Perché si dice ‘partenopei’? Significato del termine attribuito alla città di Napoli

Sinonimo per eccellenza di napoletano è una parola carica di fascino e suggestione, e risale all'antico mito di Parthenope

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    Perché si dice ‘partenopei’? Significato del termine attribuito alla città di Napoli

    E’ l’aggettivo per eccellenza che definisce i napoletani: ma sapete perché si dice ‘partenopei’? L’etimologia di questo termine, attribuito alla città di Napoli, ha un’origine molto antica: risale, infatti, al latino parthenopeius che deriva, a sua volta, dal greco Παρϑενόπη (‘partenope’ ovvero ‘vergine‘) e, oltre a definire i nativi e gli abitanti della città del Vesuvio, si usa per enfatizzare certi tipi di contesti, come la tradizione o la musica partenopea, o particolari zone geografiche, ad esempio il Golfo di Napoli, con le splendide isole di Procida, Ischia e Capri. Ma l’origine del perché si dice ‘partenopei’ è legata a diverse leggende, tutte che richiamano il mito di Parthenope. Volete saperne di più? Continuate a leggere.

    Diventato ormai sinonimo di napoletano, ‘partenopeo‘ è un termine il cui significato porta con sé fascino e suggestione, mentre l’origine, come spesso accade, è confusa tra storia, mito e leggenda. Per capire il perché si dice ‘partenopei’, infatti, bisogna guardare alla mitologia greca e, in particolare, alla figura di Parthenope, leggendaria fondatrice del capoluogo campano, il cui corpo, secondo la tradizione, si trova a Castel dell’Ovo, tra i monumenti più famosi del Golfo di Napoli. Ma chi era questa donna? E qual è il motivo che spiega il perché si dice ‘partenopei’?

    Il mito di Parthenope

    Secondo la tradizione Parthenope era una sirena talmente bella da poter competere perfino con Venere. Il suo canto ammaliava i naviganti i quali, sedotti da quel suono, perdevano la rotta trovando la morte. Tranne Ulisse che, come narra Omero nell’Odissea, evitò il pericolo grazie alla sua astuzia: legato ad un albero della nave, ascoltò quel canto melodioso senza cedere alla lusinga della sirena. La quale, non sopportando – sconvolta – il rifiuto, si suicidò schiantandosi sugli scogli. Le onde trascinarono il suo corpo dove oggi sorge Castel dell’Ovo e, scoperto dai pescatori del luogo, fu venerato come fosse di una dea. Non solo. Giunto nei pressi dell’isolotto, si dissolse dando forma a tutto il territorio consacrando così Parthenope ad immortale protettrice di quei luoghi.

    Il perché si dice ‘partenopei’, però, è legato anche ad un’altra leggenda, quella di una giovane fanciulla greca – Parthenope – che viveva in un villaggio affacciato sul mar Jonio. Dotata di grande fantasia, trascorreva delle ore a fantasticare davanti al mare e amava, ricambiata, il giovane Cibele. Ostacolati dal padre di lei, i due decisero di fuggire verso il Mediterraneo trovando una terra splendida e accogliente (l’odierno Golfo di Napoli) perfetta per viverci per sempre. La bellezza di questi luoghi divenne, ben presto, famosa un po’ ovunque, tanto che diverse popolazioni – egizi, greci, fenici – cominciarono pian piano a popolarla. Fu costruita una città, florida e pacifica, e Parthenope, da cui il posto prese il nome, ne divenne l’incontrastata Signora.

    Ragionando sul perché si dice ‘partenopei’, infine, è bene accennare brevemente anche all’antica città di Parthenope che si trovava, tra i centri più importanti della Magna Grecia, tra il Vesuvio e i Campi Flegrei. Il nome, che deriva dal greco e significa ‘verginale’, fu scelto in onore di una delle sirene adorate in Magna Grecia. Furono i Cumani a fondare la città che fu successivamente rifondata col nome di Neapolis (‘città nuova’) da cui, evidentemente, l’odierno ‘Napoli‘.