Maturità 2016, seconda prova: la versione di greco è di Isocrate

Maturità 2016, seconda prova: la versione di greco è di Isocrate

La traduzione del brano 'Vivere secondo giustizia non è solo corretto, ma anche conveniente per il presente e per il futuro'

da in Cultura, Esami di Maturità
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    Maturità 2016, seconda prova: la versione di greco è di Isocrate

    Maturità 2016, seconda prova: è Isocrate l’autore scelto per la versione di greco al liceo classico, una versioneVivere secondo giustizia non è solo corretto, ma anche conveniente per il presente e per il futuro‘, brano tratto dall’orazione Sulla Pace, una delle venti circa giunte fino a noi; i paragrafi da tradurre sono 34-35-36. In attesa di testo e traduzione, ricordiamo che le indiscrezioni dei giorni scorsi puntavano su Plutarco, Platone e Luciano, gli autori greci ‘preferiti’ dal Ministero negli ultimi anni. I tecnici invece spiazzano tutti e puntano su Isocrate, uno dei maggiori maestri di retorica e un educatore (per cinquant’anni) della classe dirigente greca in ‘contrapposizione’ all’Accademia di Platone. Il progetto educativo di Isocrate partica dall’oratoria, considerata non tanto veicolo di persuasione e strumento di confronto, ma soprattutto fondamento di ogni formazione morale e civile: dopo il salto, la traduzione della versione di greco della seconda prova della maturità 2016.

    Nella versione, Isocrate esorta i suoi concittadini a non cadere nella trappola dell’ingiustizia: chi viola le norme si illude di trarne un vantaggio immediato, ma alla lunga finisce in rovina. I comportamenti rispettosi della virtù, non solo sono il fondamento di una vita sociale eticamente corretta, ma portano vantaggi indubbi anche sul piano politico ed economico.

    Ὁρῶ γὰρ τοὺς μὲν τὴν ἀδικίαν προτιμῶντας καὶ τὸ λαβεῖν τι τῶν ἀλλοτρίων μέγιστον ἀγαθὸν νομίζοντας ὅμοια πάσχοντας τοῖς δελεαζομένοις τῶν ζώων, καὶ κατ’ ἀρχὰς μὲν ἀπολαύοντας ὧν ἂν λάβωσιν, ὀλίγῳ δ’ ὕστερον ἐν τοῖς μεγίστοις κακοῖς ὄντας, τοὺς δὲ μετ’ εὐσεβείας καὶ δικαιοσύνης ζῶντας ἔν τε τοῖς παροῦσι χρόνοις ἀσφαλῶς διάγοντας καὶ περὶ τοῦ σύμπαντος αἰῶνος ἡδίους τὰς ἐλπίδας ἔχοντας. Καὶ ταῦτ’ εἰ μὴ κατὰ πάντων οὕτως εἴθισται συμβαίνειν, ἀλλὰ τό γ’ ὡς ἐπὶ τὸ πολὺ τοῦτον γίγνεται τὸν τρόπον. Χρὴ δὲ τοὺς εὖ φρονοῦντας, ἐπειδὴ τὸ μέλλον ἀεὶ συνοίσειν οὐ καθορῶμεν, τὸ πολλάκις ὠφελοῦς, τοῦτο φαίνεσθαι προαιρουμένους. Πάντων δ’ ἀλογώτατον πεπόνθασιν ὅσοι κάλλιον μὲν ἐπιτήδευμα νομίζουσιν εἶναι καὶ θεοφιλέστερον τὴν δικαιοσύνην τῆς ἀδικίας, χεῖρον δ’ οἴονται βιώσεσθαι τοὺς ταύτῃ χρωμένους τῶν τὴν πονηρίαν προῃρημένων. Ἠβουλόμην δ’ ἄν, ὥσπερ πρόχειρόν ἐστιν ἐπαινέσαι τὴν ἀρετήν, οὕτω ῥᾴδιον εἶναι πεῖσαι τοὺς ἀκούοντας ἀσκεῖν αὐτήν· νῦν δὲ δέδοικα μὴ μάτην τὰ τοιαῦτα λέγω. Διεφθάρμεθα γὰρ πολὺν ἤδη χρόνον ὑπ’ ἀνθρώπων οὐδὲν ἀλλ’ ἢ φενακίζειν δυναμένων, οἳ τοσοῦτον τοῦ πλήθους καταπεφρονήκασιν ὥσθ’, ὁπόταν βουληθῶσι πόλεμον πρός τινας ἐξενεγκεῖν, αὐτοὶ χρήματα λαμβάνοντες λέγειν τολμῶσιν ὡς χρὴ τοὺς προγόνους μιμεῖσθαι, καὶ μὴ περιορᾶν ἡμᾶς αὐτοὺς καταγελωμένους μηδὲ τὴν θάλατταν πλέοντας τοὺς μὴ τὰς συντάξεις ἐθέλοντας ἡμῖν ὑποτελεῖν.

    Vedo che chi (letteralmente coloro che, con il verbo coniugato in preferiscono) preferisce l’ingiustizia, pensando sia la cosa migliore (lett. ritenendo la cosa preferibile in assoluto) rubare (qualcosa) agli altri, patire la stessa sorte delle bestie attratte da un’esca – perché inizialmente godono di quanto hanno ottenuto, ma poco dopo si trovano in guai tremendi; mentre (sottinteso, il verbo vedo dell’incipit, di qui l’infinito di trascorrere) quelli che vivono con pietà e giustizia trascorrere il tempo presente nella sicurezza e mantenere felici speranze per il futuro. Anche se non sempre va così, molto spesso (lett. il più delle volte) la realtà assume tale forma. È dunque necessario (lett. bisogna dunque) che le persone sagge, dal momento che non ci è possibile (lett. sappiamo) distinguere cosa sia meglio, scelgano (lett.

    dimostrino di scegliere) quello che è più utile. Ma agiscono (lett. si comportano) nella maniera più irragionevole di tutti coloro che, pur pensando che la giustizia sia, rispetto al torto, la consuetudine migliore e più gradita agli dei, invece pensano che chi la pratichi sia destinato a vivere (lett. vivrà) di chi abbia scelto l’ingiustizia. Vorrei che, come conviene elogiare la giustizia, fosse anche facile convincere chi ascolta a praticarla: ma ho paura di dire queste cose invano: siamo stati per lungo tempo rovinati da uomini che, potendo solo ingannare (lett. non riuscivano a fare altro che ingannare), i quali stimano il popolo a tal punto, che qualora decidano di muovere guerra contro qualcuno, essendo corrotti osano dire che bisogna prendere esempio dai nostri antenati, e non permettere che veniamo presi in giro o (sottinteso permettere) che quelli che non vogliono pagarci i tributi vadano per mare.

    La traduzione della versione di greco per la seconda prova degli esami di maturità 2016 è da ritenersi come spunto: garantiamo sulla sostanziale correttezza della traduzione, ma attenzione ad eventuali sfumature semantiche e/o a termini obsoleti e/o a quanto il professore tiene alla correttezza dei termini e delle frasi. L’invito è quello di rifarsi sempre al vocabolario e di usare la traduzione proposta come guida, perché potrebbero esservi delle imprecisioni.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN CulturaEsami di Maturità Ultimo aggiornamento: Giovedì 23/06/2016 11:27
     
     
     
     
     
     
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