Scuola: assunzioni per 52mila professori, per il prossimo anno

L'accordo per le nuove assunzioni nella scuola prevede: la trasformazione di 15.100 posti, da organico di supplenti, a organico stabile; 21mila posti rimasti liberi per via dei pensionamenti, a cui se ne aggiungono altri 16mila già vacanti.

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    Scuola: assunzioni per 52mila professori, per il prossimo anno

    Scuola: assunzioni per 52mila professori previste per il prossimo anno. Dopo due settimane di trattative lunghe e complicate tra i ministri Padoan e Fedeli, si è giunti finalmente al via libera per le assunzioni a tempo indeterminato di insegnanti in ambito scolastico. E’ stato lo stesso ministero dell’Istruzione a diffondere la notizia delle nuovi assunzioni nella scuola.

    Riguardo ai numeri delle nuove assunzioni nella scuola, il ministro Valeria Fedeli si è dichiarata soddisfatta: ‘Abbiamo fatto un altro passo per garantire continuità didattica, dando al tempo stesso una risposta alle legittime aspettative dei precari. Tutte le procedure di assunzione avverranno nel corso di questa estate con decorrenza dei contratti dal primo settembre’.

    Le news per la scuola sembrano interessanti: l’accordo tra ministero dell’Istruzione e Mef, prevede nello specifico la trasformazione di 15.100 posti, da organico di supplenti, a organico stabile. Tali posti verranno coperti da nuovi insegnanti di ruolo assunti a tempo indeterminato: questa operazione è finanziata dai fondi stanziati dalla precedente legge di Bilancio, con l’aggiunta di 140 milioni. A queste cattedre si aggiungeranno i 21mila posti rimasti liberi per effetto dei pensionamenti (turn-over), infine si uniscono ulteriori 16mila posti già vacanti, che sinora annualmente sono stati affidati a un docente ‘temporaneo’. In questo modo le assunzioni nella scuola salgono in totale a 52mila.

    La distribuzione delle assunzioni nella scuola, potrà cambiare nelle prossime settimane, poiché ‘in gioco’ ci sono le assunzioni da un lato e i trasferimenti dall’altro, in osservanza delle percentuali già concordate ad aprile tra Miur e sindacati: 60% dei posti destinati alle immissioni in ruolo, il restante 40% servirà per la mobilità, in particolare a livello interprovinciale, al fine di riavvicinare docenti ‘migrati’ lontano da casa in seguito alla riforma Renzi-Giannini.

    In sintesi: quando una domanda di mobilità verrà accolta, il professore si muoverà verso una nuova cattedra, lasciando di fatto libera la sua precedente, che potrà quindi essere coperta con un’assunzione a tempo indeterminato.