Si scrive ce ne o ce n’è?

Entrambe le forme sono corrette, ma vanno utilizzate in base al contesto. Ecco le regole della grammatica italiana che spiegano perché si scrive ce ne sono, ce n'erano e ce n'è per tutti

da , il

    Si scrive ce ne o ce n’è?

    E’ uno di quei dubbi grammaticali più frequenti: si scrive ce ne o ce n’è? Qual è la regola per forme verbali come ce ne sono, ce n’erano e ce n’è per tutti? La risposta è semplice quanto complessa: tutte le varianti sono corrette ma è il contesto a stabilire quale utilizzare. Intanto, nel primo caso ci troviamo di fronte a due particelle nominali, ce e ne, nel secondo, invece, le è accentata corrisponde – nelle formula ce n’è – alla terza persona del presente indicativo del verbo essere. Ma spieghiamo meglio quando si scrive ce ne e quando ce n’è.

    Se ci troviamo di fronte al dubbio se si scrive ce ne o ce n’è, è bene tenere a mente prima di tutto una cosa: quando ‘ce‘ è accompagnato da ‘ne‘ non si apostrofa e non si accenta mai. Quindi sono assolutamente da evitare, perché errate, formule tipo C’e ne, Cè ne, C’è ne, C’è n’è; le uniche da utilizzare, perché grammaticalmente (e ortograficamente) corrette, sono, quindi, ce ne e ce n’è.

    LEGGI ANCHE: SI SCRIVE NE O NE’?

    Ma ecco le regole della grammatica italiana per capire come (e quando) si scrive ce ne, ce n’è, ce n’erano e ce ne sono.

    Intanto, una breve distinzione tra:

    - ce ne: dove ‘ce‘ è la forma antica del pronome ‘ci‘ e può sostituire il pronome personale ‘a noi‘; mentre ‘ne‘, è una particella pronominale che può assumere diversi significati (è, cioè, un rafforzativo, da non confondere però con la negazione )

    Esempi:

    - Non ce ne importa niente (ce= a noi)

    - Guarda le matite sul tavolo, ce ne sono di diversi colori (dove ‘ce‘ corrisponde ad un luogo specifico, ovvero ‘sul tavolo‘ e ‘ne‘ ad un complemento di specificazione, ovvero ‘di queste matite‘)

    - ce n’è: che è, invece, la forma contratta di ‘ce ne è’ (per una questione di pronuncia, si toglie la ‘e’ di ‘ne’ e si mette l’apostrofo), corrisponde alla terza persona singolare dell’indicativo presente del verbo esserci e si riferisce a qualcosa di specifico.

    Esempi:

    - Ce n’è per tutti

    - Guarda quei fiori, ce ne sono di tanti colori

    - Di bei quadri ce n’erano parecchi

    LEGGI ANCHE: I 10 ERRORI PIU’ COMUNI DELLA LINGUA ITALIANA

    Quindi, ricapitolando, per capire come si scrive ce ne, ce n’è, ce n’erano, ce n’è per tutti, è bene concentrarsi su una piccola distinzione:

    - ce ne, è la combinazione di due particelle pronominali, ce (a noi) e ne (di quello): Ce ne ha dati parecchi (A noi ha dato parecchio di quelle cose)

    - ce n’è, è la forma, con elisione della ‘e’, di ce ne è: Ce n’è parecchio per domani (Di questa cosa domani c’è parecchio)

    Se persiste ancora qualche dubbio su come si scrive ce ne, ce n’è, ce n’erano e ce n’è per tutti, basta sostituire alla ‘e’ il verbo essere: se la frase, pur suonando male, ha senso vuol dire che bisogna inserire il verbo coniugato:

    - C(essere) ne parecchio per domani – errata

    - Ce n(essere) parecchio per domani – corretta

    ‘Per fugare possibili dubbi sulla grafia di ce n’è – consiglia, infine, l’Accademia della Crusca – può essere utile cambiare persona, tempo o modo dell’espressione: ce ne sono, ce n’era(no) o ce ne sia(no) aiutano a chiarirne il vero valore e significato’.