Vergine Maria Addolorata, la festa che celebra la Madre di Gesù

Il 15 settembre la chiesa ricorda la Vergine Maria Addolorata, un culto antichissimo che ha origine dai Vangeli. Ufficializzato definitivamente nel 1913, è il culto che ricorda Maria, Mater Dolorsa, nel momento più drammatico della sua esistenza: la morte in croce del figlio Gesù.

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    Vergine Maria Addolorata, la festa che celebra la Madre di Gesù

    Il 15 settembre la Chiesa celebra la Beata Vergine Maria Addolorata, un culto antichissimo che trae origine dai Vangeli. La figura di questa donna, che nella ricorrenza odierna è chiamata anche Maria Dolorosa o Madonna dei Sette Dolori, è fondamentale nella comprensione del mistero divino: Maria, infatti, la Madre di Gesù, è l’unico essere umano risparmiato dal peccato originale, scelta per portare in grembo il Figlio di Dio e consapevole, fin da subito, di ciò che sarebbe accaduto. La celebrazione del 15 settembre legata alla figura di Maria, infatti, richiama alla mente il momento più drammatico e, al contempo, sublime, della religione cristiana, la Passione e la Morte di Cristo: la Mater Dolorosa, un altro degli appellativi con cui la chiesa ricorda la Vergine oggi, è colei che vive l’atroce destino del Figlio, con la sofferenza (umana) di una madre e con la certezza che quel sacrificio segnerà per sempre il destino dell’umanità.

    Beata Vergine Maria Addolorata è l’appellativo con cui la chiesa celebra la Madre di Dio il 15 settembre. In questo giorno, infatti, ricorre la festa dedicata alla Madonna sul Calvario, quando assiste alla morte del Figlio ai piedi della Croce.

    Un culto antichissimo: la Madonna dei Sette Dolori

    Il culto di Maria Mater Dolorosa ha origine, evidentemente, dai Vangeli allorché si parla della presenza di Maria nel cammino di Gesù verso la crocifissione. E proprio dai passi evangelici che derivano i ‘dolori’ che Maria patì durante la sua vita, che le valsero, nel culto successivo, l’appellativo di Madonna dei Sette Dolori: la profezia di Simeone che, durante il Battesimo di Gesù, annunciò che una spada le avrebbe trafitto il cuore (iconograficamente la Vergine Addolorata è spesso ritratta col cuore trafitto da cinque o sette lame, ndr); la fuga in Egitto per sfuggire all’ira di Erode; lo smarrimento di Gesù ed il suo ritrovamento nel Tempio; e i quattro dolori più grandi: l’incontro con Gesù lungo la Via Crucis, la veglia ai piedi della Croce, il pianto per la sua morte e lo strazio della sepoltura.

    La devozione a Maria Addolorata

    Secondo la tradizione, Maria Addolorata, o Beata Vergine Maria Addolorata, divenne oggetto di culto durante il Medioevo, esattamente il 15 agosto del 1233. In quella data, infatti, un gruppo di nobili fiorentini, che solitamente esprimeva in laudi la propria venerazione per Maria, vide l’effige davanti alla quale pregava animarsi improvvisamente: la Vergine apparve vestita a lutto e i giovani, vedendo quel segno come monito per l’odio fratricida che divideva Firenze, pose le armi ed istituì una compagnia, quella di Maria Addolorata, detta anche Compagnia dei Serviti.

    Un culto diffuso in tutta Europa

    Il culto legato alla Vergine trafitta dalle spade si diffuse rapidamente in tutto il mondo cristiano, dalla Spagna, dove arrivò nel 1556 portato proprio dai Serviti (e che persiste ancora oggi come testimoniano i suggestivi riti legati alla Settimana Santa tra cui la spettacolare processione dell’Entierro, che ricorda la sepoltura di Gesù) alla Germania, fino all’ufficializzazione definitiva per volere di Pio X che, nel 1913, istituì la festa della Beata Vergine Addolorata.