20 parole in inglese che non possono essere tradotte

L'inglese è una lingua bellissima, ricca di parole strane, particolari e, come spesso accade, intraducibili in un'altra lingua. Alcune fanno ormai parte del linguaggio corrente italiano, altre invece sono quasi sconosciute. Ecco quelle che abbiamo scelto.

da , il

    20 parole in inglese che non possono essere tradotte

    E’ una lingua affascinante e molto ricca di parole l’inglese, che, nel suo vasto vocabolario, ne comprende di strane, rare e particolari. Una varietà infinità di termini, parole belle che – spesso intraducibili in italiano – portano con sé il fascino di una lingua ricca di storia e di cultura: alcune (per la verità tante – internet, mouse, cash, solo per fare qualche esempio) sono entrate a pieno titolo nell’italiano corrente, altre conservano la loro ‘specificità’ poiché non è sempre facile (se non addirittura impossibile) trovare un corrispettivo italiano senza alterare il significato originale.

    Per quanto ci si sforzi nella traduzione, infatti, è assai difficile ‘rendere’ in italiano il significato profondo di una parola straniera, soprattutto quando essa rispecchia un concetto, uno stato d’animo e – in maniera più profonda – l’identità culturale di un popolo. L’inglese, come dicevamo, è una lingua ricca di parole particolari, parole che spesso però risultano intraducibili in italiano. Noi ne abbiamo scelto alcune, 20 parole in inglese che non possono essere tradotte ma che, proprio perché sono belle e strane, vale la pena di conoscere.

    20 parole inglesi intraducibili in italiano

    1) Emoticon. Sebbene corrisponda, in italiano, a ‘faccina’, è una di quelle parole in inglese che non possono essere tradotte. Il significato del termine, infatti, rimanda ad uno stato d’animo più profondo, ad un’emozione, appunto.

    2) Serendipity. E’ tra le parole inglesi intraducibili ma anche tra le più belle e particolari. Significa trovare un qualcosa mentre si cercava qualcos’altro e lo stato d’animo che ne deriva è quello di una felicità imprevista.

    3) Brunch. E’ una parola cosiddetta ‘macedonia’ perché fonde due parole inglesi (breakfast e lunch) e risulta perciò intraducibile. Perlomeno da un punto di vista letterale: indica infatti una sorta di mix tra colazione e pranzo.

    4) Chill. Il verbo to chill significa, in inglese, raffreddare, tranquillizzare. In realtà ha anche un significato diverso, un po’ difficile da rendere in italiano: quello a metà strada tra il riposarsi e l’ozio vero e proprio.

    5) Internet. E’ tra le parole inglesi più usate in assoluto ma il corrispettivo italiano di fatto non c’è. Letteralmente sarebbe rete, tra la rete, ma è uno di quei termini di cui non esiste un equivalente preciso.

    6) Smartphone. Letteralmente sarebbe telefono intelligente, ma è difficile che, in italiano, si usi questa espressione. In realtà, è una parola che definisce ormai tutti i cellulari, ma lo smartphone è un po’ diverso: la sua capacità di memoria, di connessione dati e di calcolo è assai più avanzata rispetto ad un cellulare ‘di vecchia generazione’.

    7) Facepalm. Ecco un’altra tra le parole inglesi strane ed intraducibili in italiano – corrisponde, infatti, al gesto fisico di apporre la mano sulla fronte in segno di sconforto e/o di frustrazione.

    8) Wanderlust. Bella e intraducibile, indica una sensazione ben precisa: il desiderio irrefrenabile di viaggiare.

    9) Whippersnapper. Benché abbia un corrispettivo italiano, è una delle parole inglesi più strane in assoluto. Indica un atteggiamento preciso, quello, ad esempio, del ragazzino in continua polemica con i genitori. Significa cioè, sfacciato, impertinente.

    10) Gobbledegook. Tra le parole inglesi strane ed intraducibili, possiamo inserire anche Gobbledegook, un termine onomatopeico che richiama il verso del tacchino (in inglese gobble, gobble, gobble). In realtà è un termine di origine americana ed indica parole che non hanno significato (è usato, ad esempio, per indicare una persona che usa un linguaggio tecnico di difficile comprensione).

    11) Pal. Più che inglese, Pal è un termine scozzese che corrisponde all’inglese buddy, ossia amico, compare. E’ usato, ad esempio, in espressioni del tipo ‘Hay Pal‘ simile all’italiano ‘Ehilà amico!’

    12) Belly button. Questa è senza dubbio una delle parole inglesi più belle in assoluto. La traduzione italiana esiste ed è semplicissima: belly button vuol dire ombelico, letteralmente buco (nella) pancia.

    13) Fluffy. Evoca (probabilmente per via delle ‘f’) qualcosa di soffice, di morbido: significa, infatti, ricoperto di pelo e si usa per descrivere piccoli animali (gattini e cagnolini) o qualcosa di leggero come le nuvole.

    14) Silky. Anche silky indica qualcosa di comodo, di liscio, di setoso: si traduce, infatti, con soffice, sottile, lucido. Non intraducibile, è senza dubbio tra le parole inglesi più belle.

    15) Googly. Questo, invece, è un termine più specifico poiché viene utilizzato nel cricket per descrivere un movimento anomalo del giocatore.

    16) Swag. E’ un termine che si accompagna ad un concetto ben preciso, intraducibile, in italiano, con una sola parola: indica infatti il modo di essere di una persona, il suo stile, sia da un punto di vista di abbigliamento che di atteggiamento verso gli altri.

    17) Lullaby. E’ una parola molto dolce, senz’altro tra quelle inglesi più belle. Significa ninna nanna e già la pronuncia suona come un qualcosa di calmo e rilassante.

    18) Discombobulate. Più che una parola inglese intraducibile, discombobulate è particolare e corrisponde, più o meno, al nostro ‘imbambolato’: indica, infatti, una persona confusa, lontana dalla realtà. E’ una parola divertente ed è usata, ad esempio, nel gergo delle barzellette.

    19) Curmudgeon. Indica qualcuno con un brutto carattere, imbronciato; è tra le parole strane inglesi e, poiché è un po’ arcaica, è sostituita dal sinonimo grumpy.

    20) Lackadaisical. Concludiamo il nostro elenco delle 20 parole inglesi intraducibili in italiano, ma anche belle, strane, rare e particolari, con un altro termine bizzarro, anche nella pronuncia, lackadaisical, ovvero pigro, apatico, senza slancio e/o determinazione.