Charles Baudelaire, frasi celebri sul vino e sull’amore

Baudelaire è uno dei poeti più importanti dell'Ottocento e il suo capolavoro - I fiori del male - è tra i grandi classici della letteratura mondiale. Per celebrare i 150 anni dalla morte di questo grande poeta e scrittore, ecco alcune delle sue frasi più belle, aforismi e celebri citazioni tratti dalle sue poesie più famose

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    Charles Baudelaire, frasi celebri sul vino e sull’amore

    E’ stato uno dei poeti più importanti dell’Ottocento Charles Baudelaire, a cui vorremmo rendere omaggio proponendovi alcune delle sue frasi più belle, sul vino e sull’amore. Le poesie di Baudelaire, raccolte nella sua opera maggiore, Les Fleur Du Mal, rispecchiano l’originalità del loro autore, ritenuto un vero e proprio rivoluzionario per le atmosfere dei suoi versi e per il carattere ribelle e solitario che, da sempre, condizionò la sua poetica. Proprio per il suo essere perennemente in lotta contro il mondo, per lo stile di vita provocatorio ed autodistruttivo, per l’uso eccessivo di alcol e droghe, Baudelaire rientra a pieno titolo tra i celebri poeti maledetti, autori che sentendo il loro talento incompreso rifiutavano i valori della società, conducendo una vita sregolata e piena di eccessi. A 150 anni dalla morte di questo grande poeta (avvenuta a Parigi il 31 agosto del 1867) ecco una breve selezione delle sue frasi celebri.

    Baudelaire, le frasi più belle sul vino e sull’amore

    La nostra breve selezioni di frasi celebri di Charles Baudelaire non può non riferirsi alla raccolta lirica che lo ha reso immortale tra i poeti dell’Ottocento francese, I fiori del male. L’opera, pubblicata la prima volta nel 1857, raccoglieva cento poesie suddivise in cinque sezioni: Spleen et ideal, Les Fleurs du mal, Révolte, Le vin e La mort. Ecco, dell’opera di Baudelaire, alcune delle frasi celebri:

    ‘Beltà, il tuo sguardo, infernale e divino, versa, mischiandoli, beneficio e delitto: per questo ti si può paragonare al vino.’

    ‘L’anima del vino cantava nelle bottiglie: Uomo, caro diseredato, io ti lancio, dalla mia prigione di vetro e dalle mie vermiglie chiusure, un canto pieno di luce fraterna!’.

    ‘Che cos’è l’amore? Il bisogno di uscire da se stessi. L’uomo è un animale adoratore. Adorare è sacrificarsi e prostituirsi. Così ogni amore è anche prostituzione’.

    ‘Il vino sa rivestire il più sordido tugurio d’un lusso miracoloso e innalza portici favolosi nell’oro del suo rosso vapore, come un tramonto in un cielo annuvolato’.

    ‘Bene fa chi dà il cuore alla propria opera. L’arte è lunga e il tempo breve’.

    ‘E’ ora di ubriacarsi. Ubriacatevi, per non essere gli schiavi martirizzati dal tempo. Ubriacatevi in continuazione, di vino, di poesia, di virtù, come volete’.

    ‘Terribile è il gioco dell’amore, dove è necessario che uno dei due giocatori perda la padronanza di sé stesso’.

    ‘C’è un solo modo di dimenticare il tempo: impiegarlo’.

    ‘Quel che c’è di fastidioso nell’amore è che è un delitto in cui non si può fare a meno di un complice’.

    ‘Chi beve solo acqua ha un segreto da nascondere’.

    ‘Non potendo sopprimere l’amore, la Chiesa ha voluto almeno disinfettarlo, e ha creato il matrimonio’.

    ‘La donna è fatalmente suggestiva; lei vive di un’altra vita, oltre alla propria; vive spiritualmente nelle fantasie che lei stessa ossessiona e feconda’.

    Tra le opere di Baudelaire, infine, vale la pena citare anche Lettere alla madre (una raccolta di missive pubblicata nel 1872) e I paradisi artificiali, del 1860, un saggio sulle sensazioni provate assumendo oppio, hashish e alcol, di cui vi proponiamo alcune celebri frasi:

    ‘Non il mio cuore bisogna correggere, che è buono, ma la mia mente, che bisogna rendere stabile e sicura, inducendola a riflettere con sufficiente solidità perché le riflessioni vi restino impresse’.

    (da Lettere alla madre)

    ‘E poi faccio bene così; io sono come un cane fedele, non mi metto ad adulare gli estranei e conservo un tesoro di carezze per chi è assente’.

    (da Lettere alla madre)

    ‘Il vino e l’uomo mi fanno pensare a due lottatori tra loro amici, che si combattono senza tregua, e continuamente rifanno la pace. Il vinto abbraccia sempre il vincitore’.

    (da I paradisi artificiali)

    ‘L’oppio, quindi, non genera, obbligatoriamente l’inattività o il torpore, poiché al contrario spingeva il nostro sognatore nei luoghi più brulicanti della vita quotidiana. I teatri ed i mercati non sono necessariamente le ossessioni privilegiate di un oppiomane, specialmente quando si trova in uno stato di perfetto godimento. La folla allora è per lui opprimente, la stessa musica ha caratteristiche di sensualità grossolana. Cerca piuttosto la solitudine e il silenzio, condizioni indispensabili alle estasi e alle profonde fantasticherie’.

    (da I paradisi artificiali)

    ‘L’hashish, allora, si distende su tutta la vita come una vernice magica; la colora con solennità, ne illumina tutta la profondità’.

    (da I paradisi artificiali)