San Domenico di Guzmán, la storia del protettore degli astronomi

L'8 agosto la Chiesa celebra San Domenico di Guzmán, fondatore dell'Ordine dei Predicatori e protettore di oratori, cucitrici ed astronomi. Grazie alla predicazione itinerante del Vangelo, fu una figura decisiva nella lotta contro gli eretici e nello studio, approfondito, di Dio e della Fede

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    San Domenico di Guzmán, la storia del protettore degli astronomi

    L’8 agosto la Chiesa cattolica celebra San Domenico di Guzmán, passato alla storia come protettore degli astronomi e figura decisiva nella lotta agli eretici del XII secolo. Nato in Castiglia nel 1170, fondò l’Ordine dei Domenicani o Predicatori, basato sulla diffusione ‘itinerante’ del messaggio evangelico e sulla forza della cultura nella lotta all’eresia. E’ uno dei santi più venerati e popolari del Cristianesimo, tanto che, grazie all’enorme diffusione del suo Ordine, diversi comuni italiani lo hanno eletto a protettore della città. Ma qual è la storia di San Domenico di Guzmán? E in che modo ha influenzato la diffusione del messaggio evangelico?

    La storia di San Domenico di Guzmán inizia in Spagna, esattamente a Caleruega, in Castiglia, dove nacque nel 1170. Contemporaneo di San Francesco d’Assisi, con cui condivise l’ideale della povertà, della vita comune e della predicazione incessante del Vangelo, San Domenico ebbe un ruolo essenziale nella lotta contro l’eresia.

    L’amore verso i poveri

    Fin da giovanissimo infatti dimostrò una grande sensibilità verso i poveri (come San Francesco, che si spogliò dei suoi averi, anche San Domenico vendette le sue preziose pergamene per aiutare gli indigenti), e dopo aver completato gli studi fu ordinato sacerdote entrando tra i Canonici Regolari della cattedrale di Osma, in Spagna.

    L’incontro con gli eretici

    Fu durante un viaggio in Danimarca, al seguito del vescovo Diego, che incontrò, per la prima volta, il movimento ereticale dei Càtari, che predicavano una vita austera e povera contro il lusso e gli eccessi del Clero del tempo. Allo stesso modo, venne in contatto anche con le popolazioni pagane dell’Europa nord-orientale, tanto da chiedere a Papa Innocenzo III di potersi dedicare alla loro evangelizzazione.

    Ma il Pontefice lo invitò a predicare tra i Càtari di Linguadoca, nel Sud della Francia, dove Domenico rimase per oltre dieci anni, portando avanti un’intensa attività missionaria.

    L’apparizione della Vergine del Rosario

    Il giovane sacerdote aveva capito l’importanza della riconciliazione tra i movimenti ereticali e la Chiesa, e consapevole dei valori che gli eretici predicavano (che avevano, tra l’altro, ampio consenso tra il popolo) decise di ‘combatterli’ con le loro stesse armi: povertà e austerità di vita. A questi aggiunse il valore della cultura, strumento indispensabile per conoscere Dio e riflettere sulla Fede.

    Stando a quanto ci tramanda la tradizione, la storia di San Domenico di Guzmán si arricchisce di un altro importante avvenimento: nel 1212, secondo il racconto del beato Alano della Rupe, ebbe una visione in cui la Vergine Maria gli consegnava il Rosario, l’arma suprema nella lotta all’eresia. Fu da allora che la coroncina divenne una delle preghiere mariane più importanti della Chiesa.

    L’Ordine dei Predicatori

    Nello stesso tempo, in molti cominciavano ad avvicinarsi alla predicazione e ai valori di San Domenico di Guzmán che, confortato dall’efficacia del suo messaggio, maturò l’idea di dare a quel gruppo un’organizzazione precisa: fondò, perciò, l’Ordine dei Predicatori (detti anche Domenicani), approvato da papa Onorio III nel 1216 e basato su alcuni punti fondamentali: predicazione, studio, povertà mendicante, vita comune, legislazione, distribuzione geografica e spedizioni missionarie.

    Ciò che li distingueva dai frati minori francescani era lo studio incessante e l’istruzione dei religiosi, tanto che molti dei monaci predicatori, per portare avanti la loro missione, furono inviati nei centri universitari più importanti del tempo, Parigi e Bologna in primis. Proprio qui, dopo una vita trascorsa tra continue penitenze, studio incessante e predicazione costante, San Domenico di Guzmán si spense: era il 6 agosto del 1221.

    Il culto di San Domenico di Guzmán e le reliquie conservate a Bologna

    Il culto di San Domenico, a cui venivano attribuiti miracoli anche quando era in vita, si diffuse rapidamente, nonostante i contrasti dei suoi confratelli che tentarono di ostacolarne il culto per non pregiudicare la loro predicazione.

    Ma questo non impedì la diffusione della fama del predicatore castigliano, che fu proclamato santo nel 1234 e celebrato, da allora, l’8 agosto di ogni anno.

    Dal 1267 le spoglie del santo sono conservate in un’arca di marmo, scolpita da Niccolò Pisano, che si trova a Bologna, nella Basilica a lui dedicata. San Domenico di Guzmán è tra le figure religiose più popolari e venerate dalla Chiesa, tanto da diventare protettore degli astronomi, delle cucitrici e degli oratori. Oltre che patrono di numerose città, tra cui Bologna, Napoli e Augusta, in provincia di Siracusa.