L’arminuta, di Donatella Di Pietrantonio: il libro vincitore del Premio Campiello 2017

Pubblicato da Einaudi a febbraio 2017, il romanzo della scrittrice odontoiatra di Penne, in provincia di Pescara, ha conquistato pubblico e critica. Merito di una storia intensa e assai delicata in cui il tema principale è quello della maternità

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    L’arminuta, di Donatella Di Pietrantonio: il libro vincitore del Premio Campiello 2017

    L’arminuta, di Donatella Di Pietrantonio, è il libro vincitore del Premio Campiello 2017. Pubblicato da Einaudi lo scorso mese di febbraio, il romanzo ha conquistato pubblico e critica, grazie ad una trama intensa e delicata in cui il tema principale è quello della maternità: la protagonista del libro, infatti, una ragazzina di tredici anni, scopre da un giorno all’altro di non esser figlia delle persone con cui è cresciuta. Una storia che la stessa scrittrice ha definito ‘per certi versi estrema’ che affronta ‘un tema universale, antico ed inesauribile’.

    Ambientata nell’Abruzzo degli anni Settanta, la trama de L’arminuta, il romanzo di Donatella Di Pietrantonio vincitore del Campiello 2017, racconta una storia breve ma molto commovente: la protagonista è proprio lei, ‘l’arminuta’ (in dialetto abruzzese ‘ritornata’), che vivendo con gli zii fin da piccola, si ritrova costretta, ad un certo punto, a far ritorno alla sua famiglia d’origine.

    L'Arminuta

    Dopo essere stata affidata dalla famiglia ad una coppia di zii benestanti, ed esser cresciuta circondata dall’affetto incondizionato dei genitori (o meglio, quelli che credeva essere i suoi genitori), ‘l’arminuta’ (come la chiamano i suoi nuovi compagni), si ritrova in un mondo nuovo che non le appartiene: il cibo scarseggia e la casa è piccola, buia, ben diversa dall’ambiente confortevole in cui è cresciuta e che credeva – fino a quel momento – essere il suo. E poi ci sono i fratelli: Adriana, con cui deve condividere il letto, e Vincenzo, che la guarda smaliziato come fosse già una donna.

    Con fatica, rivivendo una sorta di secondo abbandono, la ‘ritornata’ comincia così la sua nuova e diversissima vita, con una madre silenziosa e distratta, ed una famiglia anafettiva, povera e spesso anche violenta. Sarà proprio lì, nel paese povero che è quello delle sue origini, che l’arminuta cercherà di (ri)trovare se stessa, scoprendo il mistero che circonda la sua storia ed un mondo – quello di campagna – di miseria, superstizione e di grande vuoto affettivo.

    L’arminuta, una storia sulla maternità e sull’abbandono

    L’arminuta è un romanzo che affronta, come ha spiegato la stessa Donatella Di Pietrantonio, un tema molto importante, quello della maternità. Con esso anche il dolore, l’incomprensione e il senso d’abbandono vissuto dalla protagonista. Un’orfana di due madri viventi, l’ha definita la sua creatrice, che ha confessato di aver scelto la maternità raccontata però ‘nelle sue pieghe nascoste, nelle parti in ombra, nelle anomalie’. Come il rapporto madre-figlia, sfociato nell’abbandono della famiglia d’origine prima, e in quello della famiglia ‘adottiva’ dopo, e raccontato dalla stessa protagonista ormai adulta che riesce ad elaborarlo solo tornando lì, dove tutto ha avuto origine.

    Donatella Di Pietrantonio è nata ad Arsita (Te) nel 1963 ma risiede a Penne ormai da anni. E’, prima che scrittrice, dentista pediatrica. Esordisce in narrativa nel 2011 col romanzo Mia madre è un fiume, con cui vince il Premio Letterario Tropea, mentre nel 2013 pubblica Bella mia, dedicata alla tragedia del terremoto de L’Aquila (il romanzo, tra i candidati al Premio Strega, vince il Premio Brancati nel 2014).