Parole italiane intraducibili: la lista di quelle più strane

La lingua italiana è ricca di parole e di espressioni che spesso non si possono tradurre: noi ne abbiamo raccolto alcune, da quelle più belle a quelle decisamente più strane

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    Parole italiane intraducibili: la lista di quelle più strane

    Vi siete mai chiesti se esistono parole italiane intraducibili, strane, uniche al mondo, che non esistono, cioè, in altre lingue? L’italiano, si sa, è una lingua bellissima, ricca di eccezioni, di ‘tranelli’ linguistici e di tante parole che spesso non si possono tradurre: molte fanno invidia agli stranieri (vedi, ad esempio, apericena) altre, proprio perché espressioni italiane intraducibili, caratterizzano l’idioma del Belpaese come uno dei più variegati ed armoniosi del mondo.

    La lingua italiana è una delle più apprezzate del pianeta, vuoi per il ritmo e la dolcezza di alcuni termini, vuoi per la varietà di regole – complesse – che la caratterizzano. Come ogni idioma, anche l’italiano porta con sé l’identità culturale e la storia di un popolo e si distingue perché ricca di parole intraducibili che, in altre lingue, possono perdere il senso del significato originale.

    Esistono, infatti, tante parole italiane che non si possono tradurre, alcune sono tanto belle quanto strane (vedi, ad esempio, meriggiare), altre, (come apericena) sono buffe e decisamente uniche al mondo. Tante, infine, anche le espressioni italiane (quasi) intraducibili, tipiche del nostro modo di essere e che riflettono i vizi, le virtù e le abitudini del Belpaese.

    Parole italiane intraducibili, le più strane

    Gattara. Tra le parole italiane intraducibili strane c’è gattara, termine che indica una donna avanti con l’età che si prende cura dei gatti randagi.

    Culaccino. Questo termine, invece, indica il segno lasciato su un tavolo da un bicchiere bagnato.

    Abbiocco. Molto usato soprattutto tra i giovani, si riferisce alla tipica sonnolenza che segue un pasto piuttosto pesante.

    Meriggiare. Pur in disuso, è tra le parole intraducibili più belle e poetiche della lingua italiana. Se volessimo trovare un corrispettivo in inglese, ad esempio, faremmo fatica poiché indica una condizione ben precisa: stare a riposo all’aperto e in luogo ombroso, nelle ore calde del pomeriggio.

    Cuoiaio. Non proprio tra le parole italiane intraducibili, cuoiaio è sicuramente tra le più strane: indica chi concia e/o vende pellami ed è una delle poche che contiene quasi tutte le vocali.

    Astruso. Non è tra le parole italiane che non si possono tradurre (in inglese, ad esempio, è molto simile – abstruse) ma è un po’ strana quanto meno per la pronuncia. Indica un concetto complicato da capire e difficilmente applicabile alla realtà.

    Basta!. Inteso come un ordine a farla finita, basta! in realtà non ha un corrispettivo letterale in altre lingue: l’inglese lo traduce con un’espressione un pochino più lunga, that’s enaugh (è abbastanza).

    Dietrologia. Indica – spiega Treccani – ‘la tendenza, con intonazione polemica, ad assegnare ai fatti della vita pubblica cause diverse da quelle dichiarate o apparenti, ipotizzando spesso motivazioni segrete’. In inglese ad esempio, non essendoci una parola corrispondente, la si traduce con una perifrasi: the belief in hidden, letteralmente ‘la credenza nascosta’.

    Menefreghismo. Idem per questa parola, che oltre ad essere tra quelle italiane intraducibili è anche tra le più strane. Indica la noncuranza strafottente sia riguardo ai propri doveri che verso i diritti degli altri.

    Dondolarsi. In italiano indica un movimento oscillante che richiama quello del dondolo. In inglese lo si traduce con ‘to swing’ ma in realtà è un termine che non rende molto la ‘funzione’ onomatopeica della parola: sinonimo di ciondolare e temporeggiare, descrive una persona pigra, che tende a rimandare, oppure un fannullone.

    Espressioni italiane intraducibili

    Non solo parole strane che non si possono tradurre (come detto, ve ne sono tantissime ma, per ovvi motivi, è impossibile riportarle tutte), la nostra lingua è ricca anche di espressioni belle, simpatiche ma intraducibili in altre lingue. Ecco qualche esempio:

    - Conosco i miei polli. Se volessimo tradurla in inglese dovremmo dire, letteralmente, I know my chickens, ma la frase, evidentemente, non avrebbe le stesse sfumature di significato: in italiano, infatti, significa sapere con chi si ha a che fare.

    - Sputa il rospo. Questa è una delle espressioni che più ci invidiano all’estero: amata soprattutto dagli americani significa decidersi a parlare di qualcosa di cui, per timore o vergogna, si è taciuto. Praticamente è intraducibile, se non in modo letterale (to spit out the frog).

    - Siamo alla frutta. In italiano significa essere alla fine, senza forze e senza energie, con un’accezione quasi sempre negativa perché si usa anche per descrivere situazioni gravi e senza via d’uscita.

    - Apericena. Concludiamo la nostra breve lista di parole ed espressioni italiane intraducibili, con un termine, decisamente di moda, che indica ‘l’aperitivo, servito insieme con una ricca serie di stuzzichini e accompagnato da assaggi di piatti differenti, salati e dolci, che può essere consumato al posto della cena’. La definizione, che si legge in Treccani, dimostra come, con buona pace dei puristi, il termine sia entrato di diritto nell’uso dell’italiano corrente.