Morto Dario Fo, addio al Premio Nobel: l’attore aveva 90 anni

Morto Dario Fo, addio al Premio Nobel: l’attore aveva 90 anni
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    E’ Morto Dario Fo. Il Premio Nobel per la Letteratura 1997 è scomparso giovedì 13 ottobre 2016 in seguito alle complicazioni sopraggiunte per una bronchite. Aveva novant’anni. Tra gli artisti più poliedrici e innovativi della cultura italiana, Dario Fo ha partecipato all’edizione 2016 del Salone del Libro di Torino durante la quale, in collegamento streaming a causa delle cattive condizioni di salute, ha parlato del libro Dario e Dio, scritto in collaborazione con la giornalista Giuseppina Manin. A settembre era tornato nuovamente in libreria con Darwin. Ma siamo scimmie da parte di padre o di madre?, libro edito da Chiarelettere dedicato al padre dell’evoluzionismo.

    Il mondo della cultura piange la scomparsa di Dario Fo, morto il 13 ottobre 2016 a Milano. Grande innovatore del teatro moderno e tra i personaggi più illustri della letteratura contemporanea. Autore di opere straordinarie (Mistero buffo in primis in cui racconta, attraverso una serie di monologhi, episodi e storie di argomento biblico), di frasi e di libri, ha preso parte, durante la sua lunga carriera artistica, anche a diversi programmi televisivi e radiofonici, portando ovunque la sua originalissima verve narrativa che mescola tradizione, umorismo e satira politica.

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    Dario Fo è morto, il ‘giullare moderno‘, come lui stesso amava definirsi, era nato a Sangiano, in provincia di Varese, il 24 marzo del 1926. Tra gli attori italiani più grandi del Novecento – le sue opere sono ancora oggi tra le più rappresentate – debutta sulla scena agli inizi degli anni Cinquanta, facendosi conoscere al grande pubblico con lo spettacolo di rivista Un dito nell’occhio. E’ grazie a questa rappresentazione che Fo svela quel lato comico e satirico che caratterizzerà tutta la sua produzione artistica, ponendosi come artista schierato politicamente, con quel suo modo graffiante di analizzare (e criticare) la società.

    In quegli anni, esattamente nel 1954, sposa l’attrice Franca Rame, compagna di vita e di scena con la quale crea un tipo nuovo di comicità, in cui satira e ironia politica la fanno da padrone.

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    L’arte di Dario Fo si concentra però su quello considerato il suo capolavoro, Mistero Buffo, lo spettacolo che lo ha consacrato nell’ambito del teatro mondiale, più volte aggiornato e più volte riportato in scena. Si tratta, come dicevamo, di uno spettacolo unico nel suo genere in cui l’attore, da solo, racconta al pubblico storie di argomento religioso re-inventando l’arte della narrazione attraverso una lingua nuova, il grammelot, che mescola termini dialettali a suoni inventati o senza senso. Non solo. Tra le opere più famose di Dario Fo ricordiamo anche Morte accidentale di un anarchico, del 1970 e Lo santo jullare Francesco, del 1997, che racconta la vita del poverello d’Assisi attraverso i personaggi simbolo del medioevo italiano.

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    Il Medioevo, i giullari, la tradizione dell’antica commedia dell’arte, hanno reso unica, insieme allo stile anticonformista, anticlericale e di profonda critica alle istituzioni politiche e sociali, l’opera di Dario Fo, al quale è stato conferito, nel 1997, il Premio Nobel per la Letteratura. Non senza qualche polemica, viene da aggiungere, visto che le reazioni della cultura italiana dell’epoca furono piuttosto glaciali. Ma nessun dubbio da parte dell’Accademia Svedese che assegnò il Premio a Fo ‘perché, seguendo la tradizione dei giullari medievali, dileggia il potere restituendo la dignità agli oppressi‘.

    Artista poliedrico, Dario Fo è morto oggi a Milano in seguito a problemi polmonari. Ma ha lavorato fino all’ultimo, alternando la scrittura, il teatro e l’impegno politico con un’altra delle sue grandi passioni, la pittura. Molte, infatti, le mostre allestite negli ultimi anni in Italia sui dipinti (soprattutto schizzi e disegni) di Dario Fo, un altro modo ancora di fare satira politica, attraverso l’arte e le sue mille sfaccettature.

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