Tesina maturità: regole e consigli per prepararla al meglio

Ecco qualche suggerimento per scrivere la tesina da presentare al colloquio orale, un lavoro che dimostri una buona cultura e la preparazione raggiunta dai maturandi alla fine dei cinque anni di scuola superiore

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    Tesina maturità: regole e consigli per prepararla al meglio

    La tesina della maturità è una breve relazione che accompagna gli esami orali. La discussione della tesina quindi è l’ultimo scoglio degli Esami di Stato prima di poter ottenere il diploma. Ma come si prepara la tesina da presentare all’esame di maturità? Ecco alcune regole (a qualche consiglio) per preparare la tesina per l’esame di maturità.

    La tesina che si discute durante il colloquio orale è fondamentale per chi si appresta ad affrontare l’esame di maturità, poiché consente di dimostrare la preparazione raggiunta dallo studente alla fine del proprio percorso scolastico. Per questo, è importante presentare un buon lavoro, curato nella forma e nel contenuto, che verifichi la cultura del candidato e la capacità di ragionare su un determinato argomento.

    Per scrivere una buona tesina da presentare alla maturità non vi sono delle regole precise, qualche suggerimento su come impostare l’argomentazione, però, può essere sicuramente d’aiuto.

    Come preparare la tesina per l’esame di maturità: la scelta dell’argomento

    La tesina è un lavoro fatto in autonomia dallo studente e, poiché riguarda un tema da approfondire, la scelta dell’argomento è molto importante. Il primo suggerimento è decidere (consultandosi con un professore) ciò di cui si vuole parlare, un tema che susciti l’interesse del candidato e, ovviamente, della commissione che dovrà esaminarlo. L’attualità, ad esempio, può essere un buon punto di partenza: discutere di un fatto accaduto da poco è sicuramente un ottimo ‘pretesto’ per fare un lavoro ragionato e originale. I temi caldi dell’attualità sono più o meno sempre gli stessi, ovvero terrorismo, bullismo, stalking, crisi economica, disoccupazione, Corea del Nord… con un po’ di fortuna l’argomento della tesina può coincidere con una delle tracce della prima prova.

    L’importanza delle fonti

    Una volta scelto il tema (e un titolo, più indice, che ne riassuma il contenuto) è fondamentale saperlo argomentare. Commentando la tesina all’orale, infatti, lo studente dovrà dimostrare di conoscere il tema ma anche che il lavoro svolto è attendibile, in altre parole facilmente verificabile. Come? Citando le fonti, ovvero tutto ciò che è servito – libri, appunti, link – per realizzare la propria tesina.

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    Un lavoro conciso e armonioso

    La tesina da preparare in vista dell’esame di maturità deve essere concisa, chiara ed armoniosa: l’argomento scelto, infatti, deve essere opportunamente collegato alle varie discipline, attraverso un passaggio discorsivo da una materia all’altra che dimostri alla commissione la capacità di collegamento del maturando. Importante, a tal proposito, è anche la lunghezza della tesina per la quale, tuttavia, non c’è una regola precisa; il consiglio è di arrivare subito al nocciolo della questione, anche perché il tempo a disposizione è in genere piuttosto breve: 10 o 15 minuti al massimo sono più che sufficienti per dimostrare la validità del proprio lavoro.

    Buona norma dell’arte retorica, sia scritta che orale, è dividere il discorso in tre parti: introduzione, trattazione, conclusione.

    In definitiva una buona tesina deve:

    - creare una premessa che giustifichi il perché abbiamo deciso di scrivere di un determinato argomento;

    - iniziare l’esposizione dell’argomento specificando brevemente quali saranno i punti di cui parleremo;

    - passare in rassegna i vari punti del discorso evidenziando le principali problematiche relative a ciascuno, evidenziando possibili soluzioni e criticità;

    - trarre delle conclusioni.

    Una bella impaginazione

    Una tesina organizzata ed impaginata bene, infine, può senz’altro aiutare a fare bella figura: una presentazione semplice, un’introduzione che presenti il lavoro (al quale possono aggiungersi immagini, tabelle o grafici) e una bibliografia – alla fine – delle fonti utilizzate, servono a rendere il lavoro organizzato e più semplice (ed efficace) quando lo si deve commentare.