Elena Ferrante è Anita Raja? Un’inchiesta svela l’identità della scrittrice

Elena Ferrante è Anita Raja? Un’inchiesta svela l’identità della scrittrice

La misteriosa autrice de L'amica geniale sarebbe la moglie dello scrittore Domenico Starnone

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    Elena Ferrante è Anita Raja? Un’inchiesta svela l’identità della scrittrice

    Secondo un’inchiesta basata su alcuni documenti finanziari, Elena Ferrante sarebbe Anita Raja, traduttrice dal tedesco e moglie dello scrittore Domenico Starnone. Dopo le svariate ipotesi che si susseguono da tempo – tanti i nomi fatti in passato, da Goffredo Fofi, giornalista e critico cinematografico, agli editori di E/O Sandro Ferri e Sandra Ozzola, da Marcella Marmo, docente di Storia all’Università di Napoli, allo stesso Starnone – questa volta a svelare l’identità della misteriosa scrittrice sarebbero le carte contabili e i guadagni che la stessa Raja avrebbe percepito da E/O, la Casa Editrice che pubblica da anni i bestseller firmati Elena Ferrante.

    Svelata, finalmente, la vera identità di Elena Ferrante? Secondo un’inchiesta pubblicata ieri, 2 ottobre 2016, dalla Domenica del Sole 24 Ore, sì: dietro l’autrice de L’amica geniale ci sarebbe Anita Raja, traduttrice per E/O e consorte dello scrittore napoletano Domenico Starnone.

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    L’inchiesta, che sta facendo il giro del web suscitando non poche polemiche da parte di chi, tra lettori e scrittori, rivendica l’importanza dell’opera prima che del suo autore, si basa su un’analisi ben precisa, quella cioè dei redditi registrati dalla Casa Editrice E/O e dai compensi che la stessa ha versato ad Anita Raja: l’analisi emersa confermerebbe che sarebbe proprio la traduttrice la principale beneficiaria del successo della Ferrante, visto che, contemporaneamente ai guadagni della E/O, si legge nell’inchiesta, ‘Raja avrebbe ricevuto dei compensi che nel 2014 sono aumentati di quasi il 50%, mentre nel 2015 hanno fatto un ulteriore balzo di oltre il 150 per cento‘.

    Si tratterebbe, in sostanza, dei guadagni ricavati dai diritti d’autore, visto che l’indagine risulta in concomitanza al boom de L’amica geniale. Non solo. ‘Il compenso totale pagato l’anno scorso da Edizioni E/O a Raja, si legge ancora, è arrivato a superare di oltre sette volte il compenso del 2010, quando il successo dei suoi libri era ancora circoscritto all’Italia e ancora non era stato pubblicato il primo volume della tetralogia’.

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    Insomma, a dimostrare che dietro la ‘scrittrice fantasma’ Elena Ferrante si celi un’identità ben precisa, quella cioè di Anita Raja, ci sarebbero prove inconfutabili tra le quali, oltre ai compensi ricevuti, anche visure catastali e contratti immobiliari che la traduttrice avrebbe concluso negli ultimi anni.

    Anita Raja è figlia di un magistrato napoletano, Renato Raja, e di Golda Frieda Petzenbaum, insegnante di tedesco ebrea, sopravvissuta all’Olocausto.

    Non assomiglia per nulla alla figlia di una sarta napoletana di cui la stessa Ferrante parla nella presunta autobiografia dal titolo La frantumaglia, cosa che, secondo l’inchiesta del Sole 24 Ore, spiegherebbe la ‘corrispondenza’ tra la moglie di Starnone e la misteriosa scrittrice.
    Non solo, dunque, le finanze private della traduttrice ma anche prove legate ai nomi e allo stile dei romanzi dell’autrice ‘senza identità’: secondo l’inchiesta, infatti, lo pseudonimo Elena sarebbe stato scelto in ricordo di una zia paterna, Elena Raja, mentre il nome del protagonista della serie, Nino, sarebbe un riferimento a Starnone, familiarmente chiamato con questo diminutivo.
    Un’altra prova, infine, riguarderebbe la scrittrice tedesca (più volte tradotta dalla Raja) Christa Wolf, i cui romanzi avrebbero dei temi in comune con quelli della Ferrante.

    Insomma, ancora una volta la scrittrice italiana senza nome si trova, suo malgrado, al centro di una vicenda che mescola pubblico e privato. Il motivo è la ricerca, quasi ossessiva, di un volto da associare a questo nome, come se fosse necessario per comprenderne poetica e bellezza delle sue opere. ‘Cosa importa chi sia davvero Elena Ferrante?, ha detto a proposito della querelle Erri De Luca, a me come lettore di un autore non interessa l’identità ma l’opera e se si vuole scrivere mantenendo l’anonimato di fronte al pubblico si ha tutto il diritto di farlo’.

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