I fantasmi di Portopalo, dal libro alla fiction con Beppe Fiorello

Il volume, pubblicato per la prima volta nel 2001, è la ricostruzione del drammatico naufragio che portò alla morte, nel '96, di 300 clandestini

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    I fantasmi di Portopalo è il libro che ha ispirato l’omonima fiction con Beppe Fiorello, andata in onda su Rai 1 il 20 ed il 21 febbraio 2017. Il volume è frutto di un’inchiesta condotta da Giovanni Maria Bellu, giornalista ed inviato di Repubblica che, per primo, tentò di far luce su una delle vicende più drammatiche consumatesi nelle acque del Mediterraneo: il naufragio di 300 clandestini che, la notte di Natale del ’96, perirono miseramente nel tentativo di sbarcare sulle coste italiane. La ‘carretta di mare’ che li trasportava, infatti, s’inabissò misteriosamente e, nonostante le testimonianze dei superstiti, furono in molti (autorità in primis) a negare la tragedia – non c’era traccia, infatti, dei corpi delle ‘presunte’ vittime. Il libro, pubblicato nel 2004 da Mondadori, è stato riproposto recentemente dalla stessa Casa Editrice, per riportare l’attenzione su un drammatico fatto di cronaca, passato alla storia come il ‘naufragio dei misteri‘.

    I fantasmi di Portopalo, il libro- inchiesta firmato Giovanni Maria Bellu (da cui è stata liberamente tratta la fiction tv con Beppe Fiorello) ricostruisce la drammatica vicenda che, nel ’96, costò la vita a quasi 300 clandestini. Nella notte tra il 25 ed il 26 dicembre di quell’anno, infatti, una delle tante carrette di mare (denominata F-174) che, ancora oggi, fanno la spola tra Africa, Medio Oriente ed Europa, calò misteriosamente a picco causando la morte di 283 giovani uomini, tra indiani, pakistani e di etnia Tamil.

    Come spesso accade la verità fu a lungo tenuta nascosta perché – sostenevano le autorità – non vi erano tracce di corpi di vittime e le testimonianze di chi quel naufragio lo aveva vissuto, erano pertanto da considerarsi inattendibili.

    I fantasmi di Portopalo. Natale 1996: la morte di 300 clandestini e il silenzio dell'Italia

    In quella drammatica notte si consumò, dunque, il più grande naufragio nel Mediterraneo dalla Seconda Guerra Mondiale ad oggi: nel tentativo di raggiungere l’Italia, ed il sogno di una vita migliore, centinaia di migranti persero la vita nel canale di Sicilia, e ai tanti superstiti abbandonati dai trafficanti, non venne – purtroppo – dato alcun credito. Per diversi anni, la vicenda rimase ‘nascosta’, fino a quando qualcuno decise di parlare.

    Era il 2001 e Giovanni Maria Bellu, che lavorava al tempo sui grandi misteri italiani, fu contattato da un pescatore, un certo Salvo Lupo, il quale gli rivelò che i cadaveri dei migranti, i fantasmi di Portopalo, erano stati ritrovati da tempo: erano decine, centinaia, ma per timore che le indagini potessero chiudere lo spazio di pesca, erano stati tenuti nascosti. Non solo.

    Una tragedia negata

    Furono tante le motivazioni che spinsero le autorità locali prima, e quelle italiane dopo, a negare, di fatto, il naufragio: la comunità di Portopalo viveva, infatti, essenzialmente di pesca e denunciare una simile tragedia avrebbe portato non solo ad una drastica riduzione delle attività ma anche ad una perdita economica inquantificabile; allo stesso modo, se quell’immane vicenda fosse finita sui giornali, i Paesi dell’Unione Europea avrebbero avuto ragione nel guardare con sospetto all’Italia, ai suoi ‘confini colabrodo‘ e alla possibilità, concessa ai migranti, di vagare liberamente per lo Stato e, di conseguenza, per tutta Europa. E questo, naturalmente, non poteva accadere.

    I fantasmi di Portopalo, sia il libro che la fiction tv, ricostruiscono questa vergognosa vicenda, dalla notte del naufragio al ritrovamento, nel 2001, del relitto. Il quale, circondato dai ‘suoi’ cadaveri, giace ancora lì, nonostante svariati appelli (anche, all’epoca, di ben quattro premi Nobel: Dario Fo, Renato Dulbecco, Rita Levi Montalcini e Carlo Rubbia), denunce e inchieste condotte. A vent’anni di distanza, e con decine di migliaia di altre vittime, i fantasmi di Portopalo (ormai ‘i fantasmi d’Europa’, scrive Bellu nel libro) sono ancora là, quasi a far da monito nel comprendere la verità su questa orribile vicenda.

    I fantasmi di Portopalo, la fiction con Beppe Fiorello

    I fantasmi di Portopalo, la fiction tv andata in onda con successo su Rai 1, è stata fortemente voluta dal suo principale protagonista, Beppe Fiorello che, oltre a vestire i panni di Salvo Lupo, ha scritto sia il soggetto che la sceneggiatura. ‘I fantasmi di Portopalo, ha spiegato l’attore, non solo è un film di impegno civile, ma racconta con chiarezza che la società civile è la vera politica del paese’. La miniserie, per la realizzazione della quale Fiorello ha insistito fin dalla prima uscita del libro (‘ebbe subito l’idea di farne un film, ha raccontato Giovanni Maria Bellu, e non ha mai mollato la presa, mostrando una determinazione e una motivazione civile incredibili’) porta la firma alla regia di Alessandro Angelini e vanta, tra gli interpreti, Giuseppe Battiston, nel ruolo di Bellu, e Roberta Caronia, in quello di Lucia, la moglie di Salvo Lupo.