Perché si dice ‘febbre da cavallo’?

E’ uno dei modi di dire più usati della lingua italiana e il suo significato rimanda ad una particolare condizione di salute

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    Perché si dice ‘febbre da cavallo’?

    E’ uno dei modi di dire più diffusi: ma sapete perché si dice ‘febbre da cavallo’? Il significato di questa espressione rimanda, evidentemente, ad uno stato di salute ben preciso in cui la temperatura corporea – che in genere, nell’uomo, si aggira attorno ai 36 gradi circa – raggiunge un livello elevato. Come saprete tutti, Febbre da cavallo è anche il titolo di un mitico film in cui i protagonisti, scommettitori incalliti, hanno una vera e propria ossessione per le corse ippiche. Ma torniamo al nostro interrogativo e spieghiamo brevemente perché, in italiano, si dice ‘febbre da cavallo’.

    Come molte altre espressioni idiomatiche anche febbre da cavallo è un modo di dire che ‘usa’ metaforicamente un animale per esprimere una condizione del corpo (umano) ben precisa, quella di iperpiressia, ovvero di febbre molto alta.

    Generalmente, infatti, la temperatura corporea dell’uomo è di 36,5 gradi circa, se si altera, ed arriva ai 38, vuol dire che abbiamo una febbre moderata, se arriva ai 39 una febbre alta, se li supera ed arriva ai 40-41, una febbre altissima: una febbre da cavallo. Ma perché proprio il cavallo?

    Si dice febbre da cavallo perché questo animale ha la temperatura corporea tra i 37 e i 38 gradi, quindi abbastanza simile a quella dell’uomo, ma essendo il cavallo di salute molto più cagionevole, in caso di febbre la sua temperatura corporea aumenta ben oltre quella umana, con effetti assai più dannosi rispetto all’uomo.

    Perché si dice febbre da cavallo, allora, è presto spiegato: è un’espressione figurata che indica una febbre così alta che, in certi casi, può essere addirittura molto pericolosa. Non solo.

    Come detto in apertura, Febbre da cavallo è anche un mitico film, diretto da Steno, con Gigi Proietti ed Enrico Montesano. E’ considerato una delle pellicole cult della commedia italiana degli anni Settanta e racconta le dis(avventure) di un gruppo di amici – con la passione per l’ippica – che escogita una serie di imbrogli per pagare i debiti accumulati con le scommesse. Un film epico sulla ‘febbre’ (smania) per le corse dei cavalli, con una colonna sonora straordinaria firmata Vince Tempera, Fabio Frizzi e Franco Bixio. Un capolavoro.