Scrittori italiani emergenti, i più famosi

Scrittori italiani emergenti, i più famosi

Chi sono i giovani autori più bravi della narrativa italiana

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    Scrittori italiani emergenti, i più famosi

    Chi sono gli scrittori italiani emergenti più famosi, e più bravi, della narrativa contemporanea? Negli ultimi anni c’è stato un boom di giovani autori, nuove penne creative che hanno dimostrato, con le loro opere, di poter competere alla grande con i nomi più autorevoli della letteratura contemporanea. Alcuni sono nomi ormai affermati (vedi Nicola Lagioia, vincitore, con La ferocia, del Premio Strega 2015 o Simona Vinci, fresca trionfatrice del Campiello 2016), altri stanno facendosi strada nell’intricato mondo della narrativa di casa nostra. Varrebbe la pena conoscerli tutti, ma per ovvi motivi di spazio, dobbiamo limitarci a citarne solo qualcuno. Ecco, dunque, brevemente, 5 scrittori emergenti italiani tra i più famosi e, a nostro parere, tra i più bravi, degli ultimi anni.

    Spesso vittime di sciocche generalizzazioni – in molti pensano che gli scrittori emergenti non producano letteratura di qualità e che siano privi di un’adeguata formazione culturale – i nuovi autori italiani, perlomeno quelli più bravi, hanno dimostrato ottime capacità narrative e grande sensibilità nell’affrontare certi temi molto più vicini a questioni sociali ed esistenziali che a beghe da adolescenti che hanno fatto la fortuna di certi romanzi – vedi, ad esempio, Tre metri sopra il cielo o, in tempi più recenti, opere prodotte dalla rete e trasposte poi in versione cartacea.
    Proprio le Case Editrici, in primis Einaudi e minimum fax, nonostante la crisi in cui versa l’Editoria oggi, continuano ad investire parecchio nella ricerca dei nuovi talenti: già dal ’96, con Einaudi Stile Libero, una collana nata in quegli anni e incentrata sulla cultura underground e pop giovanile, si pubblicò, ad esempio, un’antologia di racconti (Gioventù Cannibale) di autori che avrebbero avuto, più tardi, grande successo, da Niccolò Ammaniti a Luisa Brancaccio, solo per citarne due.

    Tornando agli scrittori emergenti italiani più famosi di oggi, oltre ai già citati Nicola Lagioia (direttore, tra l’altro, di Nichel, la collana di minimum fax dedicata alla narrativa italiana) e Simona Vinci, non possiamo non menzionare Alessandro D’Avenia, giovane autore siciliano che fa il suo esordio nel 2010 con il romanzo ‘Bianca come il latte e rossa come il sangue. Il libro, con cui D’Avenia ha ‘rischiato’ di rientrare tra i candidati al Premio Strega 2010, è diventato rapidamente un bestseller internazionale, tanto da ispirare l’omonimo film uscito nelle sale nel 2013 con la regia di Giacomo Campiotti. Altro romanzo di successo è ‘Ciò che inferno non è’, pubblicato nel 2014 da Mondadori e ispirato alla figura di don Pino Puglisi.

    Anche Silvia Avallone è una dei giovani talenti narrativi che varrebbe la pena conoscere meglio. Classe 1984, esordisce nel 2007 con la raccolta di poesieIl libro dei vent’anni‘ con cui vince, sempre quell’anno, il Premio Alfonso Gatto sezione Giovani.

    La consacrazione tra gli scrittori emergenti italiani più bravi, tuttavia, arriva nel 2010 quando, con il romanzo ‘Acciaio‘ – che racconta di due adolescenti che crescono nella realtà operaia della Piombino metallurgica – vince il Premio Campiello Opera Prima, il Premio Flaiano sezione Letteraria ed arriva seconda al Premio Strega 2010. Senza dubbio tra i talenti più originali, la Avallone ha dimostrato – almeno in questo romanzo, tradotto in tantissimi Paesi, e d’ispirazione all’omonimo film con Michele Riondino e Vittoria Puccini – di saper affrontare un tema trito e ritrito come l’adolescenza in maniera originale, ambientando la sua storia in una realtà diversa e poco raccontata come la Piombino ‘ferrosa’ della fabbriche.

    Parlando di scrittori emergenti italiani più famosi e, in questo caso, soprattutto più bravi, è il caso di ricordare anche Alessio Torino, giovane talento sfornato dalla minimum fax e autore di romanzi come ‘Undici Decimi‘ – con cui esordisce, nel 2010, vincendo, l’anno dopo, il Premio Bagutta Opera Prima – ‘Tetano‘, ‘Urbino, Nebraska‘ e ‘Tina‘, uscito nel 2016 sempre per minimum fax. Torino, classe 1975, è considerato uno dei talenti più interessanti attualmente sulla piazza, sia per lo stile scorrevole e, a tratti, secco e incisivo con cui racconta le sue storie, sia per le metafore e per le descrizioni raffinate che impreziosiscono le trame dei suoi romanzi.

    Anche Matteo Nucci è uno degli scrittori emergenti italiani assolutamente da tenere d’occhio. D’impostazione classica – il suo romanzo d’esordio, ‘Sono comuni le cose degli amici‘, deve il titolo ad un detto dell’antica Grecia, più volte citato anche da Platone – ha avuto subito un buon riscontro di critica, rientrando, con il suo libro, tra i cinque finalisti al Premio Strega 2010. Cultore del mondo antico, ha pubblicato, sempre sullo stesso tema, ‘Il toro non sbaglia mai‘, una sorta di romanzo-saggio sulla tauromachia moderna (ovvero, la corrida) e ‘Le lacrime degli eroi‘, anche questo un saggio romanzato con cui ripercorre l’evoluzione della civiltà greca antica messa a confronto con quella di oggi.

    A concludere la nostra breve selezione di scrittori italiani emergenti c’è Giorgio Vasta, palermitano, classe 1970, senz’altro tra gli autori più famosi (e più bravi) degli ultimi anni. Il suo primo romanzo, pubblicato anch’esso da minimun fax, è Il tempo materiale, tradotto in diversi Paesi e selezionato al Premio Strega 2009. Ambientato nella Palermo degli anni di piombo, racconta la storia di tre ragazzi che, sulle scia di avvenimenti come il caso Moro e gli attentati delle Brigate Rosse, decidono di fondare un gruppo terroristico.

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