E’ morto Oliviero Beha, addio al giornalista, scrittore e conduttore TV

Voce controcorrente del giornalismo italiano, Oliviero Beha era anche scrittore, saggista e conduttore televisivo. Si è spento a Roma, dopo una breve malattia, all'età di 68 anni. Lascia la moglie e tre figli.

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    E’ morto Oliviero Beha, addio al giornalista, scrittore e conduttore TV

    Lutto nel mondo del giornalismo: è morto Oliviero Beha, giornalista italiano tra i più discussi, ed apprezzati, ma anche scrittore, saggista e conduttore TV. Beha si è spento dopo una breve malattia e lascia la moglie Rosalia, e i figli Saveria, Germana e Manfredi. Voce controcorrente del giornalismo italiano, Oliviero Beha è stato spesso al centro di furiose polemiche, come quella che causò una sua inchiesta nel 1984 in cui sosteneva che la partita Italia-Camerun, giocata ai Mondiali dell’82, fosse stata in realtà combinata, ipotesi questa, che contestarono in molti. Oliviero Beha è morto a Roma ieri sera, 13 maggio 2017, all’età di 68 anni.

    ‘E’ stato un male veloce – ha spiegato Germana, figlia di Oliviero Beha, morto ieri sera a Roma – papà se n’è andato abbracciato da tutta la sua grande famiglia allargata di parenti e amici’. Colpito da un male incurabile poco tempo fa, il giornalista nato a Firenze nel 1949 ha combattuto fino alla fine, dimostrando quel piglio aggressivo e determinato che lo accompagnò per tutta la sua carriera.

    Laureato in Lettere e Filosofia, Oliviero Beha è stato, oltre che giornalista (con una grande passione per il calcio), anche autore di libri, saggi critici, testi teatrali e trasmissioni TV, tra le quali Brontolo, andata in onda nel 2010 su Rai 3, in cui approfondiva tematiche politiche e sociali, e Telepatia, trasmessa nel 2012 sempre sulla terza rete Rai.

    Dopo l’esordio come giornalista nel ’73 collaborando con Tuttosport e Paese Sera, nel 1976 passa a Repubblica dove lavora come inviato fino al 1985, occupandosi di sport e di società. Alla fine degli anni Ottanta approda in televisione dove conduce, insieme ad Andrea Barbato, il programma culturale dal titolo Va’ pensiero. Tra i suoi successi come conduttore, anche la fortunata trasmissione radiofonica Radio Zorro che, in onda su Radiouno dall’aprile del ’92 al giugno del ’96, è stato il programma di servizio firmato RadioRai più premiato degli ultimi anni. Sulla scia del successo in radio, Beha firma più tardi anche la versione televisiva, Video Zorro, andata in onda sempre su Rai 3.

    Alla fine degli anni Novanta torna in Rai con Attenti a quei tre (trasmissione notturna dedicata al tema della giustizia e trasmessa, tre volte a settimana, su Rai 1 e Rai 3) per poi tornare nuovamente in radio con Radioacolori prima, e con Beha a colori dopo.

    Oltre che giornalista, professione per la quale fu più volte premiato, Oliviero Beha è stato, come dicevamo, anche autore di numerosi testi, per alcuni dei quali ebbe anche diversi riconoscimenti. Tra i libri più noti, ricordiamo All’ultimo stadio. Una repubblica fondata sul calcio (1983), Anni di cuoio (1987), Indagine sul calcio (2006), Il calcio alla sbarra (2011) e Mio nipote nella giungla. Tutto ciò che lo attende (nel caso fosse onesto), pubblicato nel 2016 e dedicato all’amatissimo nipote Michele.