Violenza sulle donne: i libri che dovrebbero far riflettere

Violenza sulle donne: i libri che dovrebbero far riflettere

Storie di abusi, di drammi familiari e di morti assurde

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    Violenza sulle donne: i libri che dovrebbero far riflettere

    Attuale più che mai, la violenza sulle donne è uno di quei temi che ritorna più volte nei libri pubblicati negli ultimi anni. Raccontando storie di abusi, di drammi familiari e di morti assurde, l’argomento ‘femminicidio‘ è tra i più affrontati nella letteratura contemporanea mondiale, sebbene il fenomeno non sia affatto nuovo, anzi. Derivazione contorta e pericolosa dell’atavica convinzione per cui l’uomo, in quanto ‘più forte’, è autorizzato a sopraffare la propria compagna, il femminicidio è attualmente una delle cause di morte più diffuse nella società contemporanea. Il più delle volte, tragico epilogo di storie in cui la donna rifiuta di continuare la propria relazione sentimentale.

    La letteratura, come dicevamo, negli ultimi tempi si è arricchita moltissimo su quest’argomento, complici, purtroppo, i tanti casi di violenza che ogni anno, non solo in Italia, vengono consumati ai danni di mogli, amanti o semplici conoscenti. Dai saggi che studiano il fenomeno dal punto di vista psicologico e sociale, ai libri-inchiesta che raccolgono le testimonianze di chi ha subito violenza, i libri sul femminicidio dovrebbero, in primo luogo, far riflettere sulla pericolosità di un certo tipo di mentalità. Che, se portata all’estremo, può causare danni irreparabili per il destino di tante donne costrette a subire la prepotenza del maschio-padrone. La violenza sulle donne è il tema principale anche di tanti bei romanzi che, discostandosi dall’intento di fornire una spiegazione al fenomeno, offrono un ottimo spunto di riflessione ed arricchiscono, umanamente, chi legge. Noi vi consigliamo qualche titolo, fermo restando che la scelta è, come sempre, assolutamente soggettiva.

    Scritto da Lucia Annibali, l’avvocatessa di Urbino che nel 2013 venne sfregiata volutamente con l’acido, e dalla giornalista del Corriere della Sera Giusi Fasano, il libro ripercorre il calvario della giovane donna, dall’inizio della tormentata relazione col collega Luca Varani (che assolderà due albanesi per aggredirla) fino al processo che condannerà l’uomo per tentato omicidio. Il volume, che ha ispirato la fiction tv con Cristiana Capotondi nel ruolo di protagonista, è il racconto intenso e a tratti anche ironico, dell’aggressione, del dolore dovuto ai tanti interventi subiti ma soprattutto della rinascita di questa donna, diventata ormai un simbolo della lotta contro la violenza, per la sua tenacia, per la determinazione e, soprattutto, per il coraggio che ha avuto, fin da subito, di mostrare il suo volto.

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    Io ci sono. La mia storia di «non» amore

    Edito da Feltrinelli, il libro parte dall’esperienza dell’avvocato inglese Patricia Scotland per descrivere come lo Stato sia in grado di intervenire per arginare le vittime della violenza familiare. Con la creazione della Global Foundation for the Elimination of Domestic Violence (Edv), la Scotland, infatti, ha messo in atto un programma semplice ed efficace che ha coinvolto diverse donne a rischio violenza insieme alle aziende in cui lavoravano, contribuendo a diminuire sensibilmente il fenomeno in Inghilterra. Il libro della Hornby si propone di creare il medesimo sistema anche in Italia, regalando al lettore il racconto di vicende che affiorano dalla memoria insieme ai casi affrontati come avvocato. Il risultato è una rappresentazione articolata e vivissima del segreto che spesso si nasconde dentro le mura domestiche.

    Il male che si deve raccontare per cancellare la violenza domestica

    Scritto dalle autrici del blog de Il Corriere della Sera ‘La 27esima ora‘, il volume, pubblicato da Marsilio Editori, raccoglie le storie di 20 donne esasperate dai soprusi quotidiani subiti dai compagni, dagli amanti o dai mariti. Storie di botte, stupri e crudeli gelosie che svelano le dinamiche ‘malate’ di molte coppie, nell’alternarsi continuo di violenza e ‘pentimenti’ del partner e nella convinzione che tutto questo sia ‘normale’. Fino a quando succede qualcosa per cui le donne comprendono che così non si può andare avanti.

