Precari scuola ultime notizie: ricorsi Anief al via contro la mobilità

Nell'ottica della continuità didattica, del rispetto del merito e anche della stabilità dell'organico, l'attuale disposizione non può che essere considerata un errore, ha spiegato Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal.

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    Precari scuola ultime notizie: ricorsi Anief al via contro la mobilità

    Dal mondo dei precari della scuola, le ultime notizie parlano di nuovi ricorsi Anief. A meno di 40 giorni dalla fine delle lezioni scolastiche e con il corpo docenti del nuovo anno in via di definizione, a tenere alta l’attenzione è ancora la quantità di posti utili per le nuove assunzioni oltre al naturale turn over. A tal proposito, il titolare del Miur, Valeria Fedeli, durante un incontro sulle donne a Palermo, ha dichiarato: ‘C’è una responsabilità di tutto il Governo, mia come quella del ministro Padoan, in cui dobbiamo trovare un punto di incontro. E io sono certa che possiamo trovarlo. Ma lo troviamo perché c’è da parte di tutti una responsabilità. Tutti insieme dobbiamo voler andare avanti, superare il precariato in tutti gli ambiti della scuola’.

    Secondo quanto riportato da Orizzonte Scuola, ‘il discorso è sempre legato ai numeri per le cattedre di organico di fatto da trasformare in organico di diritto. Si era parlato di 25.000, poi la frenata del Ministro dell’Economia Padoan. Al momento non è pervenuta la risposta del Ministro Padoan, per cui non sappiamo se la mediazione è una prospettiva condivisa o meno. Intanto le domande di mobilità per il personale docente dovranno essere presentate entro il 6 maggio (all’oscuro sui posti disponibili) e le commissioni sono al lavoro per completare le graduatorie del concorso’.

    A seguito delle denunce Anief contro la mancata valorizzazione del servizio tenuto nelle scuole paritarie, il mancato riconoscimento del periodo di precariato al fine del raggiungimento del quinquennio di permanenza sul sostegno, nonché l’impossibilità di ottenere punteggio per le abilitazioni SSIS, TFA, Sostegno e per il servizio militare svolto al di fuori del periodo di nomina, il sindacato ha preso le difese dei tanti docenti assegnati su Ambito e con incarico triennale in un determinato istituto, ai quali il MIUR e i sindacati rappresentativi firmatari della contrattazione, negano di poter rientrare a far parte dell’organico stabile dell’istituto stesso. Tutto ciò, in netta contrapposizione al principio di continuità didattica e al diritto del docente di essere incluso nelle operazioni di mobilità su tutti i posti disponibili nell’organico, e quindi non tenendo conto dell’unico parametro previsto dalla normativa, ovvero il proprio punteggio e il conseguente merito.

    A riguardo della mobilità docenti 2017/2018, il presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, Marcello Pacifico, ha spiegato: ‘La possibilità di essere trasferiti da titolarità su Ambito a titolarità su scuola attraverso l’indicazione di 5 istituti nelle procedure di mobilità 2017, non può escludere la sede di attuale incarico triennale del docente. È una previsione che non ha senso e lede i diritti di quei lavoratori che vorrebbero rientrare nell’organico stabile dell’istituto in cui già prestano servizio triennale in presenza di posti disponibili per i trasferimenti e richiedibili da tutti gli altri aspiranti’.

    Nell’ottica della continuità didattica, del rispetto del merito e anche della stabilità dell’organico, questa disposizione non può che essere considerata un errore, ha spiegato Pacifico, che ha poi aggiunto per chiarire ulteriormente il funzionamento della mobilità docenti 2017/2018: ‘In pratica se nell’Istituto di attuale incarico triennale è disponibile per i trasferimenti un posto vacante, possono aspirarvi tutti i docenti “esterni” tranne quello che sta prestando servizio triennale in quell’istituto ed è formalmente titolare su Ambito e non su sede. E questo, ovviamente, senza alcuna considerazione del punteggio posseduto dal docente ai fini dei trasferimenti, ma ab origine e senza una reale motivazione. Invitiamo tutti i docenti interessati a seguire le istruzioni elaborate dal nostro ufficio legale e a rivendicare i propri diritti proponendo ricorso’.