Perché si dice ‘luna di miele?

Questa poetica espressione, sinonimo di viaggio di nozze, ha origini assai interessanti: dalle tradizioni dell'antica Roma al Medioevo, dalle culture germaniche fino ai giorni nostri, ecco perché si dice 'luna di miele'

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    Perché si dice ‘luna di miele?

    (FOTO: Pixabay)

    Forse non tutti sanno perché, al posto di viaggio di nozze, spesso si dice ‘luna di miele‘. Questa espressione, che troviamo praticamente identica in varie lingue del mondo (dall’inglese Honeymoon al francese Lune de miel, dallo spagnolo Luna de Miel all’arabo Shahr el ‘Assal), ha origini assai antiche e fa riferimento al primo mese passato insieme dai novelli sposi. Mese che, oltre ad essere – forse – il momento più tenero e appassionato tra chi ha appena coronato il suo sogno d’amore, rimanda a tradizioni molto antiche; le ipotesi sul perché si dice luna di miele sono tante e sebbene siano simili tra loro, sono tutte degne di essere menzionate.

    Dopo la celebrazione, i festeggiamenti e le fatiche del matrimonio, gli sposi sono pronti per la cosiddetta ‘luna di miele’. Ma perché si dice ‘luna di miele’?

    Pur non avendo, da un punto di vista linguistico, alcun nesso con l’espressione viaggio di nozze, con luna di miele si indica in pratica la stessa cosa: il periodo immediatamente successivo alle nozze che gli sposi trascorrono viaggiando o comunque in totale relax. Questa interpretazione, in cui ‘luna’ assume il significato di mese, e ‘miele’ di dolcezza riferita a questo primo momento da novelli sposi, è presente nelle tradizioni di molti popoli antichi, a cominciare dai Romani.

    La ‘luna di miele’ nell’antica Roma

    Secondo la tradizione, i Romani, durante la prima notte di nozze, erano soliti mangiare del miele che, in epoche passate, era visto come un alimento di buon auspicio per la fertilità. Allo stesso modo, nelle culture nordiche (come ad esempio quella norrena), dopo la celebrazione delle nozze, gli sposi trascorrevano il loro primo mese da marito e moglie da soli, consumando una bevanda alcolica ottenuta dalla fermentazione del miele, l’idromele.

    Queste due diverse, eppure simili, tradizioni spiegherebbero il perché si dice luna di miele.

    La ‘luna di miele’ a Babilonia

    Un’altra ipotesi risale a tempi ancora più antichi, esattamente all’epoca dei Babilonesi. Secondo alcuni, infatti, l’espressione rimanda alla consuetudine, tipica di questo popolo, di regalare agli sposi una bevanda a base di miele; questa stessa bevanda, presumibilmente idromele, doveva bastare per circa un mese. L’usanza di utilizzare questo composto alcolico – chiamato anche ‘bevanda degli dei’ – era di buon auspicio poiché favoriva, anche secondo questa tradizione, la fertilità.

    La ‘luna di miele’ nel Medioevo

    Anche nel Medioevo il miele era legato alle celebrazioni matrimoniali e, soprattutto, al periodo immediatamente successivo alle nozze: non solo la famiglia della sposa era solita dare, in dote, un barattolo di miele allo sposo per augurare prosperità alla futura coppia (il miele era un alimento prezioso, dunque simbolo di ricchezza, mentre la prima notte di nozze veniva chiamata luna di miele per la ‘dolcezza’ del momento e per il fatto che la donna, in virtù del ciclo mestruale, era considerata ‘lunare’) ma la luna di miele intesa come momento successivo al matrimonio, si arricchiva di veri e propri rituali, la maggior parte dei quali di chiara derivazione pagana – secondo i principi della Wicca, o religione della natura, la luna di miele era un momento particolare per la famiglia appena composta, propizio per il futuro e fondamentale per prendersi le proprie responsabilità.

    Le origini sul perché si dice ‘luna di miele’ dunque sono molteplici ma tutte rimandano ad un alimento preciso, il miele, che , in varie tradizioni antiche è simbolo di dolcezza e di prosperità per la nuova coppia.

    La ‘luna di miele’ oggi

    Oggi la luna di miele coincide esclusivamente con il viaggio di nozze ed è diventato un vero e proprio fenomeno di massa. Ha cominciato a diffondersi, dalla Gran Bretagna, nel Diciannovesimo secolo, quando le coppie di novelli sposi partivano per far visita agli amici e ai parenti che non avevano partecipato alla cerimonia.

    Questa tendenza, inizialmente ben lontana dalle atmosfere dolci e di intimo relax, si diffuse nel resto d’Europa alla fine dell’Ottocento: fu in questo periodo che i viaggi organizzati per far visita ai parenti divennero momenti di puro piacere per gli sposi, che, all’inizio, sceglievano luoghi romantici come la Costa Azzurra o le stesse regioni italiane.