9 cose (più una) che non sai su Dario Fo

9 cose (più una) che non sai su Dario Fo

Gli esordi, le polemiche e la citazione che non ti aspetti del premio Nobel italiano

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    9 cose (più una) che non sai su Dario Fo

    Dario Fo non era solo teatro. Premio Nobel per la Letteratura nel 1997, ultimo italiano a vincere l’ambito premio, era un artista a tutto tondo che ha fatto della comicità e della satira il suo stile di vita e l’arma delle battaglie politiche. Autore, attore, regista è sempre stato considerato uomo di teatro ma la sua verve artistica si è espressa in tanti modi, abbracciando diversi rami del sapere. L’arte come esperienza di vita e strumento di lotta, voce degli oppressi, Fo si è appropriato del titolo umile, e per molti umiliante, di giullare che è stata la sua maschera scenica per l’intera carriera. Tutti lo conoscono legato al teatro e al suo capolavoro, “Mistero Buffo“, ma ci sono altre mille sfumature dell’uomo e dell’artista: ecco le 9 cose (più una) che non sai su Dario Fo.

    1. NON FU SEMPRE DI SINISTRA: Dario Fo è stata la voce della sinistra, l’attore che uscì dai teatri per recitare nelle fabbriche e nelle scuole occupate, ma non è sempre stato di sinistra. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, giovanissimo si arruola nelle fila della Repubblica di Salò, militando nell’esercito fascista proprio mentre la guerra partigiana entrava nel pieno. Il passato nero venne alla luce negli anni Settanta, quando Fo era un militante rosso, scatenando enormi polemiche. Solo negli ultimi anni ha parlato di quella fase della sua vita, spiegando essersi arruolato nell’unico esercito esistente in quanto “italiano” e non fascista, per non essere deportato in Germania come lavoratore o militare di leva.

    2. I FILM, IL TEATRO E LA CENSURA: Tutti conoscono Dario Fo come uomo di teatro eppure la sua carriera inizia in Rai, come attore e autore radiofonico prima e cinematografico poi. Lo troviamo giovanissimo attore e autore nel film di Carlo Lizzani “Lo svitato” (1955) e in “Rascel-Fifì” di Guido Leoni (1957) in cui recita accanto alla moglie, Franca Rame, sposata nel 1954. La coppia prende parte a Canzonissima ma la censura li boccia talmente tante volte che i due preferiscono lasciare la tv e puntare sul teatro: torneranno sugli schermi televisivi dopo 20 anni di esilio.

    3. PAROLIERE DA HIT PARADE: L’arma di Dario Fo era la parola, declinata in ogni sua forma, anche in musica. Fo è stato infatti autore di canzoni da hit parade, scritte in particolare per il suo amico Enzo Jannacci: a lui si devono brani icona come “Ho visto un re” e “Vengo anch’io”. La collaborazione tra i due non si ferma al solo testo-musica: uno scrive per l’altro e viceversa. Nel 1965 insieme scrivono “22 canzoni“, recital storico che riscuote un grande successo e da cui viene tratto uno dei primi dischi dal vivo italiano, “Enzo Jannacci in teatro”. Nello spettacolo Jannacci interpreta anche canzoni già interpretate da Fo come “Aveva un taxi nero” (dallo spettacolo “I sani da legare”, del 1954) e “Il foruncolo” (presentata a “Canzonissima” del 1962). Fo finì anche nella hit parade dei 45 giri nel 1978 con la sigla del programma “Il teatro di Dario Fo” dal titolo “Ma che aspettate a batterci le mani?“.

    4. IL PREMIO NOBEL E IL CARTELLO IN AUTO: Dario Fo ha vinto il premio Nobel per la Letteratura nel 1997 ma era nella rosa dei possibili vincitori già nel 1975. Ogni anno il suo nome era tra i papabili ma alla fine veniva sempre preferito qualcun altro tanto che ormai non ci credeva più. Quando arrivò l’annuncio, lo scrittore era in auto con Ambra Angiolini per registrare il programma on the road “Milano-Roma” e da un’auto di fianco lesse un cartello attaccato al finestrino con la scritta “Hai vinto il Nobel”. “Non ne parlavo per scaramanzia. Incredibile, è da vent’anni che sono in lizza per il Nobel, non immaginavo assolutamente“, è stata la sua prima reazione.

