Cos’è la teoria del nudge? Lo studio che è valso il Nobel 2017 per l’economia a Richard Thaler

È stata la teoria del nudge a valere a Richard Thaler il premio Nobel 2017 per l’economia. Questo economista statunitense ha vinto il premio grazie ai suoi studi sulla cosiddetta “spinta gentile” (il nudge, appunto). Cos’è la teoria del nudge di Richard Thaler? E quali sono alcuni degli esempi (virtuosi) della teoria del nudge applicata alla vita reale?

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    Cos’è la teoria del nudge? Lo studio che è valso il Nobel 2017 per l’economia a Richard Thaler

    È stata la teoria del nudge a valere a Richard Thaler il premio Nobel 2017 per l’economia. Questo economista statunitense, classe 1945, dell’università di Chicago, ha vinto il premio grazie ai suoi studi sulla cosiddetta “spinta gentile” (il nudge, appunto). Studi di economia comportamentale.

    Richard H. Thaler, come scritto nella motivazione dell’Accademia Reale svedese che gli ha conferito il premio Nobel 2017 per l’economia, «ha inserito ipotesi psicologicamente realistiche nelle analisi del processo decisionale economico».

    «Esplorando le conseguenze di una razionalità limitata, di preferenze sociali e di mancanza di autocontrollo» Thaler ha evidenziato «come questi tratti umani influenzino sistematicamente le decisioni individuali e gli esiti del mercato».

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    Cos’è la teoria del nudge di Richard Thaler?

    Richard Thaler ha elaborato la sua teoria nel saggio scritto nel 2008 (insieme a Cass R. Sunstein) “Nudge: La spinta gentile”. Il concetto base dello studio del vincitore del premio Nobel 2017 è che l’uomo, nelle decisioni come cittadino e consumatore, è tutt’altro che razionale e viene influenzato da alcune “spinte”.

    “Spinte gentili”, appunto, con cui i cittadini-consumatori vengono orientati verso comportamenti predeterminati. A volte virtuosi (come vedremo sotto).

    Un concetto che va in contrasto con le teorie economiche standard, basate sulla razionalità. Quelle secondo cui l’economia è basata sull’equilibrio perfetto tra domanda e offerta.

    Per la teoria classica, le decisioni del consumatore sono quindi razionali e informate. Secondo la teoria comportamentale di Thaler invece no, visto che i cittadini sarebbero influenzabili.

    Tanto che qualcuno accusa Thaler e il suo “paternalismo liberale” (come lo ha chiamato lui) di non essere altro che un’arma di manipolazione di massa e persuasione occulta per influenzare e indirizzare le scelte pubbliche e i comportamenti delle persone.

    Tanto che lo stesso Thaler si raccomanda di usare il metodo «a fin di bene».

    La teoria del nudge applicata alla vita reale

    Dopo il boom del bestseller di Thaler, oltre 130 Paesi in tutto il mondo hanno applicato le teorie dell’economia comportamentale alle proprie politiche sociali ed economiche. Anche a fin di bene.

    Alcuni esempi (virtuosi) di nudge? Le immagini stampate sui pacchetti di sigarette per scoraggiare le persone a fumare. I buoni punti per la spesa consegnati ai cittadini in alcune zone di Londra per incentivarli alla raccolta differenziata, effettivamente migliorata.

    La diminuzione della corruzione dei medici in Nigeria, dopo che quelli virtuosi erano stati esaltati con attestati esposti in pubblico in ospedale (su idea della Banca mondiale).

    E ancora: molti bagni pubblici di Amsterdam sono rimasti più puliti grazie all’idea di disegnare una mosca nera nell’orinatoio. Mosca nera che, dunque, arriva a indirizzare il maschio di turno nella decisione su dove “mirare”.

    E come hanno ridotto le gravidanze precoci e indesiderate (del 55%) tra minorenni in alcune città negli Stati Uniti? Donando loro un dollaro per ogni giorno in cui non erano incinte. Il metodo ha funzionato.