Fai bei sogni, dal libro di Massimo Gramellini al film

Fai bei sogni, dal libro di Massimo Gramellini al film

La trama, autobiografica, ha ispirato la pellicola di Marco Bellocchio nelle sale dal 10 novembre 2016

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    Fai bei sogni, dal libro di Massimo Gramellini al film

    Fai bei sogni, il libro bestseller di Massimo Gramellini è diventato un film, nelle sale da giovedì 10 novembre, per la regia di Marco Bellocchio. Pubblicato nel 2012 per Longanesi, il romanzo riscosse, a suo tempo, parecchio successo, balzando in cima alle classifiche di vendite ove è rimasto per diverse settimane. La storia racconta come si affronta, accettandolo, uno dei dolori più grandi che possano capitare ad un essere umano, la perdita di un genitore, ed è ispirato alle vicende personali dell’autore rimasto orfano di mamma all’età di nove anni.

    Tornato in auge grazie all’omonimo film di Marco Bellocchio – interpretato da Valerio Mastrandrea, Berenice Bejo, Fabrizio Gifuni e Barbara RonchiFai bei sogni è il bestseller di Massimo Gramellini in cui il giornalista e volto noto di Che tempo che fa (nonché autore, lo ricordiamo, di un altro fortunato romanzo, Avrò cura di te, scritto a quattro mani con Chiara Gamberale) racconta in che modo ha vissuto (e vive tuttora) la scomparsa della madre. Una perdita drammatica che ha segnato tutta la sua vita, in cui non sono mancati solitudine, inadeguatezza e senso di abbandono.

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    La vicenda, che inizia al presente, è raccontata come un lungo flashback che parte dal dicembre del ’69. E’ la mattina del 31 e Massimo, nove anni, si sveglia e trova nel corridoio suo padre sconvolto: Giuseppina, la moglie, non c’è più, è stata colpita da un infarto, ma il piccolo, ignaro dell’accaduto, viene mandato a casa dei vicini fino a quando – non senza difficoltà – un giovane sacerdote gli spiega come sono andate le cose. E’ difficile per Massimo accettare la verità – è convinto che la mamma prima o poi possa tornare – ma riprende la sua vita e cresce segnato da quel vuoto.

    Nonostante le difficoltà, le delusioni affettive e qualche amore sbagliato, Massimo lavora e si afferma come giornalista: nel ’93 è inviato di guerra a Sarajevo e qui, complice un incontro con un orfano, Salem, ripensa alla perdita, grave, che ha subito da bambino. La ferita non si è mai rimarginata e forse è il caso di raccontarla. E così, a quarant’anni, Massimo scopre una drammatica verità: la madre, affetta da cancro, è morta suicida.
    Solo a questo punto riesce a focalizzare (metabolizzandola) quella mancanza che ha segnato tutta la sua esistenza, perdonando la madre per quel gesto estremo e accettando, finalmente, la realtà.

    Fai bei sogni è dunque un libro sulla verità, sul timore di conoscerla e sulla possibilità (liberatoria) di poterla accettare. Con la sua solita delicatezza, Massimo Gramellini racconta un’esperienza intima molto dolorosa, ricordandoci come, proprio attraverso una grande sofferenza, sia possibile buttarsi tutto alle spalle, affrontare i propri limiti e, soprattutto, ritrovare la fiducia in se stessi.

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