    5. I SOLDI DEL PREMIO NOBEL E LA TRUFFA: Ricevuto il premio e il cospicuo assegno, Dario Fo e Franca Rame decidono di aprire un conto corrente per usare il denaro in opere di beneficenza dirette ai disabili e alle loro famiglie. Il conto viene chiamato “Il Nobel dei disabili“, ma dopo qualche tempo iniziano i primi sospetti: qualcuno stava usando quei soldi per cose molto diverse da quanto loro avevano stabilito. I sospetti si trasformano in realtà con le indagini della Procura che portano alla scoperta della truffa messa in atto dal loro commercialista di fiducia.

    6. NIENTE USA: Nel 1980 Dario Fo e Franca Rame organizzano una tournée negli USA: le opere della coppia sono tra le più studiate nelle Università americane, ma gli Stati Uniti negano il visto perché ritenuti vicini agli ambienti della sinistra eversiva.

    Tutti i maggiori intellettuali americani si schierano con il duo italiano, le più grandi testate sottolineano che, a parte l’associazione Soccorso Rosso, nessuno dei due fu mai iscritto al PCI, mentre alcuni giornali italiani lo attaccano, scatenando la sorpresa dei colleghi oltreoceano.

    7. IL PITTORE: Dario Fo è anche un pittore, anzi lo è sempre stato. Dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti di Brera, ha usato la sua “mania” per il disegno per dar vita a idee teatrali, creando scenografie e costumi anche per le rappresentazioni liriche di cui ha firmato la regia nel corso della sua vita. In un’intervista dello scorso ottobre a Stilearte.it, indicò in circa ventimila pezzi la sua produzione.

    8. SLOW FOOD: Non solo arte e teatro ma anche cibo. È infatti tra i padri fondatori di Slow Food, il movimento di cultura e di riscoperta dei valori del cibo e della nutrizione: a firmare il primo manifesto, comparso nella newsletter Rosmarino nel novembre 1987, in cui si legge per la prima volta l’espressione Slow Food c’è anche lui, oltre a Folco Portinari, Carlo Petrini, Stefano Bonilli, Valentino Parlato, Gerardo Chiaromonte, Francesco Guccini, Gina Lagorio, Enrico Menduni, Antonio Porta, Ermete Realacci, Gianni Sassi e Sergio Staino.

    9. ROCK ‘N’ FO: Prima del passaggio al M5S, Dario Fo ha avuto una certa fortuna nell’area del centro sinistra quando era riunito sotto l’Unione, tanto da partecipare alle primarie del gennaio 2006 per la scelta del candidato sindaco di Milano, arrivando secondo con il 23,3% dietro a Bruno Ferrante. La sua campagna per le primarie è raccontata dal documentario “Io non sono un moderato” di Andrea Nobile. Alle elezioni si presenta come candidato sindaco con una sua lista civica “Uniti per Fo”: il 26 aprile 2006 viene organizzato il Rock ‘n’ Fo, spettacolo di musica a sostegno della sua candidatura. Alle elezioni, poi vinte da Letizia Moratti, ottiene il 2,12% dei consensi, quanto basta per essere eletto consigliere comunale: rinuncerà al primo giorno per poter proseguire nel suo lavoro artistico.

    10. DARIO FO IN GIALLO: Il premio Nobel viene anche citato nella serie animata cult dei Simpsons, precisamente nell’episodio “Accordi di Bifolchi” (“Yokel Chords” in originale) della 18esima stagione, quando uno dei figli di Spucker, alias il Bifolco di Springfield, confronta Jim Carrey con Dario Fo.

    Dario Fo

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