del tempo.