Premio Strega Europeo 2017, vince Jenny Erpenbeck con Voci del verbo andare

La quarta edizione del Premio Strega Europeo, nato per omaggiare la cultura europea e i suoi legami con l'Italia, ha il suo romanzo vincitore: Voci del verbo andare, della scrittrice tedesca Jenny Erpenbeck

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    Premio Strega Europeo 2017, vince Jenny Erpenbeck con Voci del verbo andare

    Il Premio Strega Europeo 2017 ha decretato il vincitore: è la scrittrice tedesca Jenny Erpenbeck che, con il romanzo Voci del verbo andare, si è aggiudicata la quarta edizione del riconoscimento istituito nel 2014 (e promosso dalla Fondazione Guido e Maria Bellonci, in collaborazione con l’azienda Strega Alberti di Benevento, il Festival Internazionale di Roma e la Rappresentanza in Italia della Commissione Europea) per celebrare la cultura europea e i suoi legami con la storia e la letteratura italiane.

    Jenny Erpenbeck, con il romanzo Voci del verbo andare, vince il Premio Strega Europeo 2017 assegnato da una giuria di illustri scrittori, tutti vincitori o finalisti dello Strega tradizionale – Nicola Lagioia, Rossana Campo, Edoardo Nesi, Elena Stancanelli e Paolo Giordano, solo per citarne alcuni – più Beatrice Covassi e Lucio Battistotti (rispettivamente capo della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea e consigliere della stessa Commissione) e Maria Ida Gaeta, responsabile della Casa delle Letterature e del Festival Letterature alla Basilica di Massenzio. In giuria, ovviamente, anche Giovanni Soliminine, presidente – dopo la scomparsa di Tullio De Mauro – della Fondazione Bellonci, e Stefano Petrocchi direttore della Fondazione.

    Il Premio Strega Europeo, del valore di 3mila euro, è stato assegnato a Jenny Erpenbeck da Beatrice Covassi e si affianca, da quest’anno, ad un altro riconoscimento assegnato nell’ambito del medesimo premio: 1500 euro offerti al traduttore del romanzo vincitore, andato ad Ada Vigliani che ha tradotto Voci del verbo andare.

    Voci del verbo andare, di Jenny Erpenbeck, romanzo vincitore del Premio Strega Europeo 2017

    Voci del verbo andare

    Pubblicato in Italia da Sellerio, Voci del verbo andare raccoglie – e racconta – le ‘voci’ degli immigrati africani a Berlino. Uomini e donne provenienti dal Ghana, dal Ciad e dalla Nigeria che dopo essere sbarcati a Lampedusa raggiungono la Germania non senza difficoltà. Storie vere che l’autrice ha raccolto confezionando un romanzo al limite della cronaca, una sorta di ‘reportage letterario’ in cui i protagonisti sono loro, un gruppo di immigrati africani con cui la scrittrice è entrata in contatto dopo il loro arrivo a Berlino nel 2013. ‘Per un anno e mezzo li ho frequentati e ho ascoltato le loro storie – ha spiegato la Erpenbeck in un’intervista – ed ho imparato molte cose da queste persone’.

    Jenny Erpenbeck è nata a Berlino Est nel 1967 ed è considerata una delle voci più interessanti della narrativa tedesca contemporanea. Si è fatta conoscere al grande pubblico nel 1999 con Storia della bambina che volle fermare il tempo, mentre nel 2008, con il romanzo Di passaggio, si impone definitivamente sulla scena letteraria internazionale. Nel 2012, con E non è subito sera, si aggiudica il prestigioso riconoscimento Hans Fallada Prize e nel 2017, con Voci del verbo andare, il Premio Strega Europeo.

    I romanzi finalisti al Premio Strega Europeo 2017

    Il Premio Strega Europeo è rivolto agli scrittori recentemente tradotti e pubblicati in Italia che nei loro Paesi hanno ottenuto un riconoscimento speciale. Si tratta di autori che, con le loro opere, rappresentano tradizioni letterarie e ambiti linguistici diversi, oltre ad un modo del tutto nuovo di indagare il romanzo contemporaneo.

    Oltre a Voci del verbo andare, di Jenny Erpenbeck, erano in corsa per il Premio Strega Europeo 2017, anche:

    - Tutto quello che non ricordo, di Jonas Hassen Khemiri (Svezia, vincitore dell’Augustpriset 2015)

    - Satantango, di László Krasznahorkai (Ungheria, vincitore del Man International Booker Prize 2015)

    - Bussola, di Mathias Enard (Francia, vincitore del Prix Goncourt 2015)

    - L’una e l’altra, di Ali Smith (Regno Unito, vincitore del Goldsmiths Prize 2014)