Esame di Maturità 2016: come prepararsi per affrontarlo al meglio

Esame di Maturità 2016: come prepararsi per affrontarlo al meglio

Cosa fare e come studiare, i consigli per arrivare preparati

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    Esame di Maturità 2016: come prepararsi per affrontarlo al meglio

    L’esame di Maturità 2016 è sempre più vicino: come prepararsi per affrontarlo al meglio? Per poter arrivare pronti, preparati e nelle condizioni psico-fisiche ottimali, è necessaria una ‘strategia‘ ben precisa, che può variare, ovviamente, in base alle esigenze di ognuno. Una serie di consigli pratici, tuttavia, potrebbero essere degli ottimi suggerimenti da prendere in considerazione: noi ve ne proponiamo alcuni. Guardiamoli insieme!

    Innanzitutto niente panico e poi, ovviamente, la cosa principale da fare: studiare! Dalla fine delle lezioni all’inizio degli esami ci sono dai 10 ai 15 giorni: un tempo che, pur non essendo tantissimo, se ben impiegato può essere decisivo ai fini di una buona preparazione. E’ questo il momento dello sprint finale, visto che durante l’anno la priorità è stata quella di ottenere almeno la sufficienza in tutte le materie. Ora la prima cosa da fare è quella di ripassare: un ripasso generale è infatti più strategico che mai.

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    Poiché, come abbiamo già detto, il tempo a disposizione è piuttosto limitato, è bene sfruttare al meglio i giorni che ci separano dall’inizio delle prove: il consiglio che vi diamo è quello di creare una sorta di calendario in cui ognuno – in base alle proprie esigenze – individua le ore da dedicare allo studio, al riposo e, perché no, anche allo svago. Questo potrebbe essere un esempio: sveglia alle 8.00 e studio dalle 9 fino alle 13.00; pranzo e riposino dalle 14 alle 15; studio pomeridiano fino alle 20, cena e serata di svago da trascorrere con gli amici, senza, ovviamente, tirar troppo tardi.
    C’è anche chi preferisce studiare la notte o organizzare il proprio studio giorno per giorno, ma una scansione temporale dei vari momenti può sempre tornare utile, in qualsiasi modo si preferisca lavorare.

    Dopo aver organizzato la giornata di studio, per poter arrivare al meglio alle prove scritte d’esame, sarebbe buona norma creare un programma sugli argomenti da ripassare giorno per giorno. In questa fase l’attenzione è puntata, ovviamente, sulla prova d’italiano e sulla seconda prova specifica: per quanto riguarda la prima, visto che le possibilità da scegliere sono diverse (tema d’italiano, analisi del testo, saggio breve o articolo di giornale) – e tanti potrebbero essere gli argomenti proposti – un ripasso generale di letteratura italiana, fatto però con criterio e non in maniera ‘folle’, potrebbe essere un suggerimento. Questo perché, soprattutto se si sceglie di fare il saggio breve, ad ogni traccia sarà allegato del materiale di riferimento dal quale si dovrà prendere spunto. Perciò, un’attenzione maggiore dovrà essere dedicata soprattutto alla seconda prova, che varia in base all’indirizzo scolastico.

    Si potrebbe, quindi, suddividere la giornata in base agli argomenti delle prove: una parte da dedicare alla letteratura italiana, un’altra allo studio degli argomenti che riguardano la seconda prova, ed un’altra parte, infine, da dedicare alla terza, in cui si affronteranno domande di cultura generale. Quest’ultima prova, infatti, riguarda tutti gli argomenti che si affrontano nel ripasso generale di cui parlavamo prima, perciò prepararsi ad essa vuol dire prepararsi, innanzitutto alle altre.

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    I giorni che precedono l’esame orale sono quelli decisivi, non solo per prepararsi il discorso introduttivo alla prova, ma per rifinire le tesine e i percorsi, concentrandosi soprattutto sul ripasso delle materie di competenza dei professori che compongono le commissioni. Anche per lo studio dell’orale sarebbe opportuno, come per gli scritti, organizzare il lavoro programmando gli argomenti da ripassare: ma è la fase finale, ormai il grosso è fatto!

    E’ fondamentale, dunque, per la riuscita della prova orale, preparare adeguatamente il discorso introduttivo che partirà, come di consueto, dalla tesina che ogni candidato avrà preparato: sull’esposizione di questa, infatti, si giocherà gran parte del voto finale, poiché mette in mostra le capacità di sintesi, di critica e di lingua italiana del maturando. E’ importante che i vari argomenti siano legati tra loro e che abbiamo all’interno della tesina lo stesso spazio, in modo tale che, esponendo il discorso, si dedichi lo stesso tempo ad ogni argomento. In questo modo ogni professore vedrà assegnata alla propria materia la medesima ‘importanza’. Naturalmente la capacità di sintesi (che potrà essere acquisita facendo delle vere e proprie prove, prima dell’esame orale) si vedrà dal tempo di esposizione del discorso introduttivo, che di norma non deve superare i 15-20 minuti.

    Un ultimo consiglio, infine, riguarda la possibilità di studiare da soli o in compagnia: l’ideale sarebbe alternare lo studio individuale – che è sempre molto più riflessivo e ragionato – con il confronto con i compagni, con i quali discutere per fissare meglio i concetti, chiarire quelli sui quali si hanno dei dubbi, e ripassare tutti gli argomenti. Per il resto, solo attenzione e tanta buona volontà e i risultati, statene certi, non potranno che essere positivi!

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN CulturaEsami di MaturitàScuola Ultimo aggiornamento: Martedì 14/06/2016 09:16
     
     
     
     
     
     
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