    Questo non è amore. Venti storie raccontano la violenza domestica sulle donne (Gli specchi) di La 27esima ora (2013) Tapa blanda

    Protagonista del libro è la bellissima Mila Zago, cacciatrice di taglie per un’agenzia segreta, entrata nell’immaginario collettivo grazie ad altri due romanzi dello stesso autore. Qui la donna-sicario si ritrova a far giustizia in nome di altre due donne, vittime di sopraffazione e di violenza: una giovane, il cui cadavere malridotto viene ritrovato in un bosco del Trentino, e Laura Giozzet, candidata a premier, ridotta in fin di vita da qualcuno che non ci sta nel consegnare il potere ad una donna. Incaricata di catturare l’autore dei due feroci massacri, Mila si scontrerà con politici corrotti, sette sataniche e chitarristi hard rock, combattendo, con i suoi metodi tutt’altro che docili, contro ogni forma di sopruso.

    Regina nera. La giustizia di Mila

    Pubblicato lo scorso anno per la collana Idòla di Laterza, il libro si pone a metà strada tra inchiesta giornalistica e riflessione letteraria. Attraverso cronache, immagini, significati e contaminazioni tratte dalla musica e dal cinema, le due autrici descrivono il fenomeno femminicidio, sostenendo che esso non deriva solo da un particolare status sociale o di arretratezza culturale, poiché, nella maggior parte dei casi, le donne vittime di brutale violenza sono quelle che dicono di ‘no’, quelle cioè che impongono un loro rifiuto. In questo senso il femminicidio è la risposta più drammatica e violenta alla libertà femminile. Bisogna saperne parlare, però, dando la giusta importanza alle parole utilizzate e chiamando per nome quello che realmente succede: uccidere per amore è falso, poichè chi maltratta, violenta e uccide non ama.

    «L'ho uccisa perché l'amavo». Falso!

    Nato come progetto teatrale sul femminicidio, scritto e diretto da Serena Dandini, dal gennaio del 2013 Ferite a morte è anche nelle librerie edito da Rizzoli. Il libro raccoglie tutti i testi destinati al palcoscenico – un’antologia di monologhi che riprende quella di Spoon River di Edgar Lee Master – per realizzare i quali l’autrice, in collaborazione con Maura Misiti, ha attinto dai testi di cronaca che raccontano di donne che hanno perso la vita per mano di un marito, di un ex, di un compagno o di un qualsiasi uomo di famiglia. ‘Sono mogli, sorelle, figlie, fidanzate, ex fidanzate che non sono state ai patti, ha spiegato la Dandini, che sono uscite dal solco delle regole assegnate dalla società, e che hanno pagato con la vita questa disubbidienza‘. Un libro intenso ed emozionante, che dà voce a chi da viva non poteva parlare e vuole infondere coraggio a chi ancora può uscire dall’incubo di una violenza mascherata da amore.

    Ferite a morte

    Concludiamo la nostra breve rassegna di titoli letterari che hanno come tema il femminicidio, con il libro scritto a quattro mani da Giulia Bongiorno e Michelle Hunziker. Incontratesi per la prima volta quando la showgirl era vittima di uno stalker, le due hanno intrapreso una battaglia a favore delle donne maltrattate dando vita a Doppia Difesa, una fondazione che aiuta, in primis, le vittime di abusi ad uscire dal silenzio. Con la scusa dell’amore, in libreria dall’ottobre del 2013 per Longanesi, è un libro testimonianza che racconta, a partire dalle esperienze personali delle due autrici, le storie di alcune vittime assistite e difese grazie alla Fondazione, mettendo in luce i limiti di una società in cui ‘le donne faticano a credere in se stesse e parole come “stalking” e “femminicidio” sono tristemente all’ordine del giorno‘. Per questo motivo è necessario rieducare civilmente ed intellettualmente le famiglie, perché solo cambiando i comportamenti di ciascuno è possibile cambiare la società. Assistiti dalla legge, ovviamente.

    Con la scusa dell'amore

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