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Charles Schulz, biografia e frasi famose dell’inventore dei Peanuts

Charles Schulz, biografia e frasi famose dell’inventore dei Peanuts

In occasione dell'anniversario della morte, un omaggio di NanoPress al geniale fumettista statunitense

da in Cultura, Fumetti
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    E’ universalmente riconosciuto come uno dei fumettisti più geniali del XX secolo, Charles Schulz, di cui vorremmo proporvi la biografia e alcune delle sue frasi più famose. Scomparso diciassette anni fa – era il 12 febbraio del 2000 – Schulz è stato il creatore di una serie di personaggi unici, i Peanuts, diventati, nel corso degli anni, un vero e proprio fenomeno cult. Oggetto di studio di sociologi e letterati, Linus e amici hanno rappresentato, con le loro avventure, una sorta di società in miniatura, un piccolo mondo composto da bambini con la capacità di analizzare i piccoli e i grandi problemi che affliggono l’esistenza.

    In parte autobiografici – per Snoopy, ad esempio, Schulz si ispirò ai due cani che la sua famiglia accolse tra il ’28 e il ’37, mentre la famosa ‘ragazzina dai capelli rossi’ rappresentava, in realtà, una sua vecchia fiamma e Charlie Brown in qualche modo se stesso – i Peanuts sono comparsi sulla carta stampata, tra fumetti e libri, ma anche in cartoni animati, film e oggetti di vario genere; sono stati i protagonisti di tante campagne pubblicitarie, hanno dato voce alle proteste della gente e sono stati tra i personaggi dei fumetti più ‘cantati‘ e rappresentati a teatro.
    In occasione dei diciassette anni dalla morte di Charles Schultz, ecco dunque la biografia e alcune delle frasi più famose del papà dei Peanuts, peraltro l’unico, tra i grandi fumettisti, a scrivere e a disegnare da solo ognuna delle quasi 18mila strisce dedicate ai suoi personaggi.

    Nato a Minneapolis il 26 novembre del ’22, Charles Monroe Schulz dimostra, fin da bambino, una grande passione per il disegno. Dopo il diploma, ed una breve esperienza bellica nel ’45 in Francia, viene assunto come insegnante in una scuola di disegno per corrispondenza, la Art Instruction School, dove trova ispirazione per alcuni dei suoi personaggi più noti: proprio qui, infatti, conosce (innamorandosene) una certa Donna World, collega addetta alla contabilità da cui prenderà spunto per il grande amore (non corrisposto) di Charlie Brown, la famosa ‘ragazzina dai capelli rossi‘.

    Con non poca fatica, ma con molta determinazione, approda, alla fine degli anni Quaranta, alla carta stampata pubblicando, sul giornale di St. Paul – il St. Paul Pioneer Press – la sua prima serie di vignette, la Li’l Folks, considerata a pieno titolo la ‘versione embrionale’ dei Peanuts. Qualche tempo dopo, esattamente nel ’50, Schulz raccoglie i suoi lavori e li manda, con successo, alla United Features Syndicate che, il 2 ottobre di quell’anno, pubblica ufficialmente la prima striscia dei Peanuts. Il riscontro è travolgente e i personaggi di Snoopy, Linus e Charlie Brown, ispirati tutti al mondo del loro inventore, diventano in breve tra i personaggi più amati dei fumetti. In particolare Charlie Brown, forse per via della tenerezza che suscita, o forse perché è il leader della peggiore squadra di baseball; o Linus, il ‘filosofo’ che ha sempre una buona parola per tutti, e Snoopy, il beagle più amato del mondo che, in compagnia del suo amico Woodstock, cerca di scrivere il grande romanzo americano.

    Forse non tutti sanno che Peanuts (letteralmente noccioline, ma anche sciocchezze, quisquilie) fu il nome imposto dal Syndicate ai personaggi di Schulz: l’intento era di sottolinearne la velocità, e l’insaziabilità, nella lettura ma l’appellativo non piacque mai al suo autore, anzi. Schulz lo definì il peggiore mai trovato per una striscia di fumetti ma, fortunatamente, il tempo gli diede subito torto: Snoopy, Linus, Woodstock, Lucy e Charlie Brown conquistarono immediatamente i quotidiani (e l’immaginario collettivo) di tutto il mondo, traducendo in fumetti i problemi più o meno grandi dell’uomo, raccontati attraverso lo sguardo spassionato – ma profondo – dei bambini.

    Charles Schulz muore il 12 febbraio del 2000 a Santa Rosa, in California, a causa di un attacco cardiaco. Poco tempo prima, nel dicembre del ’99, aveva annunciato il suo ritiro dal mondo del fumetto e, nel pieno rispetto delle sue volontà, nessuno ha mai più pubblicato una strip con protagonisti i suoi personaggi.

    In omaggio al celebre fumettista, vorremmo proporvi qualcuna delle sue frasi più famose, a cominciare dalle parole pubblicate nella sua ultima striscia (il giorno dopo la sua scomparsa) in cui si congeda dai suoi lettori:

    ‘Cari amici, ho avuto la fortuna di disegnare Charlie Brown e i suoi amici per quasi cinquant’anni. È stata la realizzazione del sogno che avevo fin da bambino. Purtroppo, però, ora non sono più in grado di mantenere il ritmo di lavoro richiesto da una striscia quotidiana. La mia famiglia non desidera che i Peanuts siano disegnati da qualcun altro, quindi annuncio il mio ritiro dall’attività. Sono grato per la lealtà dei miei collaboratori e per la meravigliosa amicizia e l’affetto espressi dai lettori della mia “striscia” in tutti questi anni. Charlie Brown, Snoopy, Linus, Lucy… non potrò mai dimenticarli.’

    ‘La vita è come una granatina, bisogna saperla sorbire’
    (Charlie Brown, 1971)

    ‘A volte, se sei depresso, non vorresti fare niente. Tutto quel che vuoi fare è appoggiare la testa al braccio, e guardare nel vuoto. A volte puoi andare avanti così per ore. Se sei eccezionalmente depresso, devi perfino cambiare braccio’.
    (Charlie Brown, 1980)

    ‘Non mi va di affrontare i problemi di petto. Penso che il modo migliore per risolvere i problemi sia evitarli. Questa è una mia filosofia ben definita… Nessun problema è tanto grande o complicato che non gli si possa sfuggire!’
    (Linus, 1973)

    ‘Essere bisbetica tutto il giorno fa venire fame!’
    (Lucy, 1969)

    ‘Un’intera montagna di ricordi non uguaglierà mai una piccola speranza’.
    (Snoopy, 1972)

    ‘Consigli di bellezza. Come sembrare più giovane: non essere nato così presto’.
    (Snoopy, 1982)

    ‘Amore mio, ho fatto tesoro della tua lettera. L’ho letta e riletta. Mi ha reso felicissimo. Solo una cosa mi ha contrariato… Hai sbagliato a scrivere il mio nome’.
    (Snoopy, 1984)

    ‘Lucy: Perché piove sempre quando io voglio fare qualcosa?
    Linus: Veramente non è proprio così, ti sembra soltanto perché adesso sei seccata e ti dimentichi di tutte le belle giornate che abbiamo avuto quando…
    Lucy: PERCHÉ PIOVE SEMPRE QUANDO VOGLIO FARE QUALCOSA?!
    Linus: Sei una persona molto sfortunata…’
    (novembre 1969)